Archive for novembre, 2017


E’ un muscolo che unendosi con muscolo gastrocnemio formando il tendine calcareo (Tendiune di Achille) Interessante per i podisti che soffrono di tendinite

 Soleo

Il muscolo soleo è posto profondamente rispetto ai due gemelli. Origina dalla testa e dal terzo superiore della faccia posteriore della fibula, dalla linea del muscolo soleo della tibia e dall’arco tendineo tra testa fibulare e tibia (arco tendineo del muscolo soleo) distalmente al muscolo politeo.

Il suo imponente tendine si unisce a quello del muscolo gastrocnemio formando il tendine calcaneare (o d’Achille) che va ad inserirsi alla tuberosità calcaneare, nel terzo medio della faccia posteriore del calcagno.

Unico dei muscoli che formano il tricipite della sura ad essere monoarticolare con la sua azione flette plantarmente la caviglia e partecipa alla flessione del ginocchio. Sviluppa la sua massima potenza quando, partendo dalla posizione caviglia flessa e ginocchio esteso si contrae per estendere il piede. Il soleo è particolarmente importante nelle discipline di resistenza (alta percentuale di fibre rosse) mentre il gastrocnemio è più un muscolo di potenza.

E’ innervato dal nervo tibiale (L4-S1).

 

ORIGINE
Testa, faccia dorsale e margine laterale della fibula; linea obliqua e arcata del muscolo soleo sulla tibia
anatomia soleo
INSERZIONE
Nel tendine calcaneare (o d’Achille) sul terzo medio della faccia posteriore del calcagno
AZIONE
Estende il piede (lo flette plantarmente) e contribuisce alla flessione della gamba
INNERVAZIONE
NERVO TIBIALE (L4-S1)
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Tendinopatie del podista: addio

Che cosa fare nella riabilitazione delle tendiniti dell’Achille?

Certo va capita la gravità della tendinopatia, ma in molti casi vale la regola: l’esercizio è il miglior farmaco. Ci si può insomma curare con il rinforzo muscolare e il principale esercizio è rappresentato dal sollevamento sull’avampiede: si comincia in appoggio su entrambi i piedi, ci si solleva e si ritorna alla posizione di partenza con un solo piede. Questo permette di sollecitare il muscolo, e quindi il tendine, con una contrazione eccentrica (abbassamento) in cui il carico è maggiore rispetto a quello esercitato nella fase di contrazione concentrica (sollevamento). L’ampiezza del movimento sarà dettata dal dolore in quanto ci si dovrà fermare nella discesa pochi gradi dopo la sua insorgenza. La velocità di esecuzione deve essere sempre lenta e controllata, evitando i rimbalzi.

Sarà opportuno svolgere l’esercizio sia a ginocchia distese che a ginocchia semiflesse. In tal modo si solleciteranno le fibre del gastrocnemio (ginocchia estese) e del soleo (ginocchia semiflesse).

Gli esercizi illustrati fanno parte del protocollo riabilitativo di Alfredson che è al momento quello con maggiori evidenze mediche.

 

 

 

 

 

Al variare del dolore (diminuzione o scomparsa) si assoceranno lavori di propriocettività e reattività muscolare del piede con andature in rullata (tallone-punta) ed esercizi in spinta sull’avampiede.

Buon allenamento! E non dimenticatevi i fondamentali: mettete sempre il ghiaccio e verificate di aver scelto le scarpe giuste!

 

 

 

Per visualizzare  il nuovo calendario rifiuti del comune di Civo cliccare su:

Calendario_rifiuti__Civo_2018 CALENDARIO 2018

In una splendita giornata l’università di Milano – Bicocca ha avuto tra i suoi numerosi laureandi la figura di una persona che con il suo impegno e tenacia ha conseguito la laurea in sociologia.

Stiamo parlando di Elisabetta Songini che ha magistralmente superato gli esami.

 

Ora alla dottoressa in sociologia non rimane altro che complimentarsi augurandole un futuro radioso per la sua specializzazione sulla ricerca sociale.

Le feste natalizie sono alle porte, oltre allo shopping, per magnificarle, è di prassi soddisfare il palato con prodotti dolciari. Volgendo lo sguardo verso Via Piazzi al numero 84 della città di Sondrio, si può notare un meraviglioso mondo di leccornie di ogni tipo.
Stiamo parlando del “CHOCOLAT” fiabesco e pittoresco negozio di dolciumi e di quel prodotto che si ricava dai semi dell’albero del cacao: il delizioso cioccolato, la degustazione di tale prodotto è un’arte ed un rituale che coinvolge tutti i sensi, condotto magistralmente da una persona “TATA LE FATE” pseudonimo di ASSUNTA che con il suo charme, capacità e la sua esperienza fà di questo negozio il fior fiore dell’attività dolciaria.

Venite a torvarci avrete sempre il massimo della nostra disponibilità nell’illustrarvi le dolci fragranze di quel meraviglioso prodotto che è il CIOCCOLATO.

“CHOCOLAT” VIA PIAZZI 84  – SONDRIO

Tutto ciò viene illustrato dal filmato dove si possono osservare i vari prodotti dolciari.

 

 

 

 

 

 

 

MAGNIFICA INQUADRATURA DEL PAESE DI CEVO GRAZIE ALLA REALIZZAZIONE DEL FILMATO DEL NOSTRO DANIEL.

A Lanzada ritorna la corsa campestre

INIZIO CROSS TRAVOLGENTE DELLA NOSTRA CAMPIONESSA ROBERTA CIAPPINI CONQUISTANDO UN AUTOREVOLE PRIMO POSTO NELLA CATEGORIA SENIOR CON UN TEMPO DI 10,44

Nel mese di Novembre si ricomincia a correre nei prati e riparte la seconda parte della stagione dedicata al cross, dopo le prove di inizio campionato svoltesi tra Gennaio e Marzo.

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Fotografia Davide Vaninetti

Lanzada  ha organizzato la corsa campestre in località Pradasc domenica 12 novembre, assegnando anche i titoli individuali per le categorie junior, promesse, senior e master.

Più di 400 atleti al via, con il G.S. Valgerola a fare la voce grossa tra le società. Il sodalizio di Maurizio Piganzoli ha vinto con 915 punti davanti a G.P. Santi Nuova Olonio (876 punti) e G.S. CSI Morbegno (835 punti). Per quanto riguarda le due gare clou, assolute/master maschili e femminili, le vittorie sono andate a due giovani di grande livello: Belay Jacomelli (U.S. Bormiese/19’21”) che ha preceduto di poco l’esperto Graziano Zugnoni (G.P. Santi Nuova Olonio/19’27”) e Francesco Della Torre (La Recastello Radici Group/19’33”) e ROBERTA CIAPPINI (G.S. CSI Morbegno/10’44”) che nella gara in rosa ha staccato l’allieva Katia Nana (Polisportiva Albosaggia/11’27”) e Giulia Compagnoni (Atletica Alta Valtellina/11’44”). Per quanto riguarda le categorie giovanili, nelle esordienti Teresa Buzzella (G.P. Santi Nuova Olonio) ha preceduto Melissa Bertolina (Atletica Alta Valtellina) e Giada Fachin (U.S. Bormiese), mentre nei pari età maschili Daniele Ciaponi (G.P. Talamona) è stato più veloce di Nicola Rossi (A.S. Lanzada) e Luca Curioni (G.P. Santi Nuova Olonio). Nelle ragazze brava Rossella Ghilotti (Atletica Alta Valtellina) che ha chiuso davanti a Maria Gusmeroli (G.P. Talamona) ed Elisa Rovedatti (G.S. CSI Morbegno). Nei ragazzi doppietta dei diavoli rossi con Leon Bordoli e Francesco Bongio, con Giacomo Ciaponi (G.P. Talamona) sul gradino più basso del podio. Nelle cadette vittoria per Serena Lazzarelli (G.P. Valchiavenna), 2° posto per Greta Contessa (G.P. Santi Nuova Olonio) e 3° posto per Milena Masolini (G.P. Valchiavenna). Nei cadetti bella tripletta per il G.P. Valchiavenna grazie a Davide Gini, Nicola Fumagalli e Gabriele Biavaschi. Nelle allieve la Polisportiva Albosaggia ha monopolizzato i primi due gradini del podio con Katia Nana e Gaia Bertolini, terzo posto per Giorgio Fascendini (G.P. Santi Nuova Olonio). Negli allievi vittoria per il longilineo Cristian Menghi (G.S. Valgerola) che ha preceduto Stefano Bonomi Boseggia (Pol. Albosaggia) e Alessandro Rossi (A.S. Lanzada).

Ecco tutti i titoli individuali di corsa campestre 2017 assegnati: junior – Elena Mainetti (G.S. CSI Morbegno) e Belay Jacomelli (U.S. Bormiese); promesse – Roberta Ciappini (G.S. CSI Morbegno) e Luca Cantoni (U.S. Bormiese); senior – Carlo Barilani (G.P. Santi Nuova Olonio); master 35 – Elisabetta Bortolas (PT Sky Running) e Remo Sciani (G.P. Talamona); master 40 – Laura De Santis (G.P. Santi Nuova Olonio) e Graziano Zugnoni (G.P. Santi Nuova Olonio); master 45 – Giordana Zugnoni (G.S. CSI Morbegno) e Mauro Bertolina (Atletica Alta Valtellina) master 50 – Michela Trotti (G.S. CSI Morbegno) e Roberto Pedroncelli (G.P. Santi Nuova Olonio)master 55: Emanuela Del Curto (G.S. Valgerola) e Luciano Compagnoni (Atletica Alta Valtellina)master 60: Anna Maria Taeggi (G.S. Valgerola) e Attilio Melè (G.S. Valgerola)master 65: Biancamaria Martina (G.S. Valgerola) e Salvatore Tarabini (G.S. Valgerola).

Prossime gare: Domenica 26 Novembre a Sondalo località Pradela; Cross de Pradela – Gara provinciale di corsa campestre – Campionato provinciale individuale cat. ragazzi/e, cadetti/e, allieve/e.

Categorie tutte, ritrovo ore 09:00 – inizio gare ore 10:00 – organizzazione: Atletica Alta Valtellina. Per informazioni: cell. “347/9021545”, “adrianogreco@hotmail.com”.

 

Benefici della respirazione controllata: 3 esercizi per imparare

 
La respirazione addominale controllata apporta notevoli benefici: riduce lo stress, aumenta i livelli di attenzione e sostiene il sistema immunitario

 

La respirazione è una delle funzioni vitali del nostro corpo: respirando forniamo ossigeno all’organismo ed espelliamo l’anidride carbonica.

Vi siete mai chiesti perché quando si inizia a praticare sport si ha il fiatone? Per rispondere a questa domanda bisogna analizzare come avviene la respirazione.

L’azione che regola la respirazione può essere di due tipi: toracica o addominale.

Quando si respira attraverso il sistema toracico, si favorisce l’allargamento della gabbia toracica e di conseguenza un maggiore afflusso di ossigeno. In questo caso, però, i muscoli accessori che regolano il movimento del torace svolgono un lavoro intenso, con conseguenti indolenzimenti.

La respirazione addominale basa il suo funzionamento sul diaframma. Il diaframma è un muscolo a forma di cupola che separa la cavità toracica da quella addominale. Imparando ad usare il diaframma per la respirazione, l’addome si espande e si ritrae, mentre il torace fa dei minimi movimenti. In questo modo l’atto respiratorio diventa più fluido, con un minore dispendio energetico soprattutto durante l’attività fisica.

Recenti studi hanno dimostrato che la respirazione addominale controllata apporta notevoli benefici: riduce lo stress, aumenta i livelli di attenzione e sostiene il sistema immunitario. Come è possibile intuire, questi benefici apportano notevoli miglioramenti sia nel proprio stile di vita che nelle prestazioni sportive.

L’importanza di dare mobilità al diaframma ha conseguenze non solo a livello respiratorio, ma anche posturale (favorisce libertà di movimento) e psicologico (respirando in modo funzionale, si riducono stress e ansie).

Imparare la respirazione addominale controllata non è immediato e richiede un costante lavoro. Di seguito vi proponiamo tre esercizi che potete svolgere nella tranquillità di casa vostra, con i vostri tempi e senza fretta, e che sono molto utili per imparare a controllare la respirazione dando mobilità al diaframma.

Respirazione coerente

Questa è, forse, una delle tecniche fondamentali se si vuole imparare a controllare la propria respirazione. L’obbiettivo è quello di respirare ad un ritmo di 5 respirazioni al minuto, che vuol dire che bisogna inspirare ed espirare contando fino a 6. Se non avete mai eseguito questo esercizio, è importante cominciare lentamente contando fino a 3, e successivamente aumentare i tempi di respiro fino a 6.

 

Lo stretching, uno strumento in più per entrare in sintonia con i propri muscoli

 
Lo stretching è l’importante anello di congiunzione tra la vita sedentaria e la vita attiva. L’allungamento mantiene l’elasticità dei muscoli, prepara al movimento e favorisce il passaggio quotidiano dall’inattività all’attività impegnativa senza eccessivo sforzo.

Oggi milioni di persone hanno scoperto gli effetti benefici del movimento. Ovunque guardiate c’è gente che cammina, pratica jogging, corre, gioca a tennis. Quali risultati spera di ottenere? Perché questo improvviso interesse per l’attività fisica?

La gente attiva vive molto più pienamente. Ha più capacità di resistenza, sopporta meglio le malattie, ha un maggiore autocontrollo, è meno depressa e spesso in tarda età intraprende nuove attività.

La ricerca media ha dimostrato che moltissimi stati di cattiva salute sono direttamente correlati alla carenza di attività fisica. Ci si è resi conto che la salute è qualcosa che possiamo controllare e che possiamo prevenire gli stati di indebolimento. La capacità di recupero del corpo è fenomenale!

Ma, che cosa ha che fare lo stretching o “allungamento” con tutto questo? E’ l’importante anello di congiunzione tra la vita sedentaria e la vita attiva. L’allungamento mantiene l’elasticità dei muscoli, prepara al movimento e favorisce il passaggio quotidiano dall’inattività all’attività impegnativa senza eccessivo sforzo.

Lo stretching è particolarmente importante se correte, fate ciclismo, giocate a tennis o se vi dedicate ad altri esercizi, perché queste attività producono rigidità e diminuiscono la flessibilità e sarà utile per prevenire traumi frequenti, come la periostite tibiale o la classica tendinite dell’atleta (tendine d’Achille), e i dolori alle spalle o al “gomito del tennista”.

Lo stretching è una metodica facile, ma eseguirlo in maniera errata può realmente causare più danni che benefici. Per questa ragione è fondamentale apprendere le tecniche corrette. Osservando gli animali si può imparare molto, ad esempio guadando un gatto o un cane, essi posseggono in modo innato il modo di allungarsi. Lo fanno senza mai eccedere.

L’allungamento non deve essere un’attività stressante, ma serena, rilassante e non competitiva. Il sottile fascino dell’allungamento consiste nella capacità di mettervi in sintonia con i vostri muscoli attraverso la presa di coscienza delle tensioni muscolari. La tecnica è comodamente adattabile all’individuo. Siamo diversi nella forza, nella resistenza, nella flessibilità e nel carattere.

Si può praticare stretching quando si ha tempo o necessità. La mattina, prima di iniziare la giornata. Dopo una giornata di lavoro, sedentario o particolarmente impegnativo che sia, aiuta a ridurre la tensione nervosa.

In particolare, lo stretching viene sconsigliato dopo gli allenamenti molto intesi. Nei runners è preferibile farlo dopo una seduta di corsa lenta piuttosto che dopo delle ripetute. Dopo un lavoro intenso è preferibile svolgere del defaticamento con un po’ di corsa blanda. L’allungamento riduce la tensione muscolare, favorisce la sensazione di rilassamento e la coordinazione, permettendo maggiore libertà e facilità nell’esecuzione dei movimenti. Incrementa la capacità di movimenti, previene gli infortuni, favorisce la circolazione del sangue.

 

Cos’è la Sindrome del Piriforme

 
La Sindrome del Piriforme è causata da una eccessiva contrazione del muscolo piriforme che comprime il nervo sciatico, nel punto in cui quest’ultimo passa in profondità sotto il gluteo prima di proseguire il suo percorso verso la gamba.
Muscolo piriforme

Una sofferenza comune tra i podisti è il dolore alla parte posteriore della coscia. Il fastidio-dolore inizia dal gluteo, scende nella parte posteriore della coscia e può arrivare fino al piede. Questo problema spesso è dovuto ad un’infiammazione causata dalla compressione del nervo sciatico da parte del muscolo piriforme, il quale ha origine nell’osso sacro, si inserisce nel femore e ha la funzione di far ruotare la coscia.

La patologia in questione è chiamata Sindrome del Piriforme ed è causata da una eccessiva contrazione del muscolo piriforme che comprime il nervo sciatico, nel punto in cui quest’ultimo passa in profondità sotto il gluteo prima di proseguire il suo percorso verso la gamba. Questa sindrome è conosciuta anche con il termine “falsa sciatica”, in quanto il dolore provocato è spesso confuso con quello causato dall’irritazione del nervo sciatico da parte di una protrusione o di un’ernia a livello lombare.

Sindrome del Piriforme

La Sindrome del Piriforme può essere causata da varie anomalie come una disfunzione dell’articolazione dell’anca, instabilità del bacino oppure un’eccessiva pronazione del piede.

La diagnosi può essere fatta tramite un semplice esame posturologico o osteopatico e la cura si risolve, a secondo della gravità, con manipolazioni articolari per allineare il bacino.

Al fine della guarigione sono utili:

– esercizi di stretching mirati al muscolo piriforme, per allungare e rilassare la rigidità presente;

– esercizi di mobilità articolare, per migliorare l’efficienza dell’articolazione dell’anca e del piede;

– esercizi funzionali per ristabilire la core stability e l’equilibrio tra muscoli agonisti ed antagonisti.

In caso di infiammazione acuta, la tecarterapia e la massoterapia possono essere d’aiuto .Nei casi acuti il dolore si risolve in pochi giorni, mentre se il problema è diventato cronico il trattamento potrebbe durare qualche settimana. Solo in alcuni casi è necessario intervenire chirurgicamente per allungare il muscolo piriforme.

 

Laureato in scienze motorie, è allenatore di mezzofondo di fama nazionale

Cosa succede quando corriamo?

 

Fare attività fisica fa bene alla salute, questo è un concetto risaputo, ma c’è qualcosa di più che premia subito chi fa sport. Il movimento, e la corsa in particolare, ci danno una sensazione di benessere psicofisico, influenzando positivamente lo stato dell’umore.

La chimica del nostro cervello è alquanto complessa e impossibile da prevedere, ma quasi tutti coloro che si sono cimentati in un’attività sportiva per un certo periodo di tempo dichiarano di sentirsi meglio dopo l’attività fisica, sia dal punto di vista dell’umore che di benessere generalizzato.

E’ stato anche dimostrato che la corsa fa bene al cervello e instaura nei podisti una sorta di dipendenza, tanto da diventare un’esigenza quasi quotidiana, pena il sentirsi male, nervosi o di malumore.

Cosa succede quando corriamo?

In realtà i primi fattori circolanti che entrano in gioco (i biochimici li chiamano fattori umorali e comprendono ormoni e neurotrasmettitori: alcuni di questi si comportano in modo misto e vengono detti neurormoni) sono sostanze in grado di provocare un’adeguata risposta metabolica all’aumentata richiesta energetica.

Gli ormoni (e/o neurormoni) in gioco sono: adrenalina, noradrenalina, glucagone e cortisolo, che si impegnano in vario modo di segnalare agli organi competenti le mutate condizioni fisiologiche e hanno come effetto l’aumento della gittata cardiaca, la frequenza respiratoria, la mobilitazione dei substrati energetici e l’accelerazione del catabolismo a livello muscolare per consentire la contrazione.

Accanto a questa funzione, alcuni fattori (come l’adrenalina) si comportano anche come attivatori di sistemi cerebrali che aumentano l’attenzione e cambiano lo stato psichico in senso positivo. Effetti di questo tipo, ancora più marcati, sono prodotti da sostanze particolari che vengono messe in circolo durante l’esercizio fisico e che appartengono alla famiglia delle endorfine.

Le endorfine vengono chiamate anche oppioidi endogeni e hanno un’azione simile alla morfina: vengono prodotte sia a livello periferico, sia a livello del sistema nervoso centrale. Un aspetto curioso è che da un punto di vista biochimico le endorfine derivano da un precursore comune che può dare origine ad altri ormoni che non hanno alcuna azione come oppioidi. Ma che fanno parte del gruppo degli ormoni dello stress fra cui il principale è l’ACTH o adenocorticotropina. Le endorfine circolanti aumentano in seguito all’esercizio fisico per poi tornare alla norma. Da questa produzione scaturisce il cosidetto runner’s high ovvero lo stato su di giri del podista.

Laureato in scienze motorie, è allenatore di mezzofondo di fama nazionale
 
 
 

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DONARE SANGUE

Donare sangue è un gesto semplice che rappresenta una terapia salvavita in numerose evenienze:
in caso di eventi traumatici
in caso di interventi chirurgici programmati
in caso di patologie croniche del sangue
per il superamento di stati critici dovuti a malattie del sangue (leucemia) o degli effetti dovuti alle chemioterapie anti-cancro.

Con la donazione si possono salvare tre vite umane, in quanto il sangue prelevato viene separato nelle tre componenti: globuli rossi – plasma e piastrine che potranno essere utilizzate rispettivamente per tre pazienti diversi.

Il sangue donato viene rigenerato dall’organismo, che recupera i fluidi persi, nell’arco di 24 ore.

Il donatore potrà usufruire della giornata di riposo richiedendo il certificato al medico responsabile della raccolta (D.LGS n 124 del 29/04/1988).

Ad ogni donazione vengono eseguite gratuitamente le analisi e, per il donatore periodico, vengono esegiuti ulteriori controlli e visite mediche.

PRIMA DI DONARE IL SANGUE RICORDA:

Fare una leggera colazione con thè – caffè – succo di frutta – biscotti secchi – fette biscottate con marmellata o miele. NO LATTE E DERIVATI.
Tessera sanitaria – documento di identità valido (carta identità – patente o passaporto)

Gli aspiranti donatori sono invitati a compilare un questionario sul proprio stato di salute e stile di vita – e una visita medica approfondita

CRITERI DI IDONEITA’

Età compresa tra i 18 ed i 70 anni ( per la donazione fino a 60 anni, oltre va valutato dal medico)
Peso corporeo non inferiore ai 50 Kg
Pressione arteriosa: sistolica 110 – 180 mmHg
Polso 50/100 battiti/min, regolare
Emoglobina non inferiore a 12,5 g/dl per le donne e a 13,5 d/dl per gli uomini

CRITERI DI ESCLUSIONE TEMPORANEA DEL DONATORE

Parto                                                                                                                         6 mesi
Interruzione di gravidanza                                                                             6 mesi
Ciclo mestruale in atto                                                                                      (da valutare)
Allergie                                                                                                                      in atto
Ulcera gastrica e/o duodenale                                                                         in atto
Vaccinazioni                                                                                                            4 mesi
( morbillo – antipolio – parotite -fwbbre gialla – rosolia)

CRITERI MALATTIE INFETTIVE
(DA VALUTARE DALLA GUARIGIONE)

Mononucleosi                                                                                                                           6 mesi
Toxoplasmosi                                                                                                                            6 mesi
Rosolia                                                                                                                                         4 settimane
Varicella                                                                                                                                     4  settimane
Brucellosi                                                                                                                                   2 anni
Influenza                                                                                                                                    2 settimane
Interventi chirurgici maggiori                                                                               
          4 mesi
(previa valutazione medica)
Interventi chirurgici minori                                                                                              1 settimana
Interventi odontoiatrici con innesto di tessuto osseo autologo o omologo   4 mesi
Igiene dentale e prestazioni minori                                                                                48 ore
Tatuaggi                                                                                                                                    4 mesi
Agopuntura                                                                                                                              4 mesi
Forature orecchie                                                                                                                  4 mesi
(eseguita senza strumenti monouso)

CRITERI DI TRASFUSIONE DI EMOCOMPONENTI O EMODERIVATI

Immunoglobine                                                                                                                    4 mesi
Rapporti sessuali casionali                                                                                             4 mesi
(stesso partner negli ultimi 4 mesi)

CRITERI ASSUNZIONE FARMACI

Antinfiammatori non steroidi superiore ad una dose                                          7 giorni
es. aspirina-novalgina-aulin-voltaren-naprosyn-moment etc.)

CRITERI DI ESCLUSIONE PERMANENTE

Alcolismo cronico
Assunzione di sostanze stupefacenti – steroidi -ormoni a scopo di culturismo fisico
Epatite B _ C ad eziologia indeterminata
Infewzione da HIV 1-2 da HTLV1-2
Sifilide
Trapianto cornea/dura madre
Pregresse terapie con estratti ipofisari umani
Soggiorno per più di 6 mesi nel Regno Unito dopo il 1980
Neoplasie maligne, eccetto “cancro in situ” della cervice uterina o carcinoma basocellulare con guarigione completa.
Diabete insdulino dpendente
Ipertensione grave o in trattamento cob B-bloccanti
Malattie autoimmuni multiorgano ad esclusione della malattia celiaca perchè il donatore segua una dieta priva di glutine
Nefrapatie croniche.

STRUTTURE TRASFUSIONALI

Policlinico Umberto I – viale del Policlinico 155- 00161 Roma tel. 0649976414-15 fax 0649976416
mail: adspem@policlinicoumberto1.it
San Camillo – Padiglione Antonini – C.ne Gianicolnense 87 -00152 tel 0658705497-98-99 fax0649976416 – fax0658705514
mail: adspem@scamilloforlanini.it
Campus Biomedico -Via Alvaro del Portillo 200 Roma tel 06225411050 – fax 06335411029
mail: adspem@unicampus.it
Ospedale fabrizio Spaziani Via A. Fabi 03100 Frosinone tel 07758822347
mail: adspem@aslfrosinone.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Gruppo donatori sangue della Parrocchia San Felice da Cantalice domenica 5 Novembre ha effettuato la donazione sangue con i seguenti risultati:

Totale presenze               44
Donazioni effettive         36
Nuovi donatori                14
Donatori non idonei        8

BASTA UNA DONAZIONE PER SALVARE UNA VITA.