«La Valmasino è ferita da frane e dissesti»
  • Domenica 23 novembre 2014
«La Valmasino è ferita da frane e dissesti»

Una valle ferita dalle piogge copiose e da frane e dissesti idrogeologoci, la pausa di bel tempo, e il momento della conta dei danni e del monitoraggio meticoloso, per valutare le diverse criticità. Ieri, sabato di sole, il sindaco di Valmasino Domenico Iobizzi insieme ad alcuni assessori, si è recato sui luoghi dei dissesti: non solo ai Bagni di Masino, per accertarsi dei pericoli e di nuovi fronti franosi.

«Stiamo effettuando i sopralluoghi e preparando la documentazione fotografica – ha spiegato dalla località Sasso Bisolo il primo cittadino – una volta constatate le numerose necessità di intervento inoltreremo richiesta in prefettura, e agli enti regionali, ai referenti preposti a Roma per ottenere e vedere riconosciuto alla Val Masino lo stato di calamità».

Il sindaco ha trascorso la mattinata risalendo il torrente Cavrucco, poi in valle della Lodola, in val Pegolera: ha seguito il corso del Masino sino a Cataeggio. «I problemi – ha spiegato – sono tanti, vanno visti uno ad uno. A Sasso Bisolo – ha aggiunto – la situazione è delicatissima, ci sono le condotte forzate delle opere di captazione che stanno cedendo. C’è una presa di oltre un metro nella quale passano circa quattro metri cubi d’acqua al secondo, e intorno stanno operando i dissesti. Sempre a Sasso Bisolo stiamo contando i massi interessati da movimenti franosi, e il problema dei massi, che già si era evidenziato pericolosamente nei giorni delle forti piogge, è diffuso». Sindaco e assessori hanno visitato le zone della valle accompagnati da cittadini, da abitanti che indicano le diverse criticità. «Massi che potrebbero essere instabili e pericolanti – ha anche spiegato Iobizzi – ci vengono segnalati anche dalle zone dei Bagni, vicino alle case verso la chiesetta. A Pegolera, li contiamo lungo il trecciolino al Ponte del Baffo. Per i Bagni di Masino aspettiamo un nuovo sopralluogo del geologo, la ditta che è intervenuta dopo l’ordinanza di evacuazione sta disgaggiando e stendendo le reti paramassi, ma le situazioni come ho avuto modo di dire sono diverse».

Il monitoraggio si è esteso ai sentieri che portano in quota. «Anche sui versanti delle valli laterali della val di Mello – ha detto Iobizzi – ci sono macigni in bilico, frane e ora dopo le nevicate di questi giorni anche piccole slavine in movimento». Per il primo cittadino la strada da seguire è che venga sancita la straordinarietà degli eventi calamitosi. «Io ho ha avviato la richiesta per il riconoscimento dello stato di calamità naturale – ha ancora dichiarato ieri – bisogna fare la conta dei danni, compilare i moduli, valutare le aree che hanno bisogno di un intervento urgente, altre che potranno attendere valutazioni e perizie ulteriori. Tutto l’incartamento verrà inoltrato, ci saranno le verifiche e i riscontri. Di certo si tratta di avere risposte per potere dare risposte e mettere mano ai problemi».

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