La sicurezza in montagna parte dal buonsenso, ma strumenti all’avanguardia possono essere d’aiuto

elisoccorso
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C’è un detto che alcuni anziani montanari sono soliti dire e che recita più o meno così: “l’alpinista che torna è buono per la prossima volta”. Il grandissimo Riccardo Cassin lo diceva a modo suo, col tono aspro ma sincero di chi ha conosciuto il volto affilato ma onesto delle grandi pareti: “Il miglior alpinista è quello che torna a casa vivo”. E’ una saggezza essenziale, ma perfetta nel raccontare quanto siano necessarie, in montagna, sostanza e sobrietà.
L’avvedutezza dei “montanari di una volta” continua a valere anche oggi che attrezzature e disponibilità di informazioni offrono una montagna decisamente più accessibile. Noi “montanari di oggi” abbiamo la fortuna di poter contare anche su alleati tecnologici in grado di tutelarci e di agevolarci quando le cose vanno storte e quello tra saggezza, esperienza e soluzioni tecnologiche è un connubio di cui va fatto tesoro.
Per trattare la sicurezza in montagna servirebbero le pagine di un interno manuale, ma si possono sottolineare alcuni principi fondamentali, validi sia per escursionisti e alpinisti esperti che per chi va sui monti durante piccole gite turistiche. Si parte dal buonsenso per arrivare a GPS e applicazioni Smartphone.

Il nostro fisico
La montagna è un luogo magico ma ha la caratteristica di essere faticosa sia in salita che in discesa. Prima di partire per una breve escursione, un trekking impegnativo o una gita alpinistica occorre quindi essere onesti con se stessi. Sono nelle condizioni giuste per partire? Sto bene fisicamente? Sono abbastanza allenato per ciò che sto affrontando? Ricordiamoci che la nostra escursione deve essere prima di tutto un piacere, faticoso quanto vogliamo ma di sicuro non dev’essere una penitenza o – peggio ancora – una prova di sopravvivenza.

Il nostro equipaggiamento
La lista di cosa portare con sé è così varia e dipende così tanto dalle tante attività possibili che ci porterebbe oltre lo scopo di questo breve testo. Tra le cose davvero importanti possiamo dire che è sempre bene avere con sé qualcosa da bere e da mangiare, non importa quanto breve sia la gita. Se ci si aspetta una temperatura rigida un thermos con una bevanda calda sarà l’ideale, se pensiamo a un impegno prolungato procuriamoci soprattutto carboidrati o comunque zuccheri complessi a lenta erogazione energetica per avere uno sprint di energia anche a fine escursione, quando la fatica inizierà a farsi sentire maggiormente. L’abbigliamento va sempre scelto prevedendo possibili cambiamenti del meteo. Chi va in montagna sa quanto velocemente possano mutare le condizioni del tempo, sia in termini di precipitazioni che di temperatura. Se portare con sé un cambio di abiti è consigliato solamente per gite lunghe o impegnative, un buon antivento non dovrebbe invece mai mancare nello zaino, data la mutevolezza del clima. Prepariamoci anche all’imprevisto: portiamo sempre con noi un kit compatto di primo soccorso con il necessario per affrontare ferite, storte, punture di insetto e piccoli incidenti. Noi consigliamo di avere con sé anche un fischietto per segnalare la propria posizione in caso di necessità e una carta dettagliata della zona, perché anche se la conosciamo… non si sa mai!

Evitare i guai
Il modo in cui ci comportiamo in montagna può essere il più valido alleato o il peggior nemico per la nostra incolumità. Siamo prima di tutto noi, con il nostro comportamento, i responsabili della nostra sicurezza. Cerchiamo di muoverci sempre in compagnia. Se incamminarsi da soli è una scelta inevitabile preoccupiamoci di informare un amico o un parente del tragitto che intendiamo fare e possibilmente teniamolo aggiornato sulla nostra posizione. Sia da soli che in gruppo controlliamo con accortezza il meteo prestando attenzione alle condizioni previste sui rilievi, che possono differire parecchio da quelle della pianura, e in inverno non trascuriamo per nessun motivo i bollettini sul rischio valanghe, anche se facciamo solo una breve gita con le ciaspole. Se la situazione non è ottimale accorciamo o variamo di conseguenza il percorso scelto e se è inevitabile non esitiamo ad annullare la gita. Ricordate la frase di Cassin?
Durante gli spostamenti va prestata molta attenzione al terreno. I tratti franosi vanno affrontati con precauzione non solo per il rischio di scivolare ma anche per l’eventualità di far cadere sassi sugli escursionisti più in basso di noi. L’erba alta è bellissima, ma può essere molto scivolosa e nasconde un sacco di insidie in cui inciampare. Allo stesso modo anche la neve nasconde tutto ciò che sta sotto di lei e può esporvi a rischi molto seri nel caso di buche profonde o addirittura crepacci. Persino il bosco, luogo da favola per eccellenza, richiede la giusta attenzione: scegliete con attenzione i rami e gli arbusti da usare come appoggio in salita o in discesa, perché possono sembrare molto più solidi di quanto siano in realtà e cedere proprio quando vi aggrappate ad essi. Un classico errore in cui si può incappare è quello di dare molta importanza alla salita e poca o nulla alla discesa. Al contrario, una grande parte degli incidenti in montagna succede nelle condizioni meno faticose, quando la nostra attenzione cala e quando, scendendo, si è ormai stanchi per l’impegno fisico della giornata e presi dalla fretta di tornare a casa. Sassi, radici e anche piccolissime aspertità possono a quel punto diventare trappole molto pericolose.
Generalmente abbiamo poco da temere dagli animali selvatici. Più delle famigerate vipere, che se non sono disturbate si guardano bene dall’entrare in contatto con l’uomo, vanno tenuti d’occhio gli insetti come le vespe, che tendono ad essere molto aggressive e territoriali, o le zecche, portatrici di malattie anche pericolose come la sindrome di Lyme. Attenzione ai cani incustoditi o che sorvegliano greggi e mandrie. Tenete presente che non sono animali da salotto pronti alle vostre coccole ma sono lì per difendere gli animali e i luoghi affidati. Quando li incontrate occorre non assumere atteggiamenti di sfida, deviare in modo da non incrociarli o aspettare che si allontanino insieme agli animali che sorvegliano. Se vi vengono incontro state all’erta ma rimanete sereni e calmi, quasi certamente si limiteranno ad avvisarvi minacciosamente di stare alla larga. Maggiore è la vostra paura maggiore è la possibilità di incidenti.

GPS e Meteo online
Gli strumenti tecnologici moderni a disposizione di chi va in montagna sono molti, alcuni realmente efficaci per vivere le nostre escursioni in modo più piacevole e sicuro. Portare con sé un dispositivo GPS è ormai un abitudine di molti escursionisti e alpinisti. Sebbene non sostituisca la completezza di una cartina dettagliata del luogo, il suo indiscutibile vantaggio è quello di farci sempre capire dove ci troviamo esattamente. Questo può offrirci una migliore consapevolezza dell’ambiente intorno a noi, migliorare la nostra gestione di tempo ed energie ma anche darci delle garanzie in caso di problemi. La disponibilità di connessioni di rete anche su alcune zone montane permette poi di consultare con uno smartphone informazioni in tempo reale come le condizioni meteorologiche aggiornate per il luogo in cui siamo, cosa particolarmente importante dato che possono mutare sensibilmente rispetto al momento in cui ci siamo messi in viaggio.
Avere con sé uno smartphone è indubbiamente una scelta vantaggiosa per molte delle nostre attività in montagna. Oltre ai benefici in termini di qualità della nostra escursione è però fuori di dubbio che la tecnologia diventa particolarmente preziosa soprattutto quando le cose si mettono male, in caso di incidente e quando abbiamo bisogno di essere aiutati.

Usare lo smartphone per essere soccorsi rapidamente
Il soccorso in montagna è svolto da professionisti sempre pronti ed estremamente preparati a venirci in aiuto con tempismo ed efficacia anche nelle condizioni e nei luoghi più difficili, ma il loro intervento si basa su un presupposto irrinunciabile: riuscire a rintracciarci e a capire esattamente dove ci troviamo. Se in città o in una zona popolata è facile individuare il luogo in cui siamo, in montagna le variabili e l’incertezza aumentano drasticamente e anche chi ci accompagna può trovarsi facilmente disorientato in caso di incidente. Fortunatamente la tecnologia moderna supporta chi va in montagna per sport o per turismo anche in questo aspetto così fondamentale per la sicurezza. Portando con noi uno smartphone possiamo installare un’applicazione in grado di chiamare i soccorsi e inviare, nello stesso tempo, le informazioni utili per segnalare la nostra posizione. L’app, che si chiama FlagMii, è completamente gratuita ed è scaricabile dagli store per Android, iPhone e Windows Phone o attraverso il sito http://www.flagmii.it.
In caso di incidente con un solo semplice gesto sul nostro smartphone è possibile usare l’app per chiamare il 118; insieme alla chiamata, l’applicazione si preoccupa di inviare ai soccorritori – in automatico e senza che sia necessario il nostro intervento – le coordinate GPS più recenti disponibili per la nostra posizione.

Chi ha bisogno di un’app per il soccorso?
Il peggior pericolo per chi va in montagna è la frase “a me non può capitare”, perché l’imprevisto – lo dice la parola stessa – è qualcosa che non si può predire, esperti o no. Bastano pochi passi su un semplice sentiero per finire lontani da chi ci potrebbe aiutare, in un ambiente che credevamo familiare e si rivela invece improvvisamente difficile. Figuriamoci in caso di attività più impegnative in luoghi estremi! Quando camminiamo su un sentiero o facciamo una gita sulla neve ci sembra di avere una perfetta consapevolezza di dove siamo: la macchina l’ho lasciata laggiù; 15 minuti fa ho attraversato un gruppo di baite e così via. Ma queste informazioni sono precise fino a quando non ci servono davvero; forse il parcheggio non è proprio sotto di noi, i 15 minuti sono in realtà una mezz’ora abbondante e di gruppi di baite ne abbiamo attraversati due, ma l’avevamo dimenticato. Per non parlare del fatto che anche se riusciamo a descrivere il luogo in cui ci troviamo, è possibile che ci basiamo su caratteristiche troppo comuni per costituire un riferimento univoco del luogo. Se poi siamo circondati da un bel paesaggio innevato le difficoltà crescono a dismisura. E se c’è nebbia?
E se siamo agitati? O doloranti e confusi? O siamo gravemente feriti e quasi incoscienti? In questi casi anche avere con sé un GPS da montagna può risultare del tutto inutile. La nostra condizione fisica può farci leggere male i dati o potremmo addirittura non avere abbastanza tempo e lucidità per consultarli.
L’app di soccorso è progettata per far fronte a tutti questi problemi, per questo è utile sia per gli alpinisti, gli scialpinisti, i mountain-biker e gli escursionisti esperti che per chi fa trekking occasionalmente, per i cercatori di funghi o anche solo per chi passeggia sui sentieri per turismo. Se vai in montagna l’app di FlagMii è un compagno prezioso, a prescindere dalla difficoltà della tua attività!

Aiutare chi è in difficoltà
Quando qualcuno si fa male è compito delle persone intorno a lui prestargli immediato soccorso. Che si tratti di un amico nel nostro gruppo o di un perfetto sconosciuto siamo tenuti a fare tutto quanto ci è possibile per aiutarlo, anche se è il turista antipatico che abbiamo incontrato poco prima e che non ci ha nemmeno salutati! Ricordiamoci che tutti possiamo fare qualcosa. Non occorre essere medici o esperti alpinisti per aiutare chi è in difficoltà: la nostra presenza, le nostre gambe, la nostra prontezza di spirito se non il nostro equipaggiamento possono fare la differenza in incidenti sia piccoli che di grande entità.
In caso di infortunio la priorità assoluta va data alla richiesta dei soccorsi, che vanno allertati il prima possibile, unitamente alla messa in sicurezza di chi è ferito e di tutte le altre persone. Se ci feriamo a nostra volta potremo essere di ben poco aiuto a chi ha bisogno di noi e non faremo altro che complicare ulteriormente le attività di soccorso. Questa è una regola fondamentale dopo una valanga, ma anche per piccoli incidenti che possono però diventare preoccupanti se coinvolgono tutte le persone del gruppo. Fare gli eroi non serve a nulla se rischiamo solo di farci male a nostra volta e di lasciare senza più aiuti la persona che contava sul nostro supporto.
Le persone incolumi si devono far carico di colmare tutte le attività che la persona ferita non può compiere. Saranno loro a doversi spostare per chiedere aiuto, se necessario, e allo stesso modo sarà compito loro interagire al telefono con il 118 per dare indicazioni utili e – soprattutto – per seguire le istruzioni che verranno impartite. Più di ogni altra cosa, chi interviene in aiuto di una persona ferita deve mantere la calma. Allo stesso modo è importante non improvvisare: se una piccola ferita può essere risolta con un po’ di disinfettante, in altre situazioni occorre agire con cautela per non causare ancora più danni, specie in caso di cadute e traumi gravi. Ovunque sia necessario chiamate il 118 e fatevi guidare dagli esperti, che vi consiglieranno le giuste azioni da compiere.

La telefonata al 118
La telefonata di emergenza effettuata con FlagMii è in tutto e per tutto una chiamata al 118 e come nelle comuni telefonate di emergenza l’operatore del 118 vi assisterà e guiderà in attesa dei soccorsi. Seguire fiduciosamente le sue indicazioni è la scelta giusta per essere aiutati al meglio: non andate nel panico e rispondete a tutte le domande, anche a quelle che vi potrebbero sembrare inutili perdite di tempo – non lo sono affatto! Mentre siete al telefono, l’app sta provvedendo per voi a comunicare le coordinate GPS disponibili, ma l’operatore vi chiederà comunque le informazioni necessarie per rintracciarvi. Anche in questo caso rispondete a tutte le sue richieste.

Zone coperte dall’app di soccorso
Una delle preoccupazioni più grandi in montagna è la copertura della rete dei cellulari e della rete dati. L’app di soccorso usa queste reti per compiere il suo lavoro, quindi si tratta di una preoccupazione legittima. Fortunatamente le reti per cellulari hanno ormai raggiunto un’ottima copertura in tante zone montane del nostro paese. Non solo: anche quando non c’è abbastanza rete per telefonare a casa o a un amico, spesso esiste un segnale “di emergenza” che il nostro telefono può provare a sfruttare per le chiamate di soccorso. FlagMii usa ogni mezzo disponibile e alcuni accorgimenti tecnologici per provare a portare a termine sia la telefonata che il recupero e l’invio dei dati GPS anche in condizioni di scarsa copertura di rete e se anche solo una piccola possibilità di chiedere aiuto esiste, l’app ne approfitta per esservi d’aiuto.
Durante l’escursione è utile controllare periodicamente la copertura di rete sul proprio smartphone per individuare e memorizzare i punti in cui sappiamo di poter effettuare una telefonata. In questo modo sapremo dove e di quanto spostarci per chiedere aiuto nel caso in cui nella zona dell’incidente non ci fosse campo.
Anche se non tutti i servizi di soccorso sono ancora integrati con FlagMii, l’app può essere usata ovunque e nel peggiore dei casi si comporterà come un normale telefono facendovi comunque risparmiare tempo prezioso per la chiamata. In Piemonte il 118 integra completamente i servizi di FlagMii e l’app permette la localizzazione automatica ovunque sia tecnicamente possibile individuare e trasmettere la posizione.


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