Archive for maggio, 2017


Vola col furgone nel torrente: muore un automobilista di 35 anni

Drammatico incidente stradale sulla strada provinciale che da Ardenno porta a Valmasino. La vettura è uscita di strada ed è precipitata per circa cento metri

Un’immagine della vettura finita nel greto del torrente
 

Drammatico incidente questa mattina sulla strada provinciale che da Ardenno porta a Valmasino. Una vettura è uscita di strada in corrispondenza di un tornante ed è precipitata in un dirupo finendo la sua corsa nell’alveo del torrente Masino. Sul posto sono subito intervenuti 118 e Vigili del fuoco. L’automobilista, 35 anni, di origine svizzera ma residente a Menaggio ha perso la vita a causa delle gravissime ferite riportate mentre era alla guida di un furgone ed è uscito di strada precipitando con il suo veicolo per circa 100 metri,

Dopo l’incidente era stato trasportato d’urgenza all’Ospedale di Circolo in provincia di Varese, dove è arrivato poco dopo mezzogiorno, ma purtroppo per l’automobilista non c’è stato nulla da fare: troppo gravi i traumi che aveva subito nell’incidente

 
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Noi del Cdq Centocelle Storica, che da anni svolgiamo un’attività di proposta e di stimolo, oltre che di segnalazione di problematiche ricorrenti.

Tra le proposte che portiamo avanti c’è quella di agevolare l’attraversamento della via Casilina realizzando un collegamento stabile da piazza delle Camelie al Parco Archeologico di Centocelle, con la costruzione di un ponte ciclo pedonale, portando anche un progetto predisposto del nostro presidente arch. Silvio Bruno.

Sul progetto, inteso come necessità di realizzare l’infrastruttura proposta, nel 2011 il Consiglio Comunale approvò la Mozione presentata dalle On. Gemma Azuni e Monica Cirinnà, che prevedeva l’impegno del Sindaco e della Giunta Comunale a promuovere ogni utile iniziativa affinché venga realizzato il ponte ciclopedonale da Piazza delle Camelie e il Parco di Centocelle superando l’attuale empasse determinata dal supplemento di indagine richiesto dalla Soprintendenza Archeologica attraverso l’ attivazione di un tavolo interistituzionale tra la Soprintendenza stessa, i vari Dipartimenti e Uffici dell’Amministrazione Capitolina interessati alla realizzazione dell’opera e la società Roma Metropolitane (parole testuali).

Purtroppo, l’impegno non è stato mantenuto!

Dell’argomento, successivamente, se ne è parlato (e scritto) anche nel Consiglio del V Municipio, con varie proposte da parte dei Consiglieri eletti.

Ma anche in questo caso, “il niente la fa da padrone!”.

Un altro argomento che portiamo avanti da anni è la necessità di realizzare un Polo Culturale nel quartiere, ove trovassero collocazione quantomeno un museo di Centocelle (reperti, tabelloni informativi sulla storia passata e recente, strumenti di analisi conoscitiva ed altro), una biblioteca, delle sale di aggregazione.

Noi abbiamo proposto di realizzare il Polo Culturale possibilmente nei locali della scuola Fausto Cecconi.

Anche in questo caso, nonostante la sottoscrizione di oltre un migliaio di cittadini alla proposta, da parte dell’Amministrazione il silenzio è stata l’unica risposta.

Ma Centocelle è stata costruita circa un secolo fa, e non tutte le opere necessarie sono state realizzate, o modernizzate. È il caso del primo tratto di strada di via Tor de’ Schiavi (da piazza delle Camelie a via dei glicini), tche si trova in uno stato talmente disastrato.

In collaborazione con l’allora Presidente del Municipio Roberto Mastrantonio avviammo degli incontri con la cittadinanza sulla base di un progetto di riqualificazione realizzato dagli uffici comunali, ma finito il mandato di Mastrantonio, contemporaneamente finì l’interesse dell’Amministrazione su questo argomento.

Recentemente abbiamo avuto, al riguardo, un colloquio con il Presidente del V Municipio Boccuzzi, ma non sono pervenuti impegni per dare il giusto seguito alle nostre iniziative.

Fortunatamente non è sempre “NO” l’atteggiamento dell’Amministrazione: infatti, dopo aver fatto presente all’assessore Perfetti del V Municipio la poca manutenzione del giardino prospiciente la scuola Fausto Cecconi è stato sistemato il ciottolato e la pavimentazione nell’arco di un breve lasso di tempo.

Abbiamo avuto anche più di un colloquio (molti interessanti) con l’assessore all’ambiente del V Municipio Dario Pulcini illustrandogli le nostre proposte, ma ancora non si vedono iniziative concrete

CDQ CENTOCELLE STORICA

 

 

 

 

                                                         GRAZIE

 

 E’ un modo per esprimere tutta la gratitudine ad una persona che ha saputo, con caparbietà e risolutezza affrontare le varie vicende della vita.

 Non ha avuto mai ripensamenti , seguendo una strada che conduce a dei traguardi grazie anche alla convinzione che Qualcuno possa aiutarla per i scopi prefissati.

La sua dolcezza d’animo ha in qualche modo contagiato tutti coloro che le sono stati sempre accanto.

 Ha sempre un modo affabile e comprensivo nei confronti degli altri.

Attenta alle altrui esigenze, sempre pronta ad affrontare con determinazione e saggezza le avversità della vita.

 La sua forza d’animo e la sua dolcezza traspare da ogni poro epidermico con una esplosione di gioia, allegria, che è intrinseca nella sua persona.

 La celestiale figura è da paragonarsi ad una  stella luminosa che nell’universo abbraccia come una chioccia i suoi tesori.

 Si ha la sensazione di avere a che fare con una meravigliosa essenza che sul suo piedistallo da serenità e sicurezza alle persone care.

 

Non è l’età che rende anziani, ma la sua negatività, siano questi anni il preludio di un nuovo corso di vita e sia da auspicio per un nuovo ciclo con tutto ciò che ne comporta.

 

A COLEI CHE IN TUTTI QUESTI ANNI HA DEDICATO SE STESSA ALLA PROPRIA FAMIGLIA

 

                                                    A U G U R I

Campagna elettorale, Scetti preso di mira

Una scritta lungo la provinciale per la Valmasino paragona il candidato sindaco a Cetto Laqualunque. Il personaggio di Antonio Albanese irrompe nella sfida per la conquista del Comune – La condanna degli avversari.

 

“Vota Scetto Laqualunque” è la scritta impressa sulla parete che costeggia uno dei primi tornanti che dal Morbegnese conducono verso la Valmasino. Il murales fa il verso a Cetto La Qualunque, l’imprenditore e politico reso celebre dalla parodia dell’attore Antonio Albanese. Ed è altrettanto evidente il riferimento locale che appaia a “Scetto” Stefano Scetti, uno dei tre candidati in lizza per le amministrative di giugno. Impossibile non notare per chi si sposta verso la vallata i caratteri cubitali, che non sono passati inosservati nemmeno al diretto interessato.

Scetti però, interpellato direttamente sul caso che lo riguarda, preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione. «Si tratta di scribacchini che utilizzano muri e cartelli perché non hanno il coraggio di esprime di persona quello che pensano – dice Domenico Iobizzi un altro candidato sindaco alle comunali -. Sono abituato a fare politica diversamente, queste modalità le lascio ad altri e ne prendo le distanze, essendo stato io stesso vittima di sistemi simili», termina Iobizzi, che l’anno scorso era stato oggetto di cartelli denigratori, appesi sulle strade comunali, che lo riprendevano con due orecchie d’asino.

Esprime, invece, solidarietà a Scetti il gruppo di Simone Songini, anch’egli candidato in municipio. «Il nostro gruppo nasce dal dialogo, dal confronto e dalla condivisione di idee e progetti nel completo rispetto del pensiero e delle proposte altrui. Noi siamo convinti che l’unico modo per affrontare e superare i nostri avversari sia proporre idee concrete e progetti innovativi condivisibili. Lavoriamo per creare un futuro migliore per la Valmasino e per tutti i suoi abitanti – dicono -, favorendo il dialogo con le istituzioni. Ogni forma di contrasto, divisione, condizionamento e diffamazione è per noi una sconfitta, sia essa rivolta a noi o ai nostri avversari».

La campagna elettorale dell’unico Comune in Bassa valle che andrà al voto è quindi iniziata, lo dicono anche i muri, il clima si sta scaldando e c’è da aspettarsi che la Valmasino, non nuova a scontri diretti e uscite folcloristiche, riservi nuovi colpi di scena, ci si augura all’insegna del fair play. Intanto i tre gruppi in lizza si stanno organizzando per le uscite pubbliche che saranno rese note nei prossimi giorni. A sfidarsi per il governo del municipio di Valmasino, 900 abitanti, sono l’ex sindaco Iobizzi, battitore libero nella politica locale, Scetti l’uomo vicino agli operatori turistici, ma anche alla Cm, e il gruppo civico di Songini, new entry in amministrazione. Attualmente, il Comune è guidato da un commissario prefettizio subentrato a Iobizzi dopo le dimissioni in massa degli amministratori comunali nello scorso gennaio.

 

L’addio a Mario Caldaro, un campione di vita

Partiremo domani 25 maggio, alle 10,30 dal tuo negozio di Via dei Frassini, 51 e raggiungeremo per le 11,00 la Chiesa di San Felice”

Alessandra Noce – 24 maggio 2017

Il destino però aveva deciso; quella che doveva essere “una passeggiata” non lo è stata e una serie di complicazioni ti avevano lasciato muto e impossibilitato a muoverti. Due stati incompatibili con la tua raffinata capacità di racconto e con il moto perpetuo che ti contraddistingueva.

Tu e la bici eravate infatti inseparabili.
Spesso ti incrociavo a Piazza dei Mirti. La pedalata era rotonda, costante, apparentemente priva di sforzo.
Passando dalla tua bottega non potevo fare a meno di trattenermi perché mentre, da maestro artigiano che eri, riparavi la bici venivo immersa in un mondo fatto di campioni, di tour, di imprese all’ultimo secondo.

Come quando raccontavi che una delle tue bici, grazie a Orlandi, arrivò seconda al G.P. dilettanti della Liberazione nel 1985, battuto in volata da Gianni Bugno, o di aver avuto una squadra di campioni come Leonardo Giordani.

Proporti nel 2014 di organizzare, e realizzare poi nell’aprile 2015, la “Bici in Piazza a Centocelle”, una “kermesse” per gli appassionati di bici ma soprattutto per ravvivare il quartiere e parlare di mobilità e di ambiente non è stato un azzardo: ancora ricordo il tuo sguardo ceruleo accendersi e il sorriso allargarsi sul viso, memore delle gare che organizzavi nel quartiere, a volte contrastando chi le considerava più un “impiccio”.

Da allora l’amicizia si è fatta sempre più concreta e le occasioni di incontro sempre più vicine, all’insegna della mobilità, dell’educazione ambientale e dello sport sponsorizzando con la tua assidua presenza le iniziative del “Bike to school Centocelle” e della Comunità Parco Pubblico di Centocelle, gruppo nato per la tutela e riqualificazione del Parco Archeologico di Centocelle e nel quale sei stato da subito nostro validissimo alleato e testimone d’eccellenza sia perché il Parco lo avevi vissuto come abitante storico di Centocelle, ex-dipendente dell’Aeroporto, e sia come ciclista.

Ed è nel Parco che ti rivedo. Mentre pedalavamo riafforano i racconti vividi dei tempi della scuola, quando usavi il Tunnel come scorciatoia per andare a casa, della guerra, dei tedeschi che avevano la base a Piazza delle Camelie, di come il quartiere cresceva intorno al Parco.

Ed è qui che ti vorrei ricordare, durante quell’ultima lunga pedalata insieme, quella del 18 dicembre2016 con la quale accompagnammo in visita nel Parco di Centocelle il gruppo di ciclisti Settimo Biciclettari. Un giro che dal Parco degli Acquedotti ci condusse fino a dentro il Tunnel, passando per quel percorso ciclabile, ancora impervio e in fase di allestimento, che avevamo progettato insieme e realizzato con tanti volontari, per collegare finalmente la ciclabile di Palmiro Togliatti al Parco, passando per l’Osteria in Via Casilina.

Ora il percorso c’è. C’è pure il cancello fatto con i cerchioni delle bici, come quelli che mi avevi messo da parte, e nonostante non abbiamo fatto in tempo a inaugurarlo insieme, mi basta ricordare il sorrisetto sornione che facesti quando, una volta realizzato, te ne parlai.
Domani faremo quel giro in bici che tanto desideravi, quello intorno a Piazza dei Mirti dove volevi fare il gran tour con le bici.
Partiremo domani 25 maggio, alle 10,30 dal tuo negozio di Via dei Frassini, 51 e raggiungeremo per le 11,00 la Chiesa di San Felice. Per darti l’ultimo saluto.

Ci ha lasciato Mario Caldaro, lo storico titolare dell’officina Cicli-Caldaro a Centocelle

I funerali si svolgeranno giovedì 25 maggio, alle ore 11, presso la Parrocchia di San Felice da Cantalice
 

Oggi, martedì 23 maggio, ci ha lasciato Mario Caldaro titolare dell’officina Cicli-Caldaro di via dei Frassini a Centocelle.

Il quartiere perde un personaggio storico che si è sempre speso per il territorio ed attraverso la sua professionalità è divenuto un punto di riferimento per i ciclisti della Capitale. I funerali si svolgeranno giovedì 25 maggio, alle ore 11, presso la Parrocchia di San Felice da Cantalice.

La redazione di Abitare A e Abitare A Roma fa le sue più sentite condoglianze a tutta la famiglia Caldaro. Vogliamo ricordarlo con l’intervista che Mario ci ha rilasciato in occasione del volume “Storie del Commercio e dell’Artigianato Locale” di (Edizione Cofine, 2013) di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani.

La scommessa vinta da Mario Caldaro

La straordinaria storia di un’impresa artigiana fondata sulle due ruote della bici

Una storia particolare quella di Mario Caldaro, titolare dell’officina Cicli-Caldaro, divenuta un punto di riferimento per i ciclisti della Capitale. Infatti tutto ebbe inizio da una scommessa, fatta da Caldaro con la goliardia tipica dei romani: sarebbe stato capace di costruire un telaio da bici su misura. Scommessa vinta. Grazie alla testardaggine e al fatto che era esperto di meccanica, perché tornitore e aggiustatore meccanico. Ma gli ci volle del tempo per vincere quella scommessa.

Infatti si mise a ricercare un piccolo locale da adibire a officina, costruì personalmente una maschera adatta alla costruzione del telaio, si procurò tutta l’attrezzatura necessaria ed iniziò la sua straordinaria avventura. Dopo alcuni mesi la sua prima creatura era pronta ed era splendida tanto da ricevere i complimenti da tutti i suoi amici, compreso quello con cui aveva scommesso.

E fu così che, passo dopo passo, iniziò la sua attività di costruttore di telai. Nel 1978, la piccola officina con la quale iniziò, venne sostituita con un più capiente laboratorio che ospitava anche una esposizione delle proprie creazioni. Proprio da quel prototipo ebbe inizio la grande avventura all’interno del laboratorio situato in via dei Frassini 44 dove Caldaro prosegue l’attività, coadiuvato ora da suo figlio Fabrizio.

Nel giro di qualche anno, grazie alla qualità dei suoi telai, divenne uno degli artigiani più quotati sulla piazza di Roma, poi dopo aver esposto i suoi prodotti alla Fiera del Ciclo, iniziò ad ottenere un discreto successo in tutta Italia. Per completare l’offerta Caldaro inaugurò un negozio di abbigliamento e di articoli sportivi, gestito dalla sua consorte attivo fino a quattro anni fa, quando ella decise di andare in pensione.

Ancora oggi quello di Caldaro, oltre ad essere un dei negozi più frequentati dai ciclisti della zona est di Roma, ogni giorno dopo il lavoro, si trasforma in un luogo d’incontro per i tanti suoi amici cicloamatori.

A raccontarci la storia di questa particolare azienda artigiana è proprio Mario Caldaro con la vitalità dello sportivo e la grande simpatia che da sempre lo contraddistingue.

Mario, puoi sintetizzarci la storia della tua impresa dagli anni Settanta ai giorni nostri?

Non avrei mai immaginato di lavorare nel settore della bicicletta, la mia grandissima passione sin da ragazzo. Ma a far maturare questa decisione fu l’incombere dell’austerity nel 1973 e delle domeniche senz’auto: un momento storico che segnò il ritorno all’uso delle due ruote per molti italiani. All’epoca lavoravo come tornitore e quando tornavo a casa sentivo i miei amici decantare le doti di questo o quel nuovo modello di bicicletta acquistato. Così un giorno, scherzando, dissi ad uno di loro: “Che ce vorrà mai a fa’ un telaio?” Da questa mia frase nacque una scommessa: realizzare in proprio una bicicletta. Così comprai tutto il necessario per la sua costruzione: una serie infinita di elementi da creare e poi da collegare. Con l’aiuto dei miei colleghi di lavoro, tutti meccanici specializzati, disegnammo la struttura della nostra bicicletta. Io intanto avevo anche individuato un piccolo locale ideale per iniziare la costruzione.

Impiegai ben otto mesi per la realizzazione del mio telaio ideato con la mentalità di un meccanico di precisione. Decisi di farlo provare ad un amico dilettante che ne fu subito entusiasta. Quella bicicletta, messa in piedi per gioco, mi fece capire che potevo realmente trasformare in lavoro quella che era stata da sempre una grande passione.

Così decisi con mio fratello di tirare su questa piccola azienda costruendo i primi telai su misura anche se il vero momento d’oro arrivò nel 1976 quando esponendo alcune mie creazioni alla Fiera del Ciclo e Motociclo di Roma venni decretato uno dei migliori telaisti della capitale. Avendo frequentato in precedenza il mondo dei ciclisti professionisti iniziò ben presto la mia collaborazione con il Gruppo Sportivo della S.S. Lazio ed in seguito con quello del Grottaferrata anche se purtroppo per continuare a lavorare nel settore agonistico ci vuole un po’ di fortuna. Ma ma nonostante questo siamo riusciti ad andare avanti.

Nel corso degli anni il mondo della bicicletta è decisamente mutato; l’uso sconsiderato della macchina per spostarsi ha portato alla mancata passione da parte dei più piccoli verso questo sport anche perché le strade non sono più quelle di una volta dove passavano rare macchine. Purtroppo oggi sono stracolme di auto e piene di pericoli e quindi non c’è più la possibilità di correre in bici e di allenarsi su strada.

Io ricordo per esempio il campione mondiale di ciclismo under 23 Leonardo Giordani, giovane ragazzo di Centocelle, che amava allenarsi per le vie del quartiere, un mio grandissimo amico che ho sempre stimato ed incitato a continuare la strada del ciclismo. Oggi una cosa simile è praticamente impossibile.

Quali cambiamenti ci sono stati nella clientela?

Le esigenze dei clienti sono cambiate con l’avvento di materiali come l’alluminio e il carbonio che hanno portato a un rallentamento della produzione di telai su misura. Di conseguenza siamo stati costretti a trasformarci in una semplice rivendita che effettuava riparazioni meccaniche. Seguendo questa mia attività anche mia moglie Neva era ormai diventata un’esperta in materia ciclistica. E perciò si dedicò a dare risposte alle richieste di abbigliamento sportivo nel negozio di fronte a questo che acquistammo e destinammo alla vendita di abbigliamento sportivo dedicato proprio in particolare ai ciclisti. Quindi molti clienti, dopo aver acquistato la loro bicicletta, passavano da mia moglie per “vestirsi” e per prendere gli accessori consueti che vengono utilizzati per praticare questo sport.
Da diverso tempo anche mio figlio Fabrizio ha iniziato a collaborare con me in negozio ed è un bravissimo meccanico. Lui ama molto questo lavoro, però non è un appassionato di ciclismo come me, e purtroppo ha sempre preferito seguire il calcio.

Com’era e com’è Centocelle?

Beh, io sono nato e cresciuto in questo quartiere (che amo) e quindi ne ho seguito tutta l’evoluzione sin da quando non c’erano neanche le strade fino ad oggi. Quando ero giovane mi vergognavo un po’ a dire che abitavo in un quartiere periferico come il nostro, visto che lavoravo in centro e Centocelle veniva considerato una borgata, un luogo invivibile, mentre adesso penso davvero che sia uno dei quartiere più abitabili e gradevoli di tutta la città.

Quali problemi oggi?

Sul fronte sicurezza non ho mai avuto problemi nonostante rimanga in negozio dopo l’orario di chiusura, contro la volontà di mia moglie. No, non ho davvero mai avuto nessun problema. L’unica cosa di cui mi rammarico è il totale abbandono delle attività sportive nel quartiere. Ricordo il favore dell’amministrazione municipale quando organizzavamo le corse ciclistiche lungo via dei Castani, una bellissima manifestazione, che decidemmo di sospendere a causa di un brutto episodio avvenuto durante una corsa. Non si sa chi, ma di certo una persona malvagia, cosparse di chiodi le strade di Centocelle durante una corsa a circuito nelle strade del quartiere. Risultato: si bucarono le gomme delle moto della staffetta dei vigili urbani e forarono molti ciclisti che rischiarono di rompersi l’osso del collo. Fu un’azione ignobile che mi amareggiò molto e che mi indusse a non organizzare più corse ciclistiche a Centocelle.

Un’ultima cosa. Vorrei chiedere alle nostre autorità locali di accogliere il consiglio di noi ciclisti e dedicare più spazio a questa attività. Roma potrebbe benissimo competere con qualsiasi capitale europea realizzando molte più piste ciclabili. E, insegnando il rispetto per i ciclisti, migliorerebbe pure il traffico.

In ricordo del grande Mario

 

Parco di Centocelle, il ministero: “Il Pentagono? Area già in uso alla Difesa”

Parco di Centocelle, il ministero: “Il Pentagono? Area già in uso alla Difesa”

Da via XX Settembre la risposta all’interrogazione dell’onorevole Marco Miccoli sulle condizioni del parco. Il Pac: “Scaricabarile sui rifiuti e spiegazioni insufficienti sul Pentagono”


Parco di Centocelle, il ministero: “Il Pentagono? Area già in uso alla Difesa”

Sui rifiuti interrati dell’ex tunnel Mussolini la competenza è degli enti locali, e sul “Pentagono italiano” un progetto esiste ma rientra nel “sedime già in uso alla Difesa”. Il ministero risponde all’interrogazione dell’onorevole Marco Miccoli, sollecitato dal Pac Bene Comune, avente come oggetto le emergenze che affliggono il parco di Centocelle. Dall’immondizia sotterrata sul lato del cosiddetto “canalone” (su cui indaga la Procura)alla realizzazione, annunciata settimane fa dal ministro Pinotti, di un quartier generale della Difesa nella zona del parco dove già insiste l’Areonautica militare. Una risposta quella arrivata dal Governo centrale che i cittadini non sembrano aver apprezzato. 

Sui rifiuti il ministero scrive: “Non posso essere riferiti ad attività svolte dal Dicastero all’interno dei propri sedimi, bensì ad atti compiuti da terzi in aree pubbliche circostanti il parco, in relazione ai quali la competenza è in capo agli enti locali e tra questi, per quanto attiene alle specifiche attività di bonifica ambientala, all’amministrazione di Roma Capitale”.  Mentre sul progetto del “Pentagono italiano” precisa che “la struttura insisterà sul sedime già in uso alla Difesa senza espansioni nele aree limitrofe. Sono previsti, naturalmente contatti con le amministrazioni per condividere la progettualità, così come prescritto dalle normative in materia”. 

“Restiamo amareggiati dall’operazione di scaricabarile espressa sulla questione emergenza rifiuti e sbigottiti dall’esplicito riferimento circa interlocuzioni sul Pentagono” scrivono in una nota i membri del Pac. “Di fatto si conferma quindi l’esistenza di un progetto militare, senza al tempo stesso fare alcun riferimento né a specificità architettoniche, urbanistiche, di integrazione con la specificità naturalistiche del Parco e tanto meno ad una condivisione con i cittadini del quadrante di Roma Est su cui il parco insiste”.

LA PROTESTA IN CAMPIDOGLIO: “NON CI AVVELENATE”

Per il comitato la riposta del ministero “è del tutto insufficiente, necessitiamo di approfondimenti ben più specifici sul progetto e sulla necessità della bonifica e risanamento del parco. E come si mettono insieme le dichiarazioni del Ministero della difesa con quelle del presidente del V Municipio Giovanni Boccuzzi, che all’assemblea pubblica del 7 marzo scorso ha mostrato a una numerosa platea un progetto da cui risulta una sottrazione di aree pubbliche a vantaggio del Pentagono?” (qui il progetto). 

 

(Una strada taglierà il parco di Centocelle: ecco la proposta per la sua riqualificazione

Una via che taglia il parco da via Papiria alla Casilina e un presidio della Forestale con una scuola di botanica. E’ il progetto sul tavolo di Comune, municipio e Ministero della Difesa

Il 14 maggio si festeggia la festa della mamma, giornata dedicata a questa meravigliosa creatura che noi tutti abbiamo a cuore.

La tradizione vuole che vengano inaugurate manifestazioni espondendo prodotti che hanno attinenza con questa giornata; vale a dire: abiti – fiori – gustosi cioccolati ed altro.

Nel campo della produzione dolciaria la nostra cara ed inestimabile amica Assunta ha proposto un campione di assaggi  di gustosi e prelibati cioccolati finalizzando l’importanza nutritiva del prodotto dolciario.

 

CHOCOLAT

Negozio ben amministrato da Assunta con degustazione di cioccolato fondente di ottima qualità – torroni – torroncini – tisane di ogni tipo di fragranza. La prerogativa di questo negozio di dolciumi è di entrare in un mondo privileggiato dove si è circondati da leccornie di ogni tipo soddisfacendo ogni parte degustativa del palato.

Buongustai servitevi dei prodotti dolciari di squisita bonta e raffinata dolcezza nel negozio “CHOCOLAT” in Via Piazzi 84 – Sondrio.

L’intervista ad Assunta dà risalto all’importanza di degustare i suoi prodotti dolciari.

Tutto pronto in Val Masino per il Melloblocco

Tutto pronto in Val Masino per il Melloblocco

Stefano Scetti, del comitato promotore: “Melloblocco è attenzione all’ambiente, alla sostenibilità ed allo sviluppo di una consapevolezza riguardo tutto ciò che di straordinario ci circonda”


Tutto pronto in Val Masino per il Melloblocco

A poche ore dal Melloblocco, che si svolgerà in Val Masino e Val di Mello dall’11 al 14 maggio, qualche nuova anteprima sul grande raduno internazionale di bouldering.

Oltre al Campionato italiano Boulder organizzato da FASI con la collaborazione del Comitato Regionale Lombardia, che porterà in Valtellina il 12 e 13 maggio i migliori atleti del panorama boulder italiano, tutto il programma è online e sono veramente tante le serate a cui assistere, tra cui in particolare quelle con Rolando Larcher, Robert Jasper e Stefano Ghisolfi.

Da non perdere inoltre venerdì 12 maggio, alle ore 20:30, la proiezione del documentario di Sondrio Festival “Foreste primordiali: storia di una resurrezione”, in collaborazione con ERSAF.

E non mancheranno le novità dedicate ai più piccoli: Mello-FA e Mellojunior, presso il Mellopark, la zona dedicata ai più piccoli in cui si svolgono le attività delle Guide Alpine della Val di Mello, presso la nuova area boulder adiacente il Camping Sasso Remenno.

Mello-FA è il primo approccio all’arrampicata con le Guide Alpine. Boulder e arrampicata e i primi passi di aderenza su granito, per scoprire e progredire in questa disciplina. Venerdì e sabato dalle 10 alle 16.

L’altra novità è il Mellojunior, 10 blocchi di varie difficoltà per un boulder contest ad autocertificazione riservato agli under-14.

Mellobaby è l’evento dedicato ai più piccoli: boulder, arrampicata in aderenza e giochi aerei con le Guide Alpine. Domenica dalle 10 alle 14.

Per partecipare a Mello-fa, Mellobaby e MelloJunior è necessario essere accreditati al Melloblocco.

Melloblocco non è solo sport e divertimento ma, come sottolinea Stefano Scetti del comitato promotore, “è anche attenzione all’ambiente, alla sostenibilità ed allo sviluppo di una consapevolezza riguardo tutto ciò che di straordinario ci circonda. In questo senso proponiamo diverse attività nelle quali si potrà degustare quello che offre la natura, e in particolare il bosco, che circonda la splendida area dove si svolge il Melloblocco”.

La manifestazione 2017, che ad oggi conta già 2.000 pre-iscritti, sarà oggetto anche di uno studio di incidenza promosso da ERSAF e Mountain Wilderness.

 

 

Valmasino, Iobizzi ha deciso: «Mi rimetto in gioco per la mia valle»

L’ex sindaco dopo il voltafaccia dei consiglieri ha dovuto lasciare, ma non si arrende. «Nella nuova lista ci saranno molti volti nuovi».

«Sono pronto a rimettermi in gioco per la mia valle insieme a un gruppo coeso, che vuole difendere la Valmasino dalla rapina delle sue risorse, sostenendo le attività, la popolazione e il territorio». Domenico Iobizzi, ex sindaco di Valmasino, torna in scena e si candidata alle imminenti elezioni amministrative.

Unico Comune in Bassa Valle chiamato a eleggere il nuovo sindaco per le prossime elezioni fissate per domenica 11 giugno, il municipio di Val Masino, 900 abitanti, è attualmente guidato da un commissario prefettizio subentrato a Iobizzi dopo le dimissioni in massa degli amministratori comunali nello scorso gennaio, legate anche alle divergenze interne sulla manifestazione di arrampicata sui massi, il Melloblocco. Subito dopo la spaccatura con i suoi e quindi la caduta del consiglio comunale, Iobizzi non aveva nascosto la volontà di rimettersi in gioco per il Comune. E così è stato. Iobizzi torna con una squadra nuova, “Noi ci siamo con voi” (questo il nome pressoché definitivo del gruppo), composta dal suo ex vicesindaco Luigi Fiorelli, dall’ex consigliere Marco Gualderio, «e da altri nuovi componenti che per la prima volta si avvicinano al Comune fra i quali due donne – spiega Iobizzi -, con loro ho intenzione di portare avanti quanto avviato negli anni scorsi, dalla difesa del territorio, con l’intenzione di non perdere i finanziamenti necessari al completamento della sua messa in sicurezza, sino al sostegno dell’agricoltura di montagna, che insieme al turismo dovrà essere forza trainante per la valle».

E aggiunge: «La gente ci conosce e sa che siamo portatori sani di progetti utili alla Valmasino e sono sicuro che la popolazione saprà valutare anche l’epilogo della passata amministrazione e le strumentalizzazioni che ne sono conseguite».

Sabato prossimo è l’ultimo giorno utile per la presentazione delle liste e, salvo sorprese dell’ultimo minuto, Iobizzi in questa tornata elettorale dovrà vedersela con altri due candidati sindaco, da un lato Simone Songini, architetto e new entry in municipio, che ha già reso ufficiale la sua candidatura, e dall’altro lato Stefano Scetti, attuale presidente del consorzio turistico Porte di Valtellina, che al momento non ha ancora sciolto le riserve, sebbene con lui ci dovrebbero essere i consiglieri dimissionari che, pur facendo parte della maggioranza, si erano dimessi in disaccordo con l’ex sindaco, vale a dire Aldo Rossi, Gianfranco Cassina, Carlo Cotta, Matteo Songini e Stefano Ciappini.

In questa corsa a tre, Iobizzi continua a restare come sempre battitore libero nella politica locale, Scetti è l’uomo vicino agli operatori turistici, ma anche alla Comunità montana. Il gruppo Songini è stato avvicinato al progetto di InComune, «che ovviamente conosciamo, ma la nostra è una lista esclusivamente civica lontana da ogni ingerenza partitica», ha fatto sapere il candidato.

 

Un anno di pratiche collaborative al Parco Archeologico di Centocelle

Comunicato della Comunità Parco Pubblico Centocelle – 9 maggio 2017

7 maggio 2016, area “1° Stralcio” – 7 maggio 2017, area “3° Stralcio” del Parco.

A distanza esatta di un anno, e di tanti eventi realizzati,  domenica 7 maggio 2017 si è tornati a condividere e portare avanti buone pratiche di cittadinanza attiva per la rigenerazione degli spazi verdi del Parco Archeologico di Centocelle.

Con le iniziative ludico-educative per i bambini: “percorso di educazione stradale” e gli “orti mobili”, svolte nell’ambito del progetto CORoma, si è parlato di mobilità e di educazione ambientale, ma soprattutto di tutela e riqualificazione dei beni comuni in un’area del Parco in passato fortemente degradata.

E ciò grazie alla collaborazione tra più soggetti: singoli cittadini, famiglie, tra le quali due famiglie Rom abitanti presso l’ex distributore di benzina “Agip”, LabGov – Laboratorio per la Governance dei beni comuni, Ass. Nuova Vita, Dorean Dote Onlus e Ufficio Migrantes Diocesi di Roma.

Solo per fare dei numeri, in un anno di volontariato sono stati circa 400 i sacchi di rifiuti asportati dal Parco, oltre a numerosi rifiuti ingombranti. E’ stato realizzato un percorso ciclo-pedonale con accesso al Parco su Via Casilina di fronte alla fermata Metro C “Parco di Centocelle” in prossimità dell’incrocio con la Via Palmiro Togliatti e la pista ciclabile; un’area pic-nic; promosse e realizzate visite guidate con cittadini, turisti e scuole, anche con l’aiuto di altre associazioni sensibili alle tematiche della tutela ambientale, della cittadinanza attiva e dell’inclusione sociale; effettuati monitoraggi del territorio con relativa segnalazione alle autorità competenti di abusi e illeciti; denunce dello stato di degrado dei monumenti e degli spazi.

La pulizia di questa area ha di fatto messo in evidenza il manufatto detto “Osteria di Centocelle”, di competenza della Soprintendenza di Stato, prima non visitabile nemmeno dall’esterno dato lo stato di abbandono in cui versava.

L’intento della giornata: rendere pubblicamente fruibile un’area degradata per l’abbandono delle strutture in essa presenti; far conoscere il Parco Archeologico di Centocelle, un polmone verde di elevata importanza naturalistica e archeologica con l’assunto che tante più persone lo frequenteranno e tanto minori saranno le probabilità di usi impropri, quali discariche, abusi edilizi e altre attività illecite; far conoscere il lavoro di bonifica e di cura del verde in questo angolo di Parco, da parte delle due famiglie Rom che si occupano della manutenzione dell’edificio detto “Ex Agip” (costituitesi in “Associazione di fatto”), e da parte dei volontari di tutti i soggetti promotori della giornata; la riuscita del percorso collaborativo tra queste realtà, finalizzato alla attivazione di pratiche di rigenerazione urbana, di solidarietà sociale ed economica, sancite dalla nostra Costituzione, nell’ottica di promuovere l’idea del bene comune, sollecitando le persone, soprattutto i bambini ed i ragazzi, a diventare cittadini consapevoli, attraverso la conoscenza, l’amore ed il rispetto per il luogo in cui vivono e per il suo patrimonio culturale, storico, artistico e ambientale.

Tutto ciò nell’attesa della piena realizzazione e attuazione del Piano Particolareggiato del Parco, adottato dal Comune di Roma nel 2003 e ancora largamente disatteso.

Attività fisica, 100 minuti a settimana per “sfiammare” l’organismo e vivere di più

Proprio come il cibo, anche il movimento aiuta a combattere l’infiammazione silente che ci fa invecchiare e ammalare prima. Gli esperti dettano sette regole per allenarsi nel modo migliore: servono esercizi aerobici ma anche quelli per la forza muscolare perché a partire dai quarant’anni circa si verifica una significativa riduzione sia della massa che della forza muscolare

 

Roma est nella morsa dei rifiuti, Montanari: “Al via pulizie straordinarie”

L’incontro in V municipio con la titolare all’Ambiente. In queste ore un piano eccezionale per ripulire le strade e dare un po’ di sollievo ai quartiere assediati dai rifiuti

Perfomance della nostra campionessa Roberta Ciappini

Roberta Ciappini si aggiudica la 12^ Corsa dei Briganti

La 12^ Corsa dei Briganti, organizzata il 1° maggio ad Acquaseria (CO) dall’Atletica Centro Lario, ha dato il via al Campionato regionale di società di corsa in montagna per le categorie assolute (juniore/promesse/senior).

Sul bel tracciato vista lago assoli del locale Fabio Ruga (La Recastello Radici Group) e dell’azzurra di cross Roberta Ciappini (G.S. CSI Morbegno). Un’altra vittoria valtellinese arriva nella categoria juniores dove Giovanni Rossi (A.S. Lanzada) ha preceduto Matteo Bonzi (Atletica Valle Brembana) e Stefano Martinelli (G.S. CSI Morbegno). Da citare anche il 3° posto di Stefania Bulanti (G.S. CSI Morbegno) nelle juniores.

Ecco i piazzamenti degli atleti della provincia di Sondrio in gara:

JUNIORES F.

4^ Eleonora Fascendini (G.P. Valchiavenna)

JUNIORES M.

6° Luca Molteni (G.P. Vlachiavenna)

7° Federico Bardea (A.S. Lanzada)

8° Davide Vaninetti (G.S. Valgerola)

10° Diego Acquistapace (G.S. CSI Morbegno)

11° Anselmo Fabiano (A.S. Lanzada)

PROMESSE/SENIOR M

7° Davide Zugnoni (G.S. Valgerola)

8° Christian Dell’Agosto (A.S. Lanzada)

9° Matteo Corazza (G.S. Valgerola)

12° Federico Mancassola (G.S. Valgerola)

13° Daniele Menghi (G.S. Valgerola)

17° Carlo Levi (G.P. Valchiavenna)

20° Dario Tirinzoni (G.P. Valchiavenna)

22° Stefano Abate (G.S. CSI Morbegno)

27° Roberto Corazza (G.S. Valgerola)

28° Leonardo Caneva (G.S. CSI Morbegno)

30° Andrea Della Rodolfa (A.S. Lanzada)

33° Carlo Leoni (G.S. CSI Morbegno)

34° Cesare Della Rodolfa (A.S. Lanzada)

38° Ruggero Brioschi (G.S. Valgerola)

40° Maurizio Piganzoli (G.S. Valgerola)

43° Pietro Mattarucchi (G.S. Valgerola)

44° Giuliano Curtoni (G.S. Valgerola)

45° Enea Zugnoni (G.S. Valgerola)

Le altre 3 prove del CdS si svolgeranno tutte in Valtellina: Trofeo Fattoria Didattica Sempreverde a Morbegno (fraz. Arzo) 2 giugno, Rasura-Bar Bianco 27 agosto, Trofeo Strigiotti a Talamona 1 ottobre. Quest’ultima gara assegnerà anche i titoli individuali regionali.

 

Turismo, terme e incentivi alle famiglie

Simone Songini candidato in Valmasino

Architetto di Cataeggio, di 46 anni, è il primo nome ufficiale per la poltrona di sindaco. «Abbiamo messo in piedi un gruppo giovane per dare risposte al paese sullo sviluppo possibile».

Classe 1971, architetto con studio a Morbegno, di Cataeggio, Simone Songini è il primo dei candidati in corsa per la carica di sindaco in Valmasino a uscire allo scoperto. Le indiscrezioni sulla corsa a tre per il comune della Bassa Valle che a giugno andrà al voto sembrano confermate: a sfidare Songini, new entry nel panorama amministrativo locale dovrebbero esserci l’ex primo cittadino Domenico Iobizzi e Stefano Scetti, attuale presidente del consorzio turistico Porte di Valtellina.

Attualmente il municipio di Val Masino, 900 abitanti, è guidato da un commissario prefettizio subentrato al sindaco Domenico Iobizzi dopo le dimissioni in massa degli amministratori lo scorso gennaio. Songini si è messo alla testa di un gruppo «nuovo» composto da molti giovani. «Abbiamo iniziato un percorso di confronto dopo le dimissioni di Iobizzi con l’idea di creare un gruppo in discontinuità col passato, capace di proporre qualcosa di nuovo per la valle – spiega -. A dire la verità, pur con l’intenzione di mettermi a disposizione del progetto, non era mia intenzioni candidarmi, ma mi è stato chiesto e la proposta mi ha lusingato».

Fra gli obiettivi prioritari della formazione di Songini vi sono la cura del territorio e la necessità di renderlo appetibile per una «popolazione che sempre più spesso decide di migrare altrove. L’intento allora è, da una lato, prendersi cura di una valle fragile gestendo con oculatezza il suo patrimonio naturalistico e, dall’altro lato, contrastare lo spopolamento, pensando a incentivi per coppie giovani, a nuove politiche sociali, togliendo la vallata da un isolamento anche istituzionale caratteristico degli ultimi anni».

Un occhio di riguardo poi al settore turistico. «La vocazione di Valmasino è soprattutto turistica, bisogna mirare a valorizzare l’esistente, a dare reddito e opportunità lavorative, a favorire le attività che hanno perso addetti ai lavori oppure addirittura chiuso i battenti, in modo da garantire benessere per i residenti e per chi visita la valle. Ci sono partite importanti da affrontare, penso alle terme che necessiterebbero di un interessamento pubblico-privato, ricucendo al tempo stesso i rapporti con la proprietà, che si sono deteriorati a causa di tentativi di esproprio».

Riflettori puntati anche sul dialogo con i residenti. «Ci siamo confrontati con chi opera sul territorio e l’intenzione è di tenere aperto il dialogo con tutti, dagli operatori economici, alle guide alpine sino ai semplici cittadini, convinti che ognuno sia portatore di interessi». Il gruppo di Songini è stato avvicinato al progetto di InComune, «che ovviamente conosciamo, ma la nostra è una lista esclusivamente civica lontana da ogni ingerenza partitica».

 

Un ricordo  a tutti i lavoratori che hanno perso la vita nel compiere il proprio dovere. In ricordo di un primo maggio all’insegna della strage a Portella di Ginestra, dove furono trucidati innocenti che assistevano ad un comizio per un lavoro più dignitoso. Ai lavoratori rimasti vittime nelle miniere di carbone a Marcinelle dove costò la vita a 262 minatori. Ai lavoratori che emigrarono dando un valido contributo al paese ospitante. A tutti i lavoratori morti sul lavoro.

                 BUON PRIMO MAGGIO

 

 

 

 

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