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Centocelle, Casale Falchetti sotto sfratto: “Ci danno 10 giorni per lasciarlo, ma resteremo”

Centocelle, Casale Falchetti sotto sfratto: “Ci danno 10 giorni per lasciarlo, ma resteremo”

Per consentire il riordino dei beni comunali, l’Amministrazione Capitolina chiede di lasciare i locali di Casale Falchetti. Associazione 100celle: “Avevamo chiesto la proroga della concessione ed abbiamo continuato a pagare il canone concordato. Vogliamo sia ritirato il provvedimento di sgombero”

Centocelle, Casale Falchetti sotto sfratto: “Ci danno 10 giorni per lasciarlo, ma resteremo”

Natale rovinato per i tanti cittadini abituati a frequentare la Biosteria, l’orto didattico e la milonga popolare di via della Primavera 319. All’Associazione che aveva in gestione il Casale è scaduta l’assegnazione. Ed il Comune non sembra affatto intenzionato a rinnovarla. Anzi, con una lettera recapitata il 21 dicembre, si chiede di “lasciare bonariamente il bene, entro dieci giorni dalla ricezione” della raccomandata.

UN LUNGO SILENZIO – Una doccia fredda per tantissimi cittadini che da quasi due decadi, avevano trovato negli spazi di Casale Falchetti un importante luogo di aggregazione. “Noi avevamo chiesto a gennaio, cioè sei mesi prima della scadenza, se ci sarebbe stato il rinnovo. Poi eravamo tornati a chiederlo a luglio, ma non ci ha risposto nessuno” ci spiega uno degli attivisti “avevamo pensato ad un silenzio assenso, e pertanto abbiamo continuato a svolgere le nostre attività ed a pagare il canone di locazione”. Ma non è bastato.

LA DELIBERA 140 – Per l’amministrazione capitolina il bene deve finire a bando, come previsto dalla delibera 140 del 2014. Non solo. L’Associazione “dovrà garantire la conservazione e la manutenzione dell’immobile, nonchè corrispondere all’Amministrazione Capitolina l’indennità d’uso che sarà comunque soggetta a nuova determinazione”. Attualmente, ci spiegano gli attivisti “paghiamo un canone  mensile pari al 20% del valore di mercato, perchè svolgiamo nella struttura attività socioculturali e ricreative”. Tradotto in cifre “versiamo da sei anni 650 euro al mese. A conti fatti – ragiona l’attivista – il valore pieno di mercato dovrebbe essere di 3200 euro”. Un cifra enorme per le risorse dell’associazione.

LA RISPOSTA DEL CASALE – “La corresponsione dell’indennità  – si legge nelle lettera recapitata il 21 dicembre –  è condizione imprenscindibile per il mantenimento dell’uso del bene e la stessa, a partire dalla data di scadenza, dovrà essere versata al 100% del valore di mercato”. Bisogna inoltre garantire la conservazione e dunque la guardiania della struttura fino al prossimo bando. Condizioni che sono state rigettate dall’Associazione autogestita 100Celle. “Non accetteremo di essere ridotti a ‘guardiani’ dello spazio, non accettiamo e rigettiamo la ‘lettera’ di sfratto” leggiamo in un volantino diffuso in queste ore.

L’ASSEMBLEA CITTADINA – “Abbiamo ottenuto dal Municipio V la solidarietà e la sottoscrizione di una memoria di giunta che stigmatizza il comportamento miope degli uffici centrali”. Forti anche di questo supporto, gli attivisti ed i tanti frequentatori degli spazi offerti dal Casale, si sono dati appuntamento per un’assemblea che si svolgerà in via della Primavera 319, alle ore 18 di mercoledì 30 dicembre. “Chiediamo che venga sospeso il provvedimento di sgombero – concludono gli attivisti del Casale – per evitare gli effetti di ricaduta negativa che questo avrebbe sul territorio”. Cosa che si tradurrebbe nella fine di esperienze come la ciclofficina, il mercato contadino, il Gruppo di Acquisto partecipato da 50 soci e tantissime altre attività socio-culturali.

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