Centocelle, fumi dal tunnel e dalla voragine: weekend alla diossina per i residenti
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 Centocelle, fumi dal tunnel e dalla voragine: weekend alla diossina per i residenti

Bruciano i rifiuti e fumano il canalone e la voragine. A Centocelle si è concluso un altro fine settimana “avvelenato”. L’incendio “covante” (senza fiamme) nel canalone del parco archeologico continua. Mentre scriviamo sta arrivando un’autobotte per l’ennesimo tentativo di spegnimento della nube tossica, in fuoriscita costante sia dalla bocca del tunnel che dalla maxi buca aperta ormai da un anno tra le vicine case Ater tra via Casilina e via di Centocelle. 

“I tecnici del dipartimento hanno chiamato un mezzo per spegnere i fumi” ci informa il presidente del V municipio, Giovanni Boccuzzi. Va avanti così dal 4 gennaio, quando l’incendio è scoppiato a causa forse di un petardo lanciato a Capodanno: il fumo, nonostante gli idranti prima e lo smassamento dei rifiuti superficiali poi, non si arresta, perché risale dagli strati di immondizia più profondi, i residenti denunciano infuriati, i vigili del fuoco o il dipartimento Ambiente intervengono per sedare temporaneamente la situazione. Sia sul fronte parco, direttamente in corrispondenza del canalone, che su quello della voragine che funge da valvola di sfogo al fumo. Mentre si aspetta un piano davvero risolutivo. 

“E’ un mese ormai che siamo costretti a sopportare tutto questo – denuncia ancora a RomaToday Roberta Ricci, di Pac Bene Comune – nel fine settimana la voragine ha emanato fumi tossici ancora di più”. La soluzione? Tra i comitati si invoca una bonifica profonda dell’intero canalone. Le istituzioni, fra tavoli e riunioni apposite, starebbero lavorando al problema, ma dettagli non trapelano. I tecnici del dipartimento Ambiente, più volte in sopralluogo sul posto, non parlano. Dall’assessorato ci si limita a un “sono in corso apposite verifiche e approfondimenti”. Intanto, ci riferisce il minisindaco Boccuzzi, “la settimana scorsa si è svolto un incontro in Prefettura, Arpa Lazio ha avviato delle analisi sui rifiuti smassati, ma ci vuole del tempo”. Forse per la salute dei cittadini ne è già trascorso troppo. 

 

 

 

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