Archive for marzo, 2019


                                                         Cevo, 29 dicembre 2018

                         Concerto di Natale 2018 svolto nella frazione di Cevo il 29 dicembre 2018

                        Coro Alpi Retiche.

Nasce a Civo (SO) il 03 Febbraio 1996 su iniziativa di un gruppo di persone amanti del bel canto.
“ALPI RETICHE” perchè così si chiama la catena montuosa che circonda i luoghi dove ha sede il coro sin dalla sua fondazione.
Il coro, composto da 30 coristi provenienti  da 8 comuni diversi, è in costante crescita sia musicale che numerica ed esegue canti di montagna, popolari e religiosi ed è diretto dal maestro Gioele Peruzzi dall’ottobre 2015.
Ha all’attivo diverse esibizioni, sia in provincia di Sondrio che fuori provincia.
Il momento sicuramente pi significativo è stata l’esibizione ala cattedra di S. Pietro a Roma i  occasione del Giubileo 2000.
In provincia, oltre i concerti abitualmente in calendario, è stato più volte invitato dalla sezione ANA Valtellinese in occasioni di importanza Nazionale, come il rientro delle truppe alpine dall’ Afganistan, l’apertura dei campionati Italiani di sci alpinismo ed il raduno del 2^ raggruppamento Alpini.
Nell’aprile2017e nel maggio 2018 ha partecipato alla manifestazione internazionale FAKS SINGS – INTERNATIONAL CHORAL FESTIVAL in Croazia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Isola pedonale, ambientale o cos’altro?

Post n°336 pubblicato il 26 Marzo 2019 da centocellestorica

Da: Centocellestorica.blog libero

Dopo l’assemblea pubblica a San Felice, indetta da Rete di Impresa di via dei Castani, sull’isola ambientale da realizzarsi a Centocelle, da cui è emerso che la distinzione tra isola ambientale (quartiere) e isola pedonale (via dei Castani) non è stata colta quasi da nessuno, o nessuno ha voluto evidenziarla, abbiamo chiarito la nostra posizione in merito con una e.mail di risposta ad alcuni chiarimenti trasmessi dall’assessore Dario Pulcini, non presente  all’assemblea e spesso chiamato in causa dai presenti.

Di seguito il contenuto della nostra breve e.mail.

“Colgo l’occasione di esprimere la posizione del Comitato di quartiere Centocelle Storica in merito alla tematica delle possibili trasformazioni dell’impostazione attuale della viabilità.
La nostra proposta, adottata da tempo, è di studiare un sistema di sensi unici nella viabilità esistente finalizzati a ottenere i seguenti risultati:
– realizzare il maggior numero di parcheggi (adottando la posizione “a spina”);
– ottimizzare i marciapiedi;
– ottenere spazi per la messa a dimora di alberature (che mitigano la temperatura estiva e producono ossigeno, la prima necessaria per il microclima mentre la seconda per la sopravvivenza), spazi a norma per i cassonetti, la ciclabilità e quant’altro contribuisca al miglioramento della qualità della vita quotidiana dei cittadini.
Naturalmente, per fare questo, servono dati sui flussi di traffico (interno e di attraversamento), sulle effettive necessità di parcheggio, sulla possibile realizzazione di apposote infrastrutture.
Si tratta quindi di una proposta tutta da sviluppare, e quella presentata ieri non era coerente con la nostra proposta.
Mi scuso per l’estrema sintesi, ma una email non può  contenere anni di discussione che i cittadini aderenti al Comitato hanno negli anni portato avanti, convincendosi reciprocamente delle proposte altrui.
Cordiali saluti
Arch. Silvio Bruno
presidente del Cdq Centocelle Storica”

Centocelle: alla scoperta di un’idea progettuale di pedonalizzazione sconosciuta a tutti (Municipio compreso)

L’assemblea si è chiusa con l’impegno delle Istituzioni e del presidente del Municipio per favorire l’apertura di tavoli di concertazione con i cittadini e con le imprese locali

Alessandro Moriconi – 21 Marzo 2019
 Oltre 200 persone sono intervenute il 20 marzo 2019 ad un incontro organizzato dalla Rete d’Imprese Castani/Robinie per conoscere e discutere un progetto, denominato “Isola ambientale”, sconosciuto anche ai proponenti. Un progetto di cui tutti sono all’oscuro, Istituzione Locale compresa, e che prevede la pedonalizzazione di via dei Castani.

Numerosi gli interventi, tutti scettici e contrari in quanto sembra si sia tenuto conto della realtà viaria del quartiere di Centocelle… Uno solo il motivo a favore per il suo riconosciuto senso ambientalista teso ad una politica a favore del mezzo pubblico e di una maggiore ciclabilità.

In fondo all’articolo sono pubblicati alcuni video: il primo è condiviso da Youtube e riguarda l’avvio dei lavori dell’assemblea tesa a discutere e a far conoscere l’”idea progettuale” – come è stata definita la proposta – dal presidente della Commissione Mobilità del Comune Enrico Stefàno. Gli altri sono condivisi da Facebook.

 

Presenti e assenti

Presenti nell’incontro oltre al Presidente della Commissione Mobilità capitolina Enrico Stefano, il Presidente del V municipio Giovanni Boccuzzi, il Consigliere Comunale Francesco Figliomeni, il Consigliere regionale Marta Leonori e molti consiglieri municipali. Tra questi ultimi il solo ad intervenire è stato il Presidente della Commissione Lavori Pubblici Christian Belluzzo.
Presente anche l’Assessore municipale ai Lavori Pubblici e alla Mobilità Paola Perfetti rimasta in silenzio.

Assente l’assessore all’Ambiente Dario Pulcini, che pure aveva incontrato sulla questione una decina di persone in tutto, sugli oltre 56.000 residenti di Centocelle.

Nei video alcuni interventi

Molti gli interventi. In uno dei video sono ripresi quelli di Boccuzzi (il quale ha dichiarato di aver “conosciuto solo stamattina il progetto”) e Monica Paba.

Il sociologo Maurizio Fiasco nel suo intervento ha richiesto al Comune di ascoltare e tenere conto delle reali esigenze dei cittadini ed esaminare bene le problematiche della rete infrastrutturale del quartiere e di tenere conto sia delle esigenze dei cittadini che di quelle dei commercianti in modo da evitare chiusure di attività e inutili disagi e addirittura l’implosione (vedi San Lorenzo).

L’assemblea si è chiusa con l’impegno delle Istituzioni e del presidente del Municipio a favorire l’apertura di tavoli di concertazione con i cittadini e con le imprese locali.

Meglio tardi che mai.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Centralina sull’acquedotto, arriva tesoretto. Alla gestione penserà Secam

Centralina sull’acquedotto, arriva tesoretto. Alla gestione penserà Secam

Civo, l’amministrazione ha sottoscritto una convenzione con la società

L’impianto porterà nelle casse comunali 60mila euro per i prossimi 20 anni

Accordo con Secam per la gestione della centralina idroelettrica sull’acquedotto che porterà nelle casse comunali di Civo entrate pari a 60mila euro per i prossimi 20 anni. L’amministrazione comunale ha sottoscritto una convenzione con la società che gestisce rifiuti e sistema idrico in provincia affidandole gestione e manutenzione della centrale che è stata realizzata in località Balestro sfruttando l’acqua dell’acquedotto comunale.

La Provincia aveva stabilito nel 2016 la concessione di derivazione d’acqua ad uso plurimo, potabile e idroelettrico, in favore del comune di Civo e la conferenza di servizi aveva confermato l’autorizzazione unica idroelettrica. L’intervento di realizzazione della centralina è stato portato avanti con fondi comunali e nonostante qualche imprevisto e lungaggine, è stato ultimato di recente ed è in attesa di un ultimo provvedimento da parte di Enel per poter dare il via alla produzione. «L’impossibilità di rispettare i termini previsti inizialmente per l’avvio della produzione di energia elettrica ha rischiato di vederci esclusi dal contributo Gse (gestore servizi energetici,) – spiega il sindaco di Civo, Massimo Chistolini – un provvedimento del Governo ha invece stabilito che, stante il blocco di questi incentivi per quanti non avessero avviato l’attività entro il 31 dicembre 2017, potessero goderne quei Comuni che avevano avviato il percorso in tempo utile. Proprio questo provvedimento ha consentito a noi di godere di un vantaggio non indifferente, visto che ci permette di contare su contributi certi per 60mila euro annui, cifra che si sarebbe ridotta a un terzo se non fosse stato possibile contare su questa deroga». In base a questa opportunità, il comune di Civo incasserà per la produzione di energia circa 60mila euro all’anno che in vent’anni si traducono in circa 1milione 200mila euro.

«Risorse che entrano a far parte del bilancio e potranno essere utilizzate a seconda delle necessità – ha sottolineato il sindaco Chistolini – dalla spesa corrente fino a quella per investimenti». L’accordo raggiunto dal Comune con Secam prevede che questa società, scelta perché già attiva in questo campo, curi la gestione e manutenzione di questa struttura ricevendo un corrispettivo a carico dell’ente locale che potrà variare a seconda dell’annata tra i 2.500 e i 5mila euro all’anno «giustificando però pienamente l’investimento iniziale per la realizzazione della centrale idroelettrica e risultando sostenibile per il Comune soprattutto vista l’entrata certa di 60mila euro all’anno».

Sentiero in Val di Mello, cambia tutto

Sentiero in Val di Mello, cambia tutto

L’incontro in Regione. Niente circuito di tre chilometri con spesa di 400mila euro, ma solo manutenzione. Il consigliere Pedrazzi: «Né vinti, né vincitori, solamente un intervento meno impattante di quello previsto».

Trovato un compromesso per il sentiero della Val di Mello: saltano i 400mila euro per il circuito di tre chilometri dedicati ai disabili. L’intervento pensato inizialmente da Ersaf verrà ridimensionato: al suo posto si procederà, per 70 o 80mila euro, con la manutenzione del sentiero in sinistra orografica, che partirà fra la primavere e l’estate. Le risorse restanti previste da bilancio della Regione verranno impiegate per un progetto a largo respiro, che prevede la sistemazione dell’area del campeggio al Gatto Rosso, la realizzazione in questa zona di un piccolo parco giochi per bambini disabili e per fare informazione e formazione «in loco sul tema della disabilità, con l’auspico che a catena le strutture e la Valle si dotino di mezzi e risorse umane capaci di gestire e accogliere anche questa utenza».

Ad affermarlo è il consigliere regionale leghista Simona Pedrazzi, che ieri si è confrontata con Ersaf, con il sindaco di Val Masino Simone Songini, con il Centro servizi di volontariato di Sondrio e con Valtellina Accessibile per fare il punto della situazione sul contestato progetto del nuovo tracciato nella riserva. «Trovo che sia stato raggiunto un buon compromesso – spiega il consigliere –, credo soddisferà anche le guide alpine che informerò prontamente. Adesso Ersaf presenterà un quadro preciso di costi e di progetto, visto che sinora sostanzialmente si è discusso sul niente, che sarà presentato pubblicamente alla popolazione in modo da recepire eventualmente anche ulteriori spunti».

In base all’accordo raggiunto ieri, le parti hanno convenuto di mettere comunque mano alla sinistra orografica del Mello, ma «in modo molto meno impattante rispetto a quanto si era inteso sinora – precisa Pedrazzi -, che significa limitare il tracciato a un’ampiezza di 90 centimetri andando a intervenire solamente dove c’è necessità sul letto del torrente, dove si evidenziano già problematiche sui ponti esistenti. Quindi si tratta di una vera e propria manutenzione, non di un allargamento, ed è escluso ogni utilizzo di cemento o mezzi impattanti. Dove ci sono massi predominanti verranno lasciati intatti, cioè il percorso vi girerà attorno».

Il consigliere rimarca come nessuno in questa partita abbia mai voluto escludere i disabili dalla montagna «e se si parla di fruibilità dei luoghi e di inclusione, temi sui quali la Regione ha investito, ho pensato a un intervento più ampio – precisa -. Magari non per quest’anno, ma per il prossimo ho proposto di aggiungere alla manutenzione del sentiero la sistemazione dell’area Gatto Rosso anche in funzione della presenza di disabili. Poi si parla poco di disabilità dei più piccoli, per questo ho pensato nella medesima area all’imbocco della Valle a un piccolo parco giochi per chi ha difficoltà».

«Quindi spero che si possa di seguito parlare di inclusione, a partire dalle strutture ricettive che si devono attrezzare a riguardo, ma anche sul fronte della comunicazione all’esterno e per la formazione in loco di personale capace di gestire le diversità». E conclude: «Tengo a dire che in questa storia non ci sono vinti o vincitori, abbiamo fatto tutti la nostra parte e nessuno mai ha voluto escludere i disabili da nessun progetto, casomai si è voluto difendere un angolo di una valle bellissima».

Il sentiero in Val di Mello si farà e si amplia anche l’area camping

Tante le polemiche attorno al progetto di Ersaf.

No all’asfaltatura

La paura che sta alimentando le polemiche è quella che venga deciso di asfaltare in mezzo all’”oasi naturale” ma un progetto ben definito ancora non c’è. Simona Pedrazzi, consigliere regionale, tramite un comunicato fa sapere quanto si è deciso dopo l’incontro che si è svolto questa mattina tra Ersaf, Comune gestore e i rappresentanti delle Associazioni di Volontariato.

 

Mantenere intatte le peculiarità del sentiero

“Quella scaturita dalla riunione di oggi è una soluzione che potrà trovare tutti d’accordo. Meno invasiva rispetto a quanto paventato inizialmente e che manterrà praticamente intatte le peculiari caratteristiche del percorso, realizzando il minor numero di opere possibili, ma permettendo nel contempo alle persone portatrici di disabilità di poter accedere al sentiero”. “La mia proposta aggiuntiva, – spiega Simona Pedrazzi – è stata quella, di non ridurre a questo punto la riqualificazione al solo sentiero, ma di ampliare il progetto, andando ad intervenire anche sull’area camping situata all’inizio del sentiero stesso, che necessita di una buona manutenzione per renderla maggiormente appetibile. Un’area, che, se ben attrezzata e resa accessibile anche a tutti i portatori di handicap, renderebbe il progetto più completo e ad ampio respiro, rispettando e valorizzando l’inclusione sociale. In qualità di consigliere regionale, farò tutto il possibile per monitorare la situazione e fare in modo che il risultato finale dell’opera apporti valore aggiunto per il nostro territorio, permettendo un turismo accessibile e sostenibile a tutti”.

Nocciolo

Nome Nocciolo
Nome Latino Corylus avellana
Famiglia Corilacee
Periodo di Fioritura Gennaio – Marzo
Gruppo Vegetale Arbusti

Nocciolo

PORTAMENTO
Grande arbusto fittamente ramificato fin dalla base, alto fino a 6-8 metri, con chioma arrotondata ed espansa di colore verde vivo e tronco eretto.

CORTECCIA
Grigio-brunastra lucida e liscia con lenticelle trasversali, solo tardivamente con lunghi solchi longitudinali.

FOGLIE
Foglie alterne rotondo-ovali con base cuoriforme e apice appuntito; di colore verde chiaro, sono doppiamente seghettate e possono essere lunghe 9-12 cm.

FIORI
Fiori riuniti in infiorescenze unisessuali che si sviluppano molto prima delle foglie (febbraio-aprile). Gli amenti maschili sono riuniti in gruppi di 2-4 e sono lunghi circa 6-10 cm, mentre i fiori femminili sono simili a piccole gemme.

FRUTTI
Le nocciole sono avvolte quasi completamente da due brattee fogliari frangiate. I frutti hanno una grandezza di circa 2 cm, e sono di solito riuniti in ciuffi di 2-5.

AMBIENTE
Specie amante dei suoli neutri, è frequente nel sottobosco di tutti i boschi del Parco e nelle siepi.

CURIOSITÀ
E’ ideale per la creazione di siepi, anche nei parchi urbani, e può essere usata per rinfoltire il sottobosco, migliorando la qualità dei boschi; le nocciole sono il cibo preferito di molti uccelli, degli scoiattoli e del moscardino.

Ligustro

Nome Ligustro
Nome Latino Ligustrum vulgare
Famiglia Oleacee
Periodo di Fioritura Giugno – Luglio
Gruppo Vegetale Arbusti

Ligustro

PORTAMENTO
Arbusto di medie dimensioni a ramificazione espansa, che può raggiungere anche i 3 metri d’altezza.

CORTECCIA
Grigio bruna, liscia, sottile con lenticelle.

FOGLIE
Foglie piccole, opposte e lanceolate, verde scuro sulla pagina superiore, più chiare in quella inferiore, coriacee; sono generalmente caduche, ma possono anche persistere d’inverno.

FIORI
I fiori sono bianchi, piccoli e profumati, riuniti in un’infiorescenza a pannocchia.

FRUTTI
Piccole bacche nere e lucide a maturità, contengono un seme e possono persistere sulla pianta durante l’inverno.

AMBIENTE
Specie eliofila o di mezz’ombra, si adatta a diverse condizioni ambientali e vari tipi di suolo, purchè ricchi di nutrienti e ben drenati; è diffuso nel Parco soprattutto ai margini dei boschi.

CURIOSITÀ
E’ una specie ideale per formare siepi campestri miste. E’ anche una pianta ornamentale sia per la fioritura sia per la densa chioma dalle foglie persistenti. Numerosi uccelli come i fringuelli e le capinere si cibano delle bacche del ligustro.

Evonimo

Nome Evonimo
Nome Latino Euonymus europaeus
Famiglia Celastracee
Periodo di Fioritura Aprile – Maggio
Gruppo Vegetale Arbusti

Evonimo

PORTAMENTO
Arbusto deciduo che di rado supera i 2,5 m di altezza, con caratteristico portamento a rami e foglie opposte.

CORTECCIA
Sottile, verde e liscia nei soggetti giovani o bruno-chiara, con chiazze verdi.

FOGLIE
Opposte, ellittiche o lanceolate, acute, con margine finemente dentato; verde chiaro in primavera, rosse d’autunno.

FIORI
Piccoli, giallastri, a quattro petali.

FRUTTI
Capsule rosse o rosa molto vistose in autunno, a maturità si aprono in quattro lobi in cui sono contenuti semi arancioni.

AMBIENTE
Specie di mezz’ombra, adattabile a vari tipi di suolo, purchè non soggetti a ristagno o aridità prolungata. Nel Parco si trova nel sottobosco di vari tipi di boschi, soprattutto dei querceti, ma anche nelle siepi.

CURIOSITÀ
Grazie alla colorazione dei frutti e delle foglie in autunno, è una specie ornamentale che può essere usata nei parchi urbani. Si presta bene alla costituzione di siepi e lungo le strade. I suoi frutti sono appetiti dagli uccelli.

Dafne alpina

Nome Dafne alpina
Nome Latino Daphne alpina
Famiglia Thymelaeaceae
Periodo di Fioritura Giugno – Luglio
Gruppo Vegetale Arbusti

Daphne alpina

MORFOLOGIA
Arbusto cespuglioso, alto dai venti ai cinquanta centimetri. Ha rami contorti con corteccia fratturata.

FOGLIE
Le foglie sono verdi opache, caduche, ellittiche o spatolate, con peli corti e soffici. Sono lunghe dai 20 ai 35 millimetri.

INFIORESCENZA
I fiori sono acuminati e raggruppati in fascetti, in numero da due a sei. Di colore bianco verdastro, con lacinie bianco latte.

HABITAT
Poco comune, fiorisce su rupi e pascoli dai 1400 ai 2300 metri di quota, da giugno a luglio.

CURIOSITA’
Tutte le specie del genere Daphne sono almeno in parte velenose. Il nome del genere Daphne deriva dal greco “alloro”.

Biancospino

Nome Biancospino
Nome Latino Crataegus monogyna
Famiglia Rosacee
Periodo di Fioritura Aprile – Maggio
Gruppo Vegetale Arbusti

Biancospino

PORTAMENTO
Arbusto o raramente piccolo albero alto fino a 10 metri, molto ramificato e con rami spinosi.

CORTECCIA
Prima liscia e grigia, diventa bruna con piccole squame.

FOGLIE
Decidue, profondamente lobate, ovoidali o romboidali a 3-7 lobi, con margine grossolanamente e doppiamente dentato. Sono provviste di picciolo e presentano la pagina superiore color verde chiaro e lucida, mentre quella inferiore è verde-grigiastra, glabra o leggermente pelosa.

FIORI
Fiori ermafroditi bianchi, a 5 petali, numerosissimi in corimbi eretti.

FRUTTI
I falsi frutti sono piccoli pomi di forma tondeggiante, rossi quando diventano maturi, coronati all’apice dai residui del calice; contengono un solo seme.

AMBIENTE
Specie adattabile a diversi tipi di suolo, predilige i luoghi assolati: si trova nelle siepi, ai margini dei boschi o in boschi radi. Nel Parco è diffuso in tutti i boschi e nelle siepi.

CURIOSITÀ
Il biancospino è ideale per formare siepi campestri dense e impenetrabili, anche per via del rapido accrescimento, mentre per la resistenza all’inquinamento e per la bellezza dei fiori e dei frutti può essere impiegato anche in ambito urbano. I frutti sono cibo per l’avifauna e attirano un gran numero di farfalle.

Tiglio selvatico

Nome Tiglio selvatico
Nome Latino Tilia cordata
Famiglia Tiliacee
Periodo di Fioritura Maggio – Giugno
Gruppo Vegetale Alberi

Tiglio selvatico

PORTAMENTO
Albero alto fi no a 30 metri, con ampia chioma a forma di cupola. Il tronco è robusto e i rami sono rivolti verso il basso.

CORTECCIA
Liscia, macchiettata, grigio-bruna da giovane, diviene solcata longitudinalmente con l’età in solchi poco profondi di colore grigio.

FOGLIE
Le foglie sono cuoriformi, alterne, asimmetriche, picciolate con base cordata e acute all’apice, dal margine seghettato. La pagina superiore è verde scuro mentre quella inferiore è pallida.

FIORI
L’infiorescenza ha un lungo peduncolo sulla quale vi sono 3–15 fi ori ermafroditi, molto odorosi, con un calice di 5 sepali e una corolla con 5 petali di colore giallognolo.

FRUTTI
I frutti sono subglobosi di circa 5-6 mm a pericarpo membranoso.

AMBIENTE
E’ una specie che preferisce terreni profondi, freschi e ricchi di humus.

CURIOSITÀ
Il tiglio è molto usato come specie ornamentale e nelle alberature stradali per il suo ombreggiamento; i profumatissimi fi ori del tiglio selvatico attraggono le api, che ne ricavano un miele pregiato.

Tasso

Nome Tasso
Nome Latino Taxus baccata
Famiglia Taxaceae
Periodo di Fioritura Febbaio – Aprile
Gruppo Vegetale Alberi

Tasso

PORTAMENTO
Albero sempreverde di altezza tra i 10 e i 20 metri solitamente, con crescita lenta e piramidale. 

CORTECCIA
La corteccia è bruno-rossastra. Inizialmente si presenta liscia, con l’età si arriccia e vede la formazione di grandi placche. 

FOGLIE
Foglie lineari, arcuate, di colore verde scuro nella parte superiore. I rami sono disposti a spirale, in file. 

FIORI
La specie è per lo più dioica (esistono insomma esemplari maschili e femminili della specie, gli organi riproduttivi sono su piante distinte). I fiori maschili sono gli amenti, quelli femminili si trasformano in arilli che sono escrescenze carnose intorno al seme. Rossi quando raggiungono la maturità, contengono un seme duro e velenoso. 

AMBIENTE
La presenza in zone montagne non è frequente ma si trova in luoghi umidi, freschi, ombrosi. Predilige i suoli calcarei. L’area va dall’Europa Settentrionale al Nordafrica e al Caucaso. 

CURIOSITÀ
Il tasso è una tra le piante più tossiche presenti in Italia. Soprattutto le foglie più vecchie contengono il principio attivo della tassina, che è un alcaloide. Ha effetto narcotico ma i suoi principi sono utilizzati anche nei prodotti chemioterapici. Il legno è stato storicamente utilizzato nella costruzione di archi.

Roverella

Nome Roverella
Nome Latino Quercus pubescens
Famiglia Fagacee
Periodo di Fioritura Aprile – Maggio
Gruppo Vegetale Alberi

Roverella

PORTAMENTO
Albero alto fino a 20 m, con chioma arrotondata e tronco sinuoso ed eretto.

CORTECCIA
Bruno-scura, finemente fessurata in piccole scaglie.

FOGLIE
Semplici, ad inserzione alterna, obovato-lobate lunghe 5-10 cm, pubescenti soprattutto da giovani, con picciolo breve e peloso; persistono sull’albero durante l’inverno.

FIORI
Infiorescenze unisessuali, con amenti maschili gialli e penduli, lunghi 5 cm e fiori femminili a piccoli gruppi terminali all’ascella delle foglie in modo sessile; si sviluppano in concomitanza della fogliazione.

FRUTTI
Ghianda allungata, acuta all’apice, più piccola di quelle delle altre querce, con cupola che la ricopre fino a metà.

AMBIENTE
Specie amante dei luoghi assolati e dei suoli asciutti ben drenati, prevalentemente calcarei. Nel Parco si trova prevalentemente sulle scarpate.

CURIOSITÀ
Specie utilizzabile per la ricostituzione e la rinnovazione dei boschi seminaturali; per le sue caratteristiche frugali, è ideale per rimboschire le aree degradate e denudate, soprattutto in collina. 

Rovere

Nome Rovere
Nome Latino Quercus petraea
Famiglia Fagacee
Periodo di Fioritura Aprile – Maggio
Gruppo Vegetale Alberi

Rovere

PORTAMENTO
Albero alto fino a 30-40 m, con chioma arrotondata e tronco eretto.

CORTECCIA
Corteccia grigia, solcata e fessurata.

FOGLIE
Semplici, ad inserzione alterna, lobate e lunghe 8-12 cm, con picciolo di 1-3 cm.

FIORI
Infiorescenze unisessuali, con amenti maschili gialli e penduli, lunghi 5-8 cm e fiori femminili a piccoli gruppi, ascellari e sessili.

FRUTTI
Ghiande ovali di 1,5-3 cm, sessili o appena peduncolate.

AMBIENTE
Specie amante dei luoghi collinari e assolati e dei suoli asciutti ben drenati. Nel Parco si trova nei boschi collinari.

CURIOSITÀ
Specie ornamentale per la sua maestosità, si trova anche nei giardini urbani.

Pino silvestre

Nome Pino silvestre
Nome Latino Pinus sylvestris
Famiglia Pinaceae
Periodo di Fioritura Maggio – Giugno
Gruppo Vegetale Alberi

Pino silvestre

PORTAMENTO
Il pino silvestre può raggiungere un’altezza di quaranta metri ed è un albero sempreverde. 

CORTECCIA
Le piante giovani hanno colorazione rosso-marrone, che si fa bruna-rossastra raggiunta l’età adulta. In questa fase la corteccia si stacca a grandi placche. Nelle piante mature la corteccia può essere grigia.

FOGLIE
Le foglie sono gli aghi, sempreverdi, di un verde glauco, raggruppati in mazzetti solitamente di due, ritorti, lunghi anche più di cinque centimetri, talvolta fino a dieci. 

FIORI
Come per tutte le conifere, non ci sono propriamente fiori ma sporofilli maschili e femminili. Il pino silvestre è una specie monoica, anche se in certi esemplari gli sporofilli maschili dominano quelli femminili e viceversa. Gli sporofilli femminili generano le pigne. 

AMBIENTE
La pianta, diffusa soprattutto al centro-nord italiano, non ha grandi pretese relativamente al terreno e all’acqua, si adatta anche a terreni argillosi ma preferisce quelli calcarei. Resiste bene al freddo e al secco, trovandosi per lo più a quote che non superano i 1500 metri. Forma sia boschi puri che misti, solitamente con l’abete rosso o l’abete bianco. 

CURIOSITÀ
Il suo legname è modesto ma usato in falegnameria. Dagli aghi di pino si ottiene per distillazione un olio essenziale.

Pino nero

Nome Pino nero
Nome Latino Pinus nigra J.F.Arnold
Famiglia Pinaceae
Periodo di Fioritura Maggio – Luglio
Gruppo Vegetale Alberi

Pino nero

PORTAMENTO
La chioma è densa, il portamento è variabile. Si riscontrano esemplari anche di cinquanta metri d’altezza ma la maggioranza si attesta sui venti o trenta. 

CORTECCIA
Nel corso degli anni la corteccia da marrone-rossastra si fa sempre più grigia, presentando grandi placche e fessure di colore più scuro. 

FOGLIE
Il pino nero è aghiforme. Gli aghi sono lunghi fino a venti centimetri, riuniti in mazzetti di due. Il colore è il classico verde scuro. 

FIORI
Come per tutte le conifere, non ci sono propriamente fiori ma sporofilli maschili e femminili. Macrosporofilli di colore rosato, microsporofilli giallastri riuniti in gruppi più numerosi. 

AMBIENTE
La specie si può riscontrare da quote di pianura fino ai 2000 metri di quota. Si adatta abbastanza bene a varie condizioni, resiste al gelo ma non sopporta molto i terreni pesanti e umidi. Il pino nero è presente esclusivamente nelle regioni montuose mediterranee, in Italia è comune da Nord a Sud, dove crea anche boschi misti insieme al pino silvestre, al pino mugo e agli abeti. 

CURIOSITÀ
Anche il pino nero è usato come ornamentale nei giardini. Si tratta, infine, di una specie definita “relitto”: estinta altrove, è stata confinata in un’areale molto meno vasto di quello originario.

Pino mugo

Nome Pino mugo
Nome Latino Pinus mugo Turra
Famiglia Pinaceae
Periodo di Fioritura Aprile – Maggio
Gruppo Vegetale Alberi

Pino Mugo

PORTAMENTO
Il portamento è variabile, a seconda delle varietà e delle condizioni di inserimento, anche se generalmente il pimo mugo è di tipo arbustivo. Altre volte è alberello eretto piccolo e compatto. 

CORTECCIA
La corteccia è grigiastra a squame. La base del tronco può essere nascosta dai rami che crescono adagiati sul terreno. 

FOGLIE
Le foglie sono aghiformi, di colore verde scuro, riuniti a coppie e di una lunghezza che rimane tra i tre e i cinque centimetri. 

FIORI
Come per tutte le conifere, non ci sono propriamente fiori ma sporofilli maschili e femminili. Gli sporofilli maturano tra aprile e maggio e hanno sessi separati. I macrosporofilli sono violacei, i microsporofilli sono di un evidente giallo. 

AMBIENTE/b>
In Italia è presente nelle Alpi (più le Orientali), Prealpi e Appennini. Specie di montagna, amante della luce e del freddo, predilige le quote superiori ai 1500 metri fino ai 2700 circa. Il pino mugo è usato anche come ornamentale per le sue dimensioni ridotte, adatte ai giardini. 

CURIOSITÀ
Il pino mugo offre spesso riparo ad animali come il gallo forcello e il camoscio.

 

Pino cembro

Nome Pino cembro
Nome Latino Pinus cembra
Famiglia Pinaceae
Periodo di Fioritura Giugno – Luglio
Gruppo Vegetale Alberi

Pino cembro
PORTAMENTO
Il pino cembro, specie particolarmente longeva e montana, può raggiungere i 25 metri di altezza ma generalmente si attesta ad una minore, sui quindici metri. 

CORTECCIA
Negli esemplari giovani la corteccia è liscia e grigiastra, si fa rugosa e screpolata col passare degli anni, dividendosi in placche e fessure rosso-brune. 

FOGLIE
Le foglie sono aghiformi, raccolte in mazzi di cinque, con aghi lunghi fino otto centimetri. La colorazione è verde scura nella parte superiore. Il numero di aghi (cinque) lo distingue dagli altri pini presenti nelle medesime zone. 

FIORI
Come per tutte le conifere, non ci sono propriamente fiori ma sporofilli maschili e femminili. Gli sporofilli maturano da giugno a luglio, sono lunghi per lo più dai cinque ai sette centimetri. Quelli femminili hanno colorazione dal rosa al violetto; quelli maschili sono di colore rosso. 

AMBIENTE
Il pino cembro si trova a partire dai 1200 metri di altitudine, soprattutto però tra i 1600 e i 2100 metri di quota. Predilige i suoli acidi e forma boschi per lo più misti insieme all’abete rosso e talvolta con il larice. 

CURIOSITÀ
I pinoli sono commestibili e sono stati inseriti in ricette e preparazioni, per esempio in quella dello strudel tirolese.

Orniello

Nome Orniello
Nome Latino Fraxinus ornus
Famiglia Oleacee
Periodo di Fioritura Aprile – Maggio
Gruppo Vegetale Alberi

Orniello

PORTAMENTO
Albero alto fino a 15 metri, con tronco eretto ramificato, con rami opposti e chioma ovale.

CORTECCIA
Corteccia liscia di colore grigio-scuro, screpolata con l’età; le gemme sono bruno grigiastre rugginose.

FOGLIE
Le foglie sono opposte, imparipennate e seghettate, con 5-9 foglioline picciolate ed ovato-lanceolate, più chiare sulla pagina inferiore.

FIORI
Fiori in pannocchie apicali erette lunghe fi no a 20 cm, piccoli, bianchi e molto profumati. I petali lineari sono lunghi 5-6 mm.

FRUTTI
Samare lineari in grappoli penduli, con un unico seme, che permangono sulla pianta dopo la caduta delle foglie.

AMBIENTE
Specie che predilige i luoghi caldi e assolati, cresce su terreni magri e aridi a falda profonda, dove può comportarsi da specie pioniera.

CURIOSITÀ
Può trovare impiego negli interventi di miglioramento dei boschi, insieme ad altre specie.

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