Lettera Associazioni sul Parco Archeologico di Centocelle

Le associazioni WWF Lazio – Gruppo attivo Pigneto Prenestino Italia Nostra – Sezione di Roma, Legambiente – Circolo Città Futura Osservatorio Casilino, Federtrek, Associazione per l’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros, Comitato di Quartiere Torpignattara, Associazione Culturale Onlus ICT Ad Duas Lauros hanno inviato una lettera sulla situazione del Parco archeologico Centocelle al Commissario Prefettizio di Roma Capitale, al Presidente della Regione Lazio, al Presidente del Municipio V di Roma Capitale, all’Assessore all’Ambiente del Municipio V di Roma Capitale, al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, alla Direzione Generale Archeologia del MIBACT, alla Direzione Generale Belle Arti e Paesaggio del MIBACT, alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, alla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, al Museo Nazionale Romano e all’Area Archeologica di Roma, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e paesaggistici per il Comune di Roma.

Oggetto della articolata lettera: il Parco archeologico di Centocelle. Realizzazione del Parco e riqualificazione ambientale della periferia orientale del Comune di Roma. Salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali presenti. (La lettera è accompagnata da due allegati: a) Parco di Centocelle – Vincoli archeologici e monumentali b) Parco di Centocelle – Proprietà delle aree

1. Inquadramento territoriale ed ambientale del Parco Archeologico di Centocelle

Il settore orientale della periferia romana, come del resto tutta la periferia della Capitale, è caratterizzato al tempo stesso da un fitto tessuto urbano, densamente popolato e povero di verde e servizi, da un elevato livello di inquinamento atmosferico dovuto al traffico veicolare, da un notevole grado di impermeabilizzazione del suolo con pesanti ricadute sul microclima locale (sovratemperature nei mesi estivi), e dalla presenza di beni culturali ed ambientali di notevole importanza. La salvaguardia e la valorizzazione di questi beni è l’occasione per riqualificare l’intero settore urbanistico, attraverso la realizzazione di vasti parchi urbani che interrompano la continuità di tessuto edificato che si estende dal centro storico della città fino alle più lontane periferie oltre il Grande Raccordo Anulare. La realizzazione di detti parchi permetterebbe di migliorare la qualità dell’aria e le condizioni microclimatiche.

100_celle_mappaAlcune parti del Municipio V, ed in particolare il territorio dell’ex Municipio VI (area compresa grosso modo tra linea ferroviaria Roma-Pescara a nord, Via Tor de Schiavi ad est e Via Casilina a 3 sud) oggi inglobato nel nuovo Municipio V assieme all’ex Municipio VII, presenta particolari criticità dal punto di vista urbanistico-ambientale. Infatti il territorio dell’ex Municipio VI ha una densità abitativa di 15.600 abitanti al Kmq, una delle più alte d’Italia. Inoltre la disponibilità di verde pubblico è ben al di sotto dei limiti minimi prescritti dai vigenti standard urbanistici.

Infatti mentre il D.I. 1444 del 2.4.1968 prescrive una dotazione minima per abitante di di 9 mq di verde di quartiere e di 15 mq di verde urbano, nell’ex VI Municipio sono al momento disponibili complessivamente solo 54 ettari di verde pubblico, corrispondenti ad una dotazione procapite di soli 4 mq per abitante, che è la più bassa tra i 19 ex Municipi del Comune di Roma.

Il nuovo Piano Regolatore Generale del Comune di Roma, adottato nel 2003 ed approvato nel 2008, si è posto l’obiettivo di dotare la città di uno strumento urbanistico per quanto possibile conforme agli standard urbanistici prescritti dal citato D.I. 1444 del 1968. Stante la situazione urbanistica presente, costituita da densità abitative altissime e da carenza di spazi liberi, è stato tuttavia possibile raggiungere nelle previsioni del PRG solo un risultato di complessivi 8,8 mq di verde pubblico per abitante, pur avendo destinato nel Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino SDO adottato nel 2002 a verde pubblico quasi tutta la superficie disponibile, ossia ben 90 ettari su una estensione complessiva di 136 ettari del Comprensorio, dei quali 105 ettari non edificati. La situazione urbanistica ed ambientale della periferia orientale del Comune di Roma ha infatti reso necessario rivedere le previsioni urbanistiche del precedente PRG del 1965, ridefinendo le funzioni dei quattro Comprensori del Sistema Direzionale Orientale (SDO), ossia Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle-Torre Spaccata.

Così il “Progetto Direttore dello SDO”, adottato dal Comune di Roma con D.C. n. 75 del 20.4.1995, ha fortemente ridimensionato l’operazione di decentramento delle strutture direzionali dal centro storico alla periferia orientale, ed ha dettato le linee guida per la pianificazione dei quattro Comprensori, da realizzarsi attraverso l’elaborazione, l’adozione e l’approvazione di singoli Piani Particolareggiati, finalizzate alla riqualificazione ambientale della periferia orientale ed alla salvaguardia dei beni culturali presenti in particolare nei Comprensori Casilino e Centocelle-Torre Spaccata.

aerea_sdoIl Progetto Direttore dello SDO delinea quindi “una strategia di intervento che tende a privilegiare la individuazione nei quattro Comprensori direzionali (Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle-Torre Spaccata) di vaste aree verdi irrinunciabili, organizzate in parchi urbani, con funzione di riequilibrio territoriale e ambientale del settore orientale”, adeguando agli standard urbanistici di verde e servizi le aree già urbanizzate adiacenti ai Comprensori medesimi In particolare il Progetto Direttore SDO conferma a tale riguardo la omogeneità dei territori dei Comprensori settentrionali Pietralata e Tiburtino e la loro diversità da quelli altrettanto omogenei dei Comprensori meridionali Casilino e Centocelle – Torre Spaccata, caratterizzati questi ultimi dalla presenza di beni ambientali e culturali di notevole rilievo.

Il Progetto Direttore del 1995 riconosce inoltre la particolarità del Comprensorio Casilino nei riguardi delle esigenze di adeguamento dello strumento urbanistico rispetto agli standard per verde e servizi definiti dal D.I. 1444 del 2.4.1968, affermando che “le quantità di spazi pubblici necessari a soddisfare i fabbisogni espressi nelle aree contermini sono addirittura superiori alla stessa superficie del Comprensorio per cui, ove non si rendano possibili compensazioni nell’area vasta le previsioni del Piano Regolatore non appaiono sostenibili”.

E’ quindi necessario reperire gli standard urbanistici per i quartieri di Centocelle, Prenestino, Torpignattara, Quadraro in tutti gli spazi liberi presenti in prossimità dei quartieri medesimi, ed una opportunità unica a tale riguardo è offerta dall’ex aeroporto di Centocelle, presente nel Comprensorio Centocelle-Torre Spaccata SDO.

Detto Comprensorio Centocelle-Torre Spaccata SDO, data la sua estensione, è stato suddiviso nei tre Subcomprensori di seguito descritti:

· Subcomprensorio Centocelle, ricadente nel territorio del Municipio V (ex VII)

· Subcomprensorio Quadraro, ricadente nel territorio del Municipio V (ex VI)

· Subcomprensorio Torre Spaccata, ricadente nel territorio del Municipio VI (ex VIII)

Il Subcomprensorio di Centocelle, compreso tra via Casilina, Viale Togliatti, Via Papiria, e Via di Centocelle, comprende tutta l’area dell’ex aeroporto di Centocelle. A tutt’oggi una parte del Comprensorio, che si affaccia su Via di Centocelle, è occupata dalle strutture dell’Aeronautica Militare.

2. Il comprensorio archeologico “Ad duas lauros” e la sua salvaguardia come occasione di riqualificazione ambientale

Nel territorio del Municipio Roma V è presente il comprensorio archeologico “Ad Duas Lauros”, un’area dagli importantissimi valori ambientali, paesaggistici e archeologici, la cui tutela è ritenuta prioritaria dalle scriventi Associazioni.

Il comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, che si estende in direzione nord-sud dalla linea ferroviaria Roma-Guidonia fino alla Via Tuscolana all’interno della periferia orientale del Comune di Roma tra il centro storico ed il GRA, è stato sottoposto a vincolo paesistico attraverso il D.M. del 21.10.1995 del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali, in quanto area di interesse archeologico ai sensi dell’Art. 1, lettera m, della Legge 431/1985. All’interno del comprensorio archeologico “Ad duas lauros” ricadono sia il Comprensorio Casilino SDO che il Subcomprensorio Centocelle SDO.

Comprensorio-Casilino-SDOIl Subcomprensorio Centocelle SDO, che corrisponde all’area dell’ex aeroporto di Centocelle ed all’interno del quale sono presenti beni archeologici e storici di notevole interesse (ville romane, l’antico tracciato della via Labicana, sepolcri, mausolei, catacombe, il tracciato in sotterraneo dell’antico Acquedotto Alessandrino, il Forte Casilino, etc), è stato oggetto di numerosi ed importanti interventi di tutela da parte delle competenti Istituzioni Statali preposte alla tutela dei beni archeologici e storici, che vengono di seguito elencati:

· “Villa romana”, notifica del 7.1.1965 (vincolo archeologico sulla fascia che costeggia Via Casilina).

· “Osteria di Centocelle, D.M. 12.6.1966 (vincolo archeologico sul monumento presente su Via Casilina in prossimità dell’incrocio con Viale Togliatti).

· “Forte Casilino”, D.M. 23.2.1984 (vincolo monumentale sull’ex Forte Casilino).

· “Villa rustica”, D.M. 19.12.1991 (vincolo archeologico diretto ed indiretto sulla villa romana prospiciente Viale Togliatti).

· “Campo Marzio”, D.M. 9.7.1992 (vincolo archeologico sull’intera parte centrale, corrispondente all’antico Campo marzio di età imperiale).

La salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali presenti nel Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, e quindi anche nell’area dell’ex aeroporto di Centocelle, sono l’occasione per riqualificare l’intero settore urbanistico, attraverso la realizzazione di vasti parchi urbani che interrompano la continuità di tessuto edificato che si estende dal centro storico della città fino alle più lontane periferie oltre il Grande Raccordo Anulare

3. La progettazione e l’avvio della realizzazione del Parco archeologico di Centocelle

In considerazione delle linee guida contenute nel Progetto Direttore SDO, del vincolo ambientale “Ad duas lauros” apposto con D.M. 21.10.1995 e dei vincoli archeologici e monumentali sopra elencati, il Comune di Roma con D.C. 69 del 10.4.2003 ha adottato il Piano Particolareggiato del Subcomprensorio Centocelle, destinando a verde pubblico tutta l’area dell’ex aeroporto non occupata dalle strutture dell’Aeronautica Militare, le quale sono presenti su una porzione di area su Via di Centocelle.

Detto Piano Particolareggiato è stato successivamente approvato dalla Regione Lazio con D.G.R.L n. 22 del 31.1.2005.

Il Parco archeologico di Centocelle prefigurato dal Piano Particolareggiato riguarda 126 ettari di terreno, tutti sottoposti al vincolo di tutela “Ad duas lauros”. La maggior parte delle aree sono già sottoposte a vincolo archelogico o monumentale. Infine la maggior parte delle aree sono già di proprietà comunale o comunque pubblica.

La progettazione del Parco di Centocelle, per l’importante funzione che è chiamato a svolgere nel macrosistema delle aree verdi della città, tra il grande Parco dell’Aniene a nord ed il Parco Regionale dell’Appia Antica e degli Acquedotti a sud, e per il ruolo di parco urbano a servizio dell’intero settore orientale, nonché per le particolari caratteristiche storico-ambientali, è stata così oggetto di un Concorso Internazionale di idee che si è svolto negli anni dal 1996 al 1998, coordinato dall’Ufficio SDO del Comune di Roma.

215618977-b1bc6177-7ebb-4e56-af77-7113c246004cI finanziamenti concessi dalla Legge per Roma Capitale hanno permesso di effettuare negli anni dal 1995 al 2000 delle indagini archeologiche preventive su vaste porzioni del futuro Parco di Centocelle, interessando tra l’altro la fascia lungo la Via Casilina (già Via Labicana), la Villa “Ad duas lauros”, la Villa “della Piscina” e la Villa rustica con impianto termale. Sulla parte di proprietà comunale che si affaccia su Via Casilina il Comune di Roma ha già realizzato un primo stralcio di parco pubblico esteso per 33 ettari, con accessi pedonali e carrabili su Via Casilina, inaugurandolo in data 9.9.2006.

Il Parco è stato poi successivamente chiuso al pubblico, compresi gli accessi pedonali, in data 14.9.2008 per motivi di ordine pubblico, derivanti anche dalla presenza del campo nomadi Casilino 900. Successivamente, anche a seguito della rimozione del campo nomadi Casilino 900 avvenuta nel 2009, il primo stralcio del Parco di Centocelle è stato finalmente riaperto.

Nello scorso anno sono partiti i lavori per la realizzazione di un secondo stralcio di parco nell’area estesa circa 18 ettari tra la cosiddetta “La tagliata a nord e la villa della piscina a sud in direzione di Via di Centocelle, a cura del Dipartimento X Servizio Giardini del Comune medesimo. I lavori hanno riguardato peraltro la bonifica della cosiddetta “Tagliata”, ma purtroppo da qualche mese i lavori si sono fermati.

4. I valori naturalistici del Parco Archeologico di Centocelle

Il WWF Lazio – Gruppo Attivo Pigneto Prenestino nel corso del 2014 ha dato avvio ad una attività di censimento e monitoraggio delle specie di avifauna e fauna selvatica che vivono o frequentano i parchi e le aree verdi del territorio del V Municipio e dintorni.

Gheppio

Gheppio

Dal mese di dicembre dello stesso anno questi monitoraggi sono stati estesi anche all’area del Parco di Centocelle (dove proseguono tuttora). Ad oggi in quest’area è stata censita la presenza di 35 specie di avifauna, nello specifico le seguenti: Allodola, Balestruccio, Ballerina bianca, Ballerina gialla, Beccamoschino, Cappellaccia, Cardellino, Cinciallegra, Cinciarella, Codirosso spazzacamino, Cornacchia grigia, Fagiano comune, Fringuello, Gabbiano reale, Gheppio, Luì piccolo, Merlo, Occhiocotto, Parrocchetto dal collare, Parrocchetto monaco, Passera d’Italia, Passera mattugia, Pettirosso, Piccione domestico, Pispola, Poiana, Rondine, Rondone comune, Saltimpalo, Storno, Taccola, Tordo bottaccio, Tortora dal collare, Verdone, Verzellino.

La tipologia del parco, caratterizzato da ampie aree aperte e prati, favorisce la presenza di specie particolarmente legate a questa tipologia di habitat, che di fatto, pur in assenza di aree coltivate, ricorda quello tipico delle campagne. E’ stata quindi riscontrata la presenza di un buon numero di esemplari di Cappellacce (specie in diminuzione in molti paesi europei, a causa delle trasformazioni ambientali e dell’uso di pesticidi), Allodole, Pispole e Tordi bottacci, specie appunto legate a questa tipologia di territorio. Tra l’altro la presenza, nelle vicinanze, di un’area dalle medesime caratteristiche, ossia la zona della Tenuta della Mistica/Tor Tre Teste/Casa Calda (quest’ultima, tra l’altro, con discreti appezzamenti di terreno coltivato), favorisce sicuramente una connessione tra queste aree, con relativi scambi delle popolazioni di avifauna che sostano o frequentano entrambi i siti. Alcune persone, assidue frequentatrici del parco, ci hanno segnalato la presenza delle Pavoncelle, che però non abbiamo avuto ancora occasione di osservare direttamente sul posto.

Avendole però avvistate e fotografate in più occasioni nella vicina area della Tenuta della Mistica, è assai probabile la loro frequentazione anche di questo sito, che confermerebbe quanto ipotizzato poc’anzi circa gli scambi di specie tra le due aree. Altri frequentatori dell’area hanno riferito anche di avvistamenti, in più occasioni, di uno o più esemplari di Volpe, segnalazione più che verosimile se si tiene conto del fatto che sul finire dell’800 l’area era utilizzata dalla nobiltà romana proprio per battute di caccia alla volpe, ma soprattutto tenendo conto del fatto che ne abbiamo osservati direttamente diversi esemplari nelle vicine aree della Caffarella e del Lago ex Snia. Tornando all’avifauna numerosi sono i Fagiani comuni che abbiamo contato nel corso dei nostri monitoraggi, la cui presenza è favorita dal fatto che ampi settori del parco presentano una vegetazione spontanea che, in particolare nel corso dei mesi primaverili ed estivi, si sviluppa rigogliosa e alta costituendo così l’habitat tipico di questa specie, che vi nidifica (osservati anche diversi piccoli nel periodo riproduttivo, nascosti nella vegetazione) e vi trova grandi quantità di cibo, in particolare graminacee spontanee. Numerosi anche i Beccamoschini, che prediligono anch’essi aree con presenza di vegetazione fitta e spontanea, e significativa la presenza di alcuni esemplari di Saltimpalo, specie indicata in diminuzione dopo le nevicate dell’inverno 2012.

Il progetto “Centocelle Forest” di M. Ruthven, vincitore del concorso internazionale di idee bandito nel 1997 dal Comune di Roma, prevedeva tra le altre cose la realizzazione di alcuni laghetti e aree umide, il che rappresenterebbe l’occasione per arricchire l’area di altre specie di avifauna, nello specifico quelle che vivono o frequentano gli ambienti umidi, come gli Anatidi, gli Ardeidi (aironi), alcune specie di limicoli, i Rallidi (Folaghe e Gallinelle d’acqua) e gli Alcedinidi come il Martin pescatore, tutte specie già presenti nelle vicine aree del Parco degli Acquedotti e della Valle della Caffarella a sud, della Tenuta della Mistica a est, del Parco delle Cervelletta e del Lago ex Snia a nord. La posizione strategica del Parco di Centocelle, che si trova pressappoco al centro delle altre aree verdi sopracitate, renderebbe questo sito un luogo di transito, svernamento e nidificazione per numerose specie, rafforzandone anche la consistenza numerica nelle aree limitrofe dove ne è già stata censita la presenza.

5. Le criticità che rallentano la realizzazione del Parco Archeologico di Centocelle

Si è costretti tuttavia a riscontrare che a fianco dei due nuovi accessi al Parco previsti su Via di Centocelle sono presenti due autodemolitori su terreno di proprietà comunale. Inoltre restano al momento escluse dal secondo stralcio le aree su Via di Centocelle adibite a campi sportivi ed a rimessaggio di automezzi.

56240Anche altre aree del Parco di Centocelle sono oggi occupate da insediamenti non compatibili con la necessaria tutela dei luoghi e comunque con la realizzazione del Parco medesimo. Si tratta della presenza di numerosi autodemolitori su Viale Palmiro Togliatti (su aree di proprietà demaniale, privata ed INCIS e sottoposte a vincolo archeologico e paesaggistico). Il Comune di Roma ha recepito la necessità di trasferire le suddette attività di autodemolizione e rottamazione dalle attuali collocazioni per la loro incompatibilità con la situazione ambientale e vincolistica, individuando con D.G.M. n. 451 del 23.12.2009 gli “interventi per la delocalizzazione dei centri di autodemolizione e rottamazione del Comune di Roma – Procedura per l’individuazione di nuove aree”. Anche di recente il Comune di Roma con Delibera della Giunta Capitolina n. 181 del 25.6.2014 ha definito le linee di indirizzo programmatiche per la delocalizzazione e/o stabilizzazione dei centri di autodemolizione e rottamazione nel territorio di Roma Capitale.

A tutt’oggi si è tuttavia costretti a riscontrare l’assenza di un programma concreto di delocalizzazione di dette attività con tempi e modalità definite.

Va peraltro rilevata la presenza su Via Casilina di un ampio rimessaggio di roulotte, nell’area tra la Via medesima e la cosiddetta “La tagliata”, su area di proprietà comunale, sottoposta a vincolo archeologico e paesaggistico, e destinata a parco pubblico. Va tenuto infine presente che il Comune di Roma, attraverso la D.C. n. 118 del 17.12.2009, ha purtroppo definanziato alcuni interventi precedentemente già finanziati e riguardanti la valorizzazione e la realizzazione del Parco di Centocelle.

· Valorizzazione delle ville romane presenti nel Parco di Centocelle, attraverso il restauro delle ville romane interrate e la musealizzazione dei reperti trovati nel corso degli scavi già effettuati, per un importo di 1.300.000,00 euro

· Ponte di accesso al Parco di Centocelle su Via Casilina, necessario a garantire l’attraversamento in sicurezza di Via Casilina e l’accesso al Parco da parte dei pedoni, per un importo di 2.800.000,00 euro.

6. La particolare situazione del monumento “Osteria di Centocelle”

Nel settore nordorientale del Parco archeologico di Centocelle, su Via Casilino ed in prossimità dell’incrocio con Viale Palmiro Togliatti, è presente il monumento “Osteria di Centocelle”, denominato anche come “Rotonda di Centocelle” o “borraccia di Centocelle”. Si tratta di un manufatto composto da una serie di ambienti, disposti intorno a “un nucleo principale a pianta circolare con nicchie e finestre, con copertura a cupola, databile nella sua prima fase tra il III e il IV secolo d.C., indubbiamente connesso alle vicine costruzioni imperiali” del vasto complesso “Ad duas lauros”.

osteria-romana4-300x225In considerazione della necessità di salvaguardare l’integrità del monumento, l’Osteria di Centocelle è stata dichiarata di interesse archeologico-monumentale con D.M. 12.1.1969, e quindi sottoposta a vincolo archeologico.

Successivamente, costituendo “un monumento importantissimo, oggetto fin dal Seicento di disegni e rilievi”, il competente Ministero per i Beni Culturali e Ambientali attraverso il D.M. 21,9,1990 ha esercitato il diritto di prelazione ai sensi della Legge 1089/1939, facendo confluire il monumento in questione nelle proprietà del Demanio Statale.

Al momento l’Osteria di Centocelle versa in uno stato di conservazione quanto mai precario. Le coperture risultano infatti essere in parte crollate, mentre le murature antiche, così come quelle successive che vi si sono addossate, presentano in più punti importanti lesioni, causate anche dalla vegetazione spontanea cresciuta attorno ed a ridosso del monumento.

Si rende quindi necessario un immediato intervento teso a salvaguardare le strutture del Monumento dal rischio di ulteriori danneggiamenti, ed a bonificare l’area circostante dai rifiuti che si vanno accumulando.

 7. Le richieste per la realizzazione del Parco archeologico di Centocelle, la riqualificazione della periferia orientale e la salvaguardia dei beni culturali ed ambientali presenti.

Le scriventi Associazioni ritengono che la realizzazione del Parco Archeologico di Centocelle nella sua interezza sia necessaria per la riqualificazione ambientale ed urbanistica dei quartieri circostanti e dell’intero settore della periferia orientale, e per la salvaguardia dei beni culturali ed ambientali in esso presenti.

Le scriventi Associazioni chiedono quindi ai destinatari della presente nota, ciascuno per la parte di propria competenza di adottare i seguenti provvedimenti:

– Garantire la fruibilità del primo stralcio di parco già realizzato sulla Via Casilina, realizzando adeguati accessi pedonali e carrabili, e garantendo una adeguata sorveglianza

– Riavviare al più presto i lavori relativi alla realizzazione del secondo stralcio di parco su Via di Centocelle, attraverso la contestuale delocalizzazione dei due autodemolitori presenti in prossimità dei due ingressi su Via di Centocelle.

– Delocalizzare con sollecitudine tutte le attività economiche (autodemolitori e rimessaggi di autoveicoli) non compatibili con la realizzazione del Parco Archeologico e con la necessaria tutela dei luoghi, attraverso un programma con tempi e modalità definite.

– Completare la realizzazione del Parco Archeologico di Centocelle, estendendolo a coprire tutte le aree già di proprietà comunale o pubblica, fino ad interessare anche le aree oggi ancora di proprietà privata.

– Intervenire con urgenza sul monumento “Osteria di Centocelle”, tutelato da vincolo archeologico e di proprietà statale, per riparare i danni già presenti ed evitare ulteriori danneggiamenti.

Roma, 8.2.2016

WWF PIGNETO PRENESTINO, ITALIA NOSTRA – SEZIONE DI ROMA, OSSERVATORIO CASILINO, LEGAMBIENTE – CIRCOLO CITTA FUTURA, FEDERTREK, ASS.PER L’ECOMUSEO CASILINO AD DUAS LAUROS, COMITATO DI QUARTIERE TORPIGNATTARA, ASS.CULTURALE ICT AD DUAS LAUROS

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