Turismo, terme e incentivi alle famiglie

Simone Songini candidato in Valmasino

Architetto di Cataeggio, di 46 anni, è il primo nome ufficiale per la poltrona di sindaco. «Abbiamo messo in piedi un gruppo giovane per dare risposte al paese sullo sviluppo possibile».

Classe 1971, architetto con studio a Morbegno, di Cataeggio, Simone Songini è il primo dei candidati in corsa per la carica di sindaco in Valmasino a uscire allo scoperto. Le indiscrezioni sulla corsa a tre per il comune della Bassa Valle che a giugno andrà al voto sembrano confermate: a sfidare Songini, new entry nel panorama amministrativo locale dovrebbero esserci l’ex primo cittadino Domenico Iobizzi e Stefano Scetti, attuale presidente del consorzio turistico Porte di Valtellina.

Attualmente il municipio di Val Masino, 900 abitanti, è guidato da un commissario prefettizio subentrato al sindaco Domenico Iobizzi dopo le dimissioni in massa degli amministratori lo scorso gennaio. Songini si è messo alla testa di un gruppo «nuovo» composto da molti giovani. «Abbiamo iniziato un percorso di confronto dopo le dimissioni di Iobizzi con l’idea di creare un gruppo in discontinuità col passato, capace di proporre qualcosa di nuovo per la valle – spiega -. A dire la verità, pur con l’intenzione di mettermi a disposizione del progetto, non era mia intenzioni candidarmi, ma mi è stato chiesto e la proposta mi ha lusingato».

Fra gli obiettivi prioritari della formazione di Songini vi sono la cura del territorio e la necessità di renderlo appetibile per una «popolazione che sempre più spesso decide di migrare altrove. L’intento allora è, da una lato, prendersi cura di una valle fragile gestendo con oculatezza il suo patrimonio naturalistico e, dall’altro lato, contrastare lo spopolamento, pensando a incentivi per coppie giovani, a nuove politiche sociali, togliendo la vallata da un isolamento anche istituzionale caratteristico degli ultimi anni».

Un occhio di riguardo poi al settore turistico. «La vocazione di Valmasino è soprattutto turistica, bisogna mirare a valorizzare l’esistente, a dare reddito e opportunità lavorative, a favorire le attività che hanno perso addetti ai lavori oppure addirittura chiuso i battenti, in modo da garantire benessere per i residenti e per chi visita la valle. Ci sono partite importanti da affrontare, penso alle terme che necessiterebbero di un interessamento pubblico-privato, ricucendo al tempo stesso i rapporti con la proprietà, che si sono deteriorati a causa di tentativi di esproprio».

Riflettori puntati anche sul dialogo con i residenti. «Ci siamo confrontati con chi opera sul territorio e l’intenzione è di tenere aperto il dialogo con tutti, dagli operatori economici, alle guide alpine sino ai semplici cittadini, convinti che ognuno sia portatore di interessi». Il gruppo di Songini è stato avvicinato al progetto di InComune, «che ovviamente conosciamo, ma la nostra è una lista esclusivamente civica lontana da ogni ingerenza partitica».

 
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