Centocelle e le insospettabili ricchezze di una periferia

Dall’incontro tra cittadini e istituzioni emergono potenzialità e progetti sull’ambiente nel territorio
 di Daniela Cologgi – 11 ottobre 2015

Si è svolto sabato 10 ottobre, presso la Casa della Cultura di Villa De Sanctis, l’incontro“Ambiente e cittadinanza attiva a Centocelle”, inserito in una manifestazione organizzata dall’associazione culturale Il Geranio. Un’assemblea aperta ai cittadini, promossa dal comitato Io AMo Centocelle, che ha visto la presenza dell’assessore all’ambiente del V municipio Giulia Pietroletti e dell’assessore all’urbanistica e alla mobilità Giovanni Assogna, in rappresentanza delle istituzioni.

pubblicosalaLo scopo della riunione era non soltanto quello di sottolineare le criticità e il degrado ambientale del territorio – fin troppo evidenti – ma soprattutto segnalare possibilità concrete di recupero e riqualificazione. «Fotografare quello che esiste a Centocelle e dare voce a chi porta avanti dei progetti per migliorare il quartiere», come ha detto Simonetta Rossi, presidente del Geranio, nella sua introduzione.

E di progetti abbiamo scoperto che ce ne sono tanti. Sia legati strettamente all’ambiente, sia di carattere sociale, culturale e artistico, perché sono proprio «la cultura e la partecipazione ad allontanare emarginazione e degrado».

Erano presenti molti comitati e gruppi socialmente impegnati. Oltre alla già citata Io AMo Centocelle, che da un anno lavora, con il sostegno della Pietroletti, al recupero del Parco Madre Teresa di Calcutta (e sembra, di recente, anche con risultati incoraggianti), vari esponenti di queste realtà associative hanno preso la parola per esporre le loro iniziative.

Irene Rossetti

Per prima è stata presentata una mappatura delle aree di interesse ambientale, storico, archeologico del V municipio individuate da Irene Rossetti (architetto) e Francesca Brocci (antropologa). La proposta è inserita in Roma V 2030, un processo di condivisione delle scelte di Roma Capitale con il coinvolgimento della comunità territoriale. E la cosa interessante è che la mappa, nel corso dell’incontro, si è arricchita di nuove segnalazioni e contributi.

A seguire, un rappresentante del Centro d’Iniziativa Popolare Alessandrino ha parlato della  battaglia per preservare i centri produttivi del territorio (e questo significa conservare posti di lavoro), e in particolare del coordinamento popolare in difesa del Centro Carni, sulla Togliatti, a rischio chiusura.

Su un altro fronte si muove invece il gruppo Centocelle Storica, come ha raccontato il presidente Silvio Bruno: valorizzazione del patrimonio storico-archeologico e delle relazioni umane. Tra le loro proposte, «la creazione di un centro culturale con museo, la necessità di collegare il parco archeologico di Centocelle con il resto del quartiere, la riqualificazione degli spazi pubblici», nel senso di recupero di una maggiore mobilità pedonale.

Gli interventi sono stati davvero numerosi e questo ha permesso di evidenziare le tante realtà presenti nel quartiere e quanti sono i volontari che si dedicano alla sua salvaguardia e crescita. Dall’associazione 100 e a Capo alla Casa delle Poesie Centocelle, dalla onlus Pomerius col progetto Città di Parole al Master di Mediazione Culturale condotto con studi sul territorio dal prof. Amedeo Pistolese. E poi gli educatori del centro di accoglienza diurno di Don Bosco, l’associazione La Primula, che si occupa dell’integrazione dei disabili, il circolo Città Futura, che collabora con Legambiente, l’Alveare, che è un’idea innovativa di coworking per mamme di bimbi dai 4 ai 36 mesi.

Chi si aspettava da questo lungo incontro di tre ore discussioni accese e spargimento di sangue, è rimasto decisamente deluso. C’è stato, al contrario, un grande senso di civiltà e di partecipazione.

Quella che in finale è risultata la “fotografia” di Centocelle, è l’immagine di un quartiere sì di periferia, sì degradato e con mille problemi, ma anche con una forte identità storica e con una grande coesione sociale. Una comunità viva, piena di attività, dove i rapporti tra le persone possono dirsi ancora “umani”, dove l’integrazione tra culture ed etnie è spontanea e non un problema.

giulia pietrolettiA Giulia Pietroletti, che in questi anni ha seguito e sostenuto tante di queste proposte, il compito di chiudere l’assemblea: ma, non nascondendo l’incognita del futuro prossimo – data la recente notizia delle dimissioni dell’attuale sindaco – in questo momento non ha ovviamente potuto prendere l’impegno di poter continuare il suo lavoro.

L’augurio è che, anche in caso di passaggio ad altre nomine, il V municipio mantenga aperta la disponibilità ad ascoltare e collaborare con i suoi cittadini perché, come più volte è emerso dalla discussione, la vera, grande ricchezza di Centocelle sono proprio loro: le persone che ci vivono.

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