Piazza dei Mirti brilla, parco al buio Ecco le due anime di Centocelle

Alessio Buzzelli Centocelle, quartiere dai due volti. Qui convivono due anime opposte: la luce accanto all’ombra, da sempre. Piazza dei Mirti, ad esempio, con il suo nuovissimo e lucente pavimento…

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Centocelle, quartiere dai due volti. Qui convivono due anime opposte: la luce accanto all’ombra, da sempre. Piazza dei Mirti, ad esempio, con il suo nuovissimo e lucente pavimento di marmo, incarna alla perfezione il “buono” di Centocelle.

Grazie ai lavori per la nuova fermata della metro C, la piazza è stata recuperata alla sua funzione sociale e oggi è il cuore pulsante del quartiere. Sembra passato un secolo da quando il suo perimetro era disegnato dalle sole rotaie sulle quali sferragliava quel tram che Pasolini definì il «tranvetto dagli urli di rapace». Poco distante, però, ecco l’altra anima del quartiere, quella “nera”: annunciato da una fila di secchi dell’immondizia stracolmi, ecco il parco “Madre Teresa di Calcutta”, abbrutito da anni di degrado. Anche qui, sembra passato un secolo da quando lo stesso Pasolini, proprio da queste parti, si divertiva a insegnare il gioco del calcio ai ragazzi di borgata.

«È normale qui vedere i cestini dell’immondizia che strabordano. Non solo: vi sono anche siringhe usate vicino l’area giochi, preservativi e bottiglie di vetro rotte a terra e sulle panchine», ci racconta un’anziana del quartiere. «Le famiglie non frequentano più il parco – rincara la dose una sua amica – Qui ci vedi solo disperati, ormai».

La causa di situazioni come queste (non è l’unica) risiede probabilmente nella cronica carenza di centri aggregativi e culturali di cui Centocelle soffre da sempre, come ci spiega Silvio Bruno, architetto e presidente del comitato di quartiere “Centocelle Storica”: «Diviene allora facile spiegarsi i numerosi casi di vandalismo e delinquenza che affliggono il quartiere, non ultimo lo spaccio di droga. Il comitato e la cittadinanza, però, non hanno intenzione di gettare la spugna».

Da anni, infatti, avanzano alle Istituzioni proposte per migliorare la situazione. «Una delle nostre proposte più forti – spiega Bruno – è quella di creare un centro culturale all’interno della scuola Cecconi. Il progetto prevede anche una biblioteca e un museo dedicato a Centocelle, fondamentale per un quartiere così pieno di storia».

Purtroppo però le proposte del comitato si sono scontrate con il solito, assordante silenzio delle Istituzioni, nonostante un luogo d’aggregazione sarebbe fondamentale anche per favorire l’integrazione etnica, dal momento che su Centocelle insiste una massiccia presenza di immigrati. Non a caso qui c’è la seconda Moschea più grande di Roma. Oltre ai centri d’aggregazione, però, nel quartiere manca anche il verde. E, soprattutto, il poco che c’è versa in condizioni critiche.

È il caso del parco di Centocelle, da anni abbandonato a se stesso e, di conseguenza, preda del degrado. Tra alberi caduti e non rimossi, abusivi che periodicamente costruiscono accampamenti, motorini che sfrecciano sull’erba per poi essere dati alle fiamme e mini discariche. Anche questa volta, però, l’architetto Bruno ha una proposta: un ponte ciclo-pedonale che colleghi il quartiere al parco attraversando la Casilina.

Alessio Buzzelli

Dal giornale “Il tempo” edizione Romana

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