Pecore uccise, nuovo allarme sui Cech

 

 

Pecore uccise, nuovo allarme sui Cech

L’altro ieri un allevatore di Categno ha scoperto l’aggressione subita dal suo gregge nella notte. Le guardie venatorie non pare abbiano dubbi: «Più che un lupo, è stato un branco di cani a saltare la recinzione».

 

Sono il terrore delle greggi, saltano le recinzioni, si avventano sugli animali, li inseguono e li uccidono senza poi divorarli. A quello ci pensano i predatori successivi. Possono costituire un potenziale rischio di aggressione anche per le persone. Sulla Costiera dei Cech da ieri è allarme cani randagi.

Domenica un branco che si muove tra le frazioni sud di Civo, Categno, Dazio, ha raggiunto un ovile ben recintato, situato in una zona a prato sopra Categno, ha saltato lo steccato e ucciso tre pecore ferendone altre tre. La loro è stata una vera razzia. Gli uomini della polizia provinciale arrivati ieri sul posto per eseguire rilevazioni non escludono del tutto che si possa essere trattato anche di un lupo, ma molti indizi indicano in cani lasciati liberi o abbandonati i responsabili dell’episodio. Cani di grande taglia, a giudicare dalle grosse impronte rimaste impresse sul prato innevato mostrate dal proprietario dell’ovile. «Ovile predato da un gruppo di cani lasciati liberi di notte dai privati – ipotizza Luciano Fumiatti, abitante di Dazio, pastore-hobbista – questi sono animali che girano qui intorno, di notte si muovono in branco e hanno preso di mira le mie pecore. In chiusura del fine settimana – ha poi spiegato – hanno attaccato il piccolo gregge che allevo per passione. Le pecore – dice anche – sono utili per la manutenzione di questi pascoli e boschi, che lasciati incolti andrebbero incontro all’abbandono. Però – puntualizza – qui da un po’ di tempo sta succedendo qualcosa, il 4 gennaio mi sono sparite tre capre, scomparse, domenica la razzia sulle pecore. Delle tre uccise – spiega anche – una non si trova più, due sono qui sul prato, altri tre capi sono rimasti feriti. Lunedì – precisa – ho chiamato il veterinario che le ha medicate, vaccinate, solo l’uscita e le terapie somministrate mi sono costate 160 euro. Poi ho fatto la denuncia ai carabinieri, come in precedenza quando erano state attaccate e predate le capre».

Di prima mattina l’intervento sul posto delle guardie venatorie della polizia provinciale. Dopo il sopralluogo la rimozione delle carcasse che sono state trasportate a Sondrio per gli esami di laboratorio e le valutazioni del personale medico. «In queste settimane ci sono stati altri episodi – hanno precisato i tre effettivi della polizia locale – uno a Verceia pochi giorni fa. È strano – hanno anche spiegato – in genere di episodi come questo di Categno ce ne vengono segnalati due, tre in un anno. In questo 2017 sono tre solo in pochi giorni». Non escludono che la razzia possa essere imputabile forse ad un lupo, ma sono scettici: «Le analisi – chiariscono – ce ne daranno la certezza, ma sembra l’azione di un branco di cani sfuggiti al controllo o randagi. Una parte della recinzione è più bassa e l’hanno saltata, poi si sono avventati sul gregge dilaniandolo, una pecora è stata sventrata e sbranata successivamente forse da una volpe, una è rimasta integra. Lo fanno così, come per un gioco».

 
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