Centocelle: cittadini sognano il parco, Stato e Comune progettano il Pentagono

Centocelle: cittadini sognano il parco, Stato e Comune progettano il Pentagono

Il 28 ottobre la manifestazione degli abitanti dei municipi limitrofi, da anni mobilitati per la tutela del polmone verde

Centocelle: cittadini sognano il parco, Stato e Comune progettano il Pentagono

“Apriamo il parco via gli sfasci”. Firmato abitanti del V, VI e VII municipio. Sabato mattina nel parco di Centocelle è andata in scena l’ennesima protesta. Cittadini infuriati che chiedono la tutela di quei 126 ettari di polmone verde, ostaggio di abbandono, abusivismo, burocrazia. La presenza di autodemolitori dal pesante impatto sul fronte ambientale è il primo motore della mobilitazione. Si invoca il trasferimento ormai da secoli. Una decina in totale tra viale Palmiro Togliatti e via di Centocelle, mai delocalizzati nonostante si trovino all’interno del perimetro vincolato dell’area archeologica. 

Sfasciacarrozze, una lotta eterna

“Roma Capitale ha prorogato di un anno ancora la presenza degli autodemolitori presenti all’interno del Parco archeologico di Centocelle” comunicano i membri del comitato PAC libero. “Per poter usufruire della proroga entro il 30 ottobre devono presentare le autocertificazioni in cui si dichiarano in regola con la normativa ambientale”. Una strada che non risolve il problema fino in fondo. I residenti pretendono non solo la verifica puntuale “della veridicità delle autocertificazioni” e immediata chiusura degli abusivi, ma anche (e soprattutto) lo spostamento di quelli in regola, come tra l’altro votato dall’aula Giulio Cesare a luglio con una mozione del M5s

Dai lavori alla bonifica

E l’elenco delle richieste per il parco non si ferma agli sfasci. I fruitori aspettano da anni il completamento dei lavori del II stralcio, la bonifica dagli insediamenti abusivi nascosti nell’erba alta, dall’immondizia sotterrata nelle cave di tufo del “canalone” nella zona ovest del parco, dalle spianate di cemento in mezzo al verde, l’apertura di nuovi ingressi ciclopedonali. Centoventisei ettari sottoposti a vincolo paesaggistico (con decreto ministeriale del ’95), violentati in ogni modo possibile. Sui quali non si interviene, o almeno non come vorrebbero i cittadini. 

Il nuovo pentagono italiano

Per l’area est del parco, a ridosso degli sfasciacarrozze di viale Togliatti, è sulla carta un progetto di ampliamento dell’area militare in capo al ministero della Difesa, una sorta di “pentagono italiano”, annunciato lo scorso marzo dalla titolare del dicastero Roberta Pinotti. Un piano che interesserà la zona dell’ex aeroporto di Centocelle, già sede del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI). E’ ancora in fase embrionale, ma lo scheletro del progetto è noto: prevede il restyling del parco, la realizzazione di una servitù di passaggio a uso dei militari, una strada che taglierà in due il verde collegando via Papiria e via Casilina, all’altezza della fermata della linea C Parco di Centocelle, realizzata in cambio di un presidio fisso della guardia forestale con scuola di botanica, oltre al recupero della villa Ad Duas Lauros, metà della quale ancora dentro il confine della base militare. 

L’esistenza del piano d’intervento è stata confermata in risposta a un’interrogazione dei parlamentari Antonino Moscatt e Roberto Morassut, precisando però che si tratto di un “progetto condiviso sin dall’inizio con Roma Capitale e il V municipio”. Peccato che i cittadini non siano mai stati informati, nonostante le tante riunioni pubbliche sul tema parco. “Non si era mai vista prima d’ora una così grave offesa alla nostra onestà intellettuale” lamenta il comitato. Da mesi chiede delucidazioni. E da mesi non ottiene risposte. 

“Denunciamo con sdegno un comportamento quasi omertoso che tende a tenere la cittadinanza all’oscuro per poter gestire questa partita come se fosse affare privato tra il comune di Roma e i municipi su cui il parco insiste” proseguono in una lunga nota stampa. Ma la lotta è solo agli inizi: “Questo comitato non farà passare senza conseguenze tale stupro di diritti e si riserva di adire le vie legali a tutela di tutti i diritti calpestati”. 
 

 

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