QUESTIONE DI CUORE…

L’attività fisica è il principale metodo per combattere i problemi cardiocircolatori. Ai giorni nostri le malattie del cuore e del sistema circolatorio sono molto diffuse e la percentuale di popolazione che ne soffre è in costante aumento, soprattutto tra chi è occupato in lavori sedentari e stressanti. In effetti, esaminando i circa 250 fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, nel “Gruppo A” spicca la voce “sedentarismo”, che è stata recentemente affiancata dall’American Heart Association ai famosi “tre killer”: ipertensione, attitudine al fumo e dislipidemie (alterazione dei livelli nel sangue di colesterolo e altri grassi). Inoltre la pratica abituale di attività fisica, soprattutto di tipo aerobico (corsa, cammino, bici, sci di fondo ecc.) è inserita al primo posto tra i fattori di protezione, davanti a elementi più tipicamente considerati, come la moderazione del consumo di alcolici ed l’assunzione abituale di frutta, verdura e prodotti della pesca. La cosa più efficace, al fine della prevenzione di infarti, trombosi e arteriosclerosi, è quindi allenare i propri muscoli, preferendo le attività di medio/lunga durata a bassa intensità (aerobiche). Naturalmente a tutto ciò deve essere abbinata una sana alimentazione con pochi grassi saturi e zuccheri semplici, nonché moderato consumo di alcolici. A questo punto va fatta una precisazione, ricordando che esistono fattori di rischio non modificabili per le malattie cardiovascolari; in particolare età (crescendo aumentano i rischi), sesso (gli uomini fino a 45 anni ne sono anche sei volte più soggetti, mentre nelle donne i rischi aumentano in seguito ai cambiamenti ormonali in seguito alla menopausa) ed ereditarietà. Per questo motivo persone che conducono uno stile di vita sano sono a volte soggette a problemi di tipo cardiovascolare, anche se indubbiamente questi casi sono molto rari. Come sempre, non si può inoltre pensare che l’attività fisica possa curare tutti i tipi di patologie legate al sistema cardiocircolatorio, e nemmeno che facendo “un po’ di movimento” si possa risolvere tutto. Per esempio problemi di pressione alta possono derivare (circa nel 10% dei casi) da malattie renali o delle ghiandole endocrine: in questo caso il movimento non è sufficiente a garantire un ritorno a valori normali. Nel caso di problemi cardiovascolari, un’accurata visita medica da parte di specialisti competenti è quindi ancor più importante per poter fare sport in tutta sicurezza. Fondamentale è anche una scelta consapevole dell’attività da praticare, e delle “dosi”. Le attività aerobiche come corsa, cammino, bici ecc… in questo caso non sono solo le più consigliabili, ma praticamente le uniche che si possono praticare confidando in un sicuro miglioramento. Impensabile, per esempio, il sollevare pesi per lo sviluppo della forza massima, perché sforzi di quel tipo comportano un aumento ulteriore della pressione arteriosa. Dopo una valutazione individuale dello stato atletico si potrà quindi cominciare, facendosi guidare da un esperto che sappia indicare tempi e modi, per evitare il pericoloso errore del “tutto e subito” e saper dosare adeguatamente il lavoro, anche attraverso una giusta progressione dei carichi.

 

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