l Prefetto in V Municipio: “Meno 50% dei migranti e stop ai roghi tossici”

Di ieri l’incontro nella sala consiliare di via Perlasca per l’avvio del comitato per l’ordine pubblico territoriale. Presenti il minisindaco Palmieri, i consiglieri di maggioranza e opposizione e le associazioni di cittadini

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Meno rifugiati, roghi da reprimere, e sicurezza da garantire tramite una riorganizzazione oculata delle forze dell’ordine. Il Prefetto Gabrielli è arrivato anche in V Municipio. Di ieri pomeriggio l’incontro nella sala consiliare di via Perlasca, alla presenza del minisindaco Giammarco Palmieri, di consiglieri di maggioranza, opposizione e di associazioni cittadine. Obiettivo gettare le basi del comitato per l’ordine pubblico territoriale, nuovo organismo di programmazione e controllo che a breve sarà presente in tutte le ex circoscrizioni della Capitale.

Sul tavolo i problemi di sempre, quelli che i residenti del municipio tra i più densamente popolati della Capitale – per dirla col Prefetto “una città nella città” – denunciano da secoli. C’è lo spaccio al Pigneto, gli insediamenti abusivi nel Parco di Centocelle, la prostituzione sull’asse della Palmiro Togliatti, le aree verdi abbandonate e a mala pena fruibili dai cittadini, il campo rom di via Salviati con i fumi alla diossina che appestano il quartiere, il quadrante di viale Morandi dove a sei mesi dalla ‘guerriglia’ di Novembre si è punto e da capo, e gli immigrati ospitati nei centri di accoglienza, troppi per i residenti, che lamentano territori già in forte sofferenza, inadeguati a ospitare ulteriore capitale umano.

Gabrielli parte da qui, ci mette la faccia, e incassa i primi applausi. “Ho promesso che l’area di Roma est verrà alleggerita dalla presenza di rifugiati. Nel V Municipio verranno dimezzati, il 50% degli immigrati dei centri di prima accoglienza verranno ridistribuiti in altri territori della città”. In particolare, “verrà chiuso uno dei due presidi di via Staderini”, a Tor Tre Teste.

Poi i roghi tossici. Nessun accenno a strategie in campo per sconfiggere la piaga, ma la certezza che sia in cima all’elenco delle urgenze. “E’ una questione fondamentale perchè riguarda la salute dei cittadini, come ho già detto in altri Municipi dove il problema è altrettanto sentito, si tratta di una priorità”. Altra questione che allarma i comitati tocca le forze dell’ordine. Chi abita quartieri dove uscire di casa dopo le 20 è quasi da evitare, ha la netta sensazione che presidi e pattugliamenti siano appannaggio esclusivo di chi vive nel centro storico. E la notizia circolata nei giorni scorsi dell’accorpamento dei commissariati di Polizia ha scatenato reazioni a catena. Sul punto Gabrielli chiarisce ma, stavolta, non promette.

“Il modello di sicurezza applicato sui territori di periferia è inadeguato, sul punto ne ho già discusso con il Ministero, la presenza di agenti è insufficiente e c’è da fare un lavoro lungo che richiede una serie di passaggi amministrativi sui occorre tempo”. Ma “attenzione alla fuffa, perché accorpare vuol dire pensare di chiudere strutture vuote, dove non lavora nessuno, e far funzionare meglio quelle strategicamente più funzionali. Ci sono dei ragionamenti dietro e sono volti a garantire il servizio migliore possibile”.

Per il resto vedremo in fieri. Il comitato territoriale si riunirà con cadenza ancora da definire, forse settimanale. Volta volta analizzerà i nodi ‘caldi’ e stabilirà i dettagli operativi. E’ questa per il minisindaco la grande novità. “Finalmente avremo come Municipio uno strumento che ci permette di interagire con i soggetti direttamente preposti a garantire legalità, sicurezza e decoro” spiega il presidente Giammarco Palmieri, che i problemi del municipio li ha ben presenti ma che ha sempre lamentato poteri quasi nulli di intervento. “Si tratta di un mezzo formidabile per il coordinamento delle forze in campo, noi oggi abbiamo un rapporto straordinario con le forze dell’ordine, ma a livello formale mancava la possibilità per il municipio di sedersi a un tavolo che ti permette di programmare e di affrontare celermente eventuali problemi nuovi che si possono presentare”.

Soddisfatti tutto sommato i cittadini, pronti a dare fiducia a un volto nuovo. Ma sempre vigili nel verificare che alle parole, stavolta, seguano fatti. Gabrielli comunque assicura: “Tra due mesi ci rivedremo con tutti voi, e vedremo quali problemi sono stati risolti”.

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