Sfasci sulla Togliatti, dal M5S la proposta: “Trasferiamoli nella caserma militare di via Prenestina”

L’ipotesi lanciata dai Cinque Stelle in commissione Ambiente. Il consigliere Daniele Frongia: “E’ l’unica possibilità sul piatto, per sbloccare decenni di inerzia dell’amministrazione”


L’area militare di via Prenestina per gli sfasciacarrozze di viale Togliatti. Ancora è più che un’ipotesi, lanciata in Commissione Ambiente dagli attivisti M5S, ma è anche l’unica sul piatto per i Cinque Stelle, “la più facile da attuare” a fronte di un trasferimento delle attività di demolizione che è lettera morta da decenni.

“La premessa importante da fare – spiega il consigliere capitolino Daniele Frongia – è che devono andare via da lì, ma il Comune non gli dice dove”. Già, sono una ventina, vanno avanti a suon di proroghe a concessioni scadute da tempo (l’ultima è prevista per il prossimo giugno), e la loro attività non è compatibili con i vincoli del parco archeologico di Centocelle. Così in Commissione, alla presenza delle associazioni dei rottamatori, viene fuori l’opzione: i trentatre ettari di spazio occupato dall’officina militare 8 Cerimant, dove già ci si dovrebbe occupare di manutenzione di mezzi militari appunto. Ambulanze, pulmini, mezzi di varia grandezza e natura che però per lo più sono abbandonati.

“L’operazione rientrerebbe nella più ampia volontà di valorizzazione delle caserme del Demanio, e si tratterebbe di sfruttare un’area che è già adibita alla rottamazione dei mezzi militari” spiega Frongia. L’alternativa sarebbe Osteria Nuova, unica area rimasta tra le cinque fuori dal Raccordo già individuate da un accordo di programma del ’97 firmato da Comune, Provincia e Regione.

“Da Osteria Nuova sono stati spostati sei sfasciacarrozze in via dell’Acqua Acetosa, ma solo in via temporanea – ha già spiegato in più occasioni l’assessore all’ambiente del municipio, Giulia Pietroletti – dobbiamo aspettare che questi vengano regolarizzati dove si trovano e rinunciano agli spazi che ancora hanno a Osteria Nuova, dove appunto potremmo spostare i nostri”.  Un iter complesso, e per adesso solo sulla carta.

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