Archive for 1 marzo 2019


Ramarro

Nome Latino Lacerta viridis
Famiglia Rettili

Ramarro

 

Il ramarro è la più grossa lucertola italiana e raggiunge i 40 cm di lunghezza; ha una colorazione verde brillante e i maschi nel periodo riproduttivo sfoggiano anche una macchia azzurra sulla gola. La femmina è generalmente di un verde più smorto, con striature chiare bordate da macchioline nere. È prevalentemente insettivoro, come tutte le lucertole, ma può nutrirsi anche di nidiacei e uova, che riesce a catturare grazie all’agilità con cui si arrampica sui rami. È molto vivace e si sposta rapidamente, fuggendo velocemente all’avvicinarsi di un pericolo e se minacciato può diventare aggressivo e mordere. I ramarri sono animali territoriali e nel periodo riproduttivo i maschi si fronteggiano compiendo lotte ritualizzate per stabilire il proprio territorio.

HABITAT
Il ramarro predilige boschi radi, prati con erba alta, siepi, cespuglietti e bordi di campi. Si adatta bene anche a zone umide, ma come tutti i rettili, ha bisogno di rocce e muretti esposti al sole per la termoregolazione. È diffuso in Europa centromeridionale e in Lombardia è diffuso dalla pianura alla montagna.

Rettile presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord

Biacco

Nome Latino Hierophis viridifl avus
Famiglia Rettili

 

Biacco

Il biacco è un serpente della famiglia dei Colubridi, lungo 150 cm, di colore verde scuro o nerastro nelle parti superiori, giallastro con sfumature verdi sul ventre, con piccole macchie giallastre che formano venature lungo il corpo e la coda. La testa è piccola ma ben differenziata dal corpo e la pupilla rotonda. A luglio il biacco depone 5 – 15 uova in buchi del terreno e i piccoli appena nati sono subito indipendenti. E’ attivo prevalentemente di giorno e la sua dieta è molto varia e comprende anfibi, lucertole, piccoli mammiferi e uccelli e altri serpenti. Il biacco è un serpente molto vivace che, se aggredito, si arrampica agilmente su alberi e cespugli o morde con forza il suo aggressore; il suo morso è del tutto innocuo per l’uomo.

HABITAT
Il biacco è una specie molto adattabile e si trova in boschi e boscaglie aperte, zone umide e aree agricole, dalla pianura fino ai 1.500 metri. È diffuso in tutta Italia e in Lombardia è una specie piuttosto comune nelle aree umide della pianura.

Rettile presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord

 

Vipera comune

Nome Latino Vipera aspis
Famiglia Rettili

Vipera comune

 

La vipera comune (o aspide) è un rettile lungo mediamente sui 60-70 cm (ma può arrivare anche fino ai 90). Si nutre principalmente di piccoli mammiferi (topi, lucertole, piccoli uccelli…). Il disegno sul dorso cambia da individuo a individuo.
Si caratterizza per il capo triangolare, ben distinto dal collo, e per le pupille verticali. Può essere anche riconosciuta dal movimento: le vipere tengono spesso il corpo ripiegato a S e fuggono con andatura lenta, soprattutto quando le temperature sono più fresche. 
Animale a sangue freddo come tutti i rettili, di indole diffidente, reagisce solo se calpestata o molestata e il suo morso può arrecare conseguenze più serie in particolar modo ai soggetti malati o emotivi, agli anziani e ai bambini. Può vivere fino a vent’anni. Si tratta di una specie ovovivipara: dalle uova nascono da 6 a 8 piccoli, subito autosufficienti e con le ghiandole velenifere attive. Le uova vengono trattenute nel grembo materno fino alla schiusa. 

HABITAT
Animale territoriale, preferisce vivere in zone con pietraie o ambienti comunque poveri di vegetazione. Predilige inoltre i luoghi freschi e ovviamente assolati. Si ritrova in tutto il territorio nazionale, ad eccezione della Sardegna.

Volpe

Nome Latino Vulpes vulpes
Famiglia Mammiferi

Volpe

La volpe è un canide di medie dimensioni con manto rosso scuro, muso affusolato, le orecchie dritte, appuntite e nere e le zampe corte. La folta coda è lunga fino a circa 45 cm e ha la punta bianca. Abile cacciatrice, la volpe è attiva di notte, all’alba e al tramonto, mentre durante il giorno si ripara sotto i cespugli o nelle tane. Le sue prede sono piccoli mammiferi, uccelli, uova e anche animali domestici come le galline, ma d’autunno si ciba anche di frutti e bacche. Vive in piccoli gruppi familiari composti da un maschio e varie femmine con i loro piccoli. I giovani nascono nella tarda primavera e vengono svezzati dopo circa sei settimane, ma stanno con la madre sino all’autunno. La volpe, da tempo considerata un animale dannoso per l’economia per la sua capacità di penetrare nei pollai, è stata a lungo cacciata dall’uomo. In realtà la sua presenza è utile nel controllo delle popolazioni di roditori.

HABITAT
La volpe si adatta a tanti habitat differenti e per questo è molto diffusa: vive principalmente nei boschi, ma è presente anche nelle praterie, in collina e nelle campagne coltivate. È sempre più diffusa anche vicino alle abitazioni, dove si ciba anche di carogne e rifiuti. È il carnivoro selvatico più diffuso in tutto l’emisfero nord. In Lombardia è presente praticamente ovunque, ad eccezione dei centri abitati. 

Mammifero presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord

Tasso

Nome Latino Meles meles
Famiglia Mammiferi

Tasso

Il tasso è un animale dal corpo tozzo e massiccio, con zampe corte e robuste e coda corta. Il pelo del corpo è grigio e ispido e la testa è bianca, con due righe nere evidenti, che partono sopra il muso passando sugli occhi e le orecchie, lasciando la punta delle orecchie bianca. Il tasso è una sedentario e vive in piccoli gruppi, scavando tane con diversi sistemi di passaggi sotterranei e molte uscite all’aperto. Le abitudini notturne del tasso lo rendono difficile da avvistare: durante la notte esce alla ricerca di lombrichi, insetti, molluschi, conigli, rane e vegetali. Non va in letargo anche se d’inverno è meno attivo; l’accoppiamento avviene in primavera, ma i piccoli (2 o 4) nascono verso l’inizio dell’anno successivo.

HABITAT
Il tasso è una specie molto adattabile ed è presente sia in pianura che in montagna; frequenta ambienti di bosco e zone a pascoli aperti, ma si adatta anche alla pianura ad agricoltura intensiva. È presente in tutta Europa, tranne che nel nord della Scandinavia, in Islanda e in Corsica. In Lombardia è piuttosto diffuso in tutte le zone di collina e nella pianura agricola.

Mammifero presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord

Pipistrello nano

Nome Latino Pipistrellus pipistrellus
Famiglia Mammiferi

Pipistrello nano

 

Il pipistrello nano è il più piccolo chirottero europeo: ha una apertura alare di 180 – 240 mm ed è lungo da 3 a 5 cm. Caratteristica dei chirotteri è la sottile membrana, il patagio, che unisce le zampe anteriori con quelle posteriori e il corpo formando un’ala, rendendoli adatti al volo. Ha muso e piccole orecchie di colore marrone brunastro; sul dorso la pelliccia è castana, mentre sul ventre è più chiara. Il pipistrello si sposta zigzagando rapidamente a caccia di moscerini e piccoli insetti, che cattura grazie alla sua capacità di percepire gli ultrasuoni. È un mammifero notturno e caccia le prede lungo i bordi dei corsi d’acqua, i margini dei boschi e i lampioni stradali, non allontanandosi troppo dai rifugi. I pipistrelli sono sedentari e d’inverno si rifugiano in vecchi edifici o in grotte, dove possono formare colonie numerose. I chirotteri sono molto utili all’uomo, in quanto predatori di zanzare ed altri insetti indesiderati; nel Parco, oltre al pipistrello nano, esistono altre specie di pipistrelli legati esclusivamente alle zone umide, rari e protetti.

HABITAT
Il pipistrello nano è una specie diffusa in vari ambienti e trova rifugio anche in spazi minuscoli, negli interstizi delle case, nelle tapparelle, nelle cassette nido per uccelli e in quelle apposite per chirotteri. È presente anche nei centri abitati, dove non è difficile vederlo volare nella luce artificiale dei lampioni. È una specie comune e sedentaria in tutta l’Europa centrale, Italia compresa.

Mammifero presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord

Moscardino

Nome Latino Muscardinus avellanarius
Famiglia Mammiferi

Moscardino

È tra i più piccoli della famiglia dei gliridi, pesa dai 15 ai 30 grammi e raggiunge i 14 cm di lunghezza. Ha una coda folta e pelo di colore arancione fulvo o castano chiaro sul dorso, orecchie grandi, occhi scuri e lunghe vibrisse. È un animale notturno, esce dal nido di notte e si sposta tra gli arbusti utilizzando la coda per bilanciarsi. Si nutre di ghiande, soprattutto nocciole, germogli, semi e bacche ma anche uova. Passa il giorno nel nido, nascosto tra i rami bassi o in cavità del suolo, dove rimane a dormire per la maggior parte del giorno. Il nido è di solito costituito da erbe intrecciate, foglie e strisce di corteccia e imbottito di muschio, ma anche le cassette nido vengono usate. Il moscardino va in letargo e trascorre l’inverno dormendo, sopravvivendo grazie alle riserve di cibo accumulate nell’organismo durante l’autunno.

HABITAT
Il moscardino è una specie legata alla presenza di boschi di latifoglie o boschi misti, con fitto sottobosco arbustivo e ricco di specie che producono bacche e noci (noccioli, biancospini, castagni). È diffuso in Europa e in Italia. In Lombardia è presente soprattutto in montagna e in collina, mentre in pianura è diventato raro a causa della scomparsa o del degrado dei boschi e rimane localizzato principalmente nei boschi in prossimità dei fi umi. Presente soprattutto nei castagneti e nei boschi umidi, non è facile da osservare per via delle abitudini notturne. Il moscardino ha bisogno di una gran quantità di specie di alberi e arbusti e frequenta solo boschi ricchi di specie diverse: la sua presenza è indice di una buona qualità ecologica dei boschi.

Mammifero presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord

Marmotta

Nome Latino Marmota marmota
Famiglia Mammiferi

 

Marmotta

Animale sociale, la marmotta vive in famiglie e la comunicazione tra i componenti del gruppo è caratterizzata anche dal famoso “fischio” della sentinella, ovvero il segnale di allarme che cambia di intensità e durata a seconda se il pericolo arriva dall’alto o di lato e dalla sua distanza. Il forte e stridulo richiamo può essere sentito fino a un chilometro di distanza in linea d’aria.
Non ha dimorfismo sessuale. Attiva nelle ore diurne e all’imbrunire, può vivere 15-18 anni. La sua alimentazione è costituita essenzialmente da erbe, radici e semi che le consentono di accumulare, nella buona stagione, il grasso per il periodo più freddo.
Una curiosità: la marmotta non beve, trae il suo fabbisogno giornaliero di acqua direttamente dal consumo di erba. 

HABITAT
La marmotta alpina è un genere di roditore che vive ad altitudini superiori ai 1500 metri, specialmente sui pendii esposti a sud. Vive in tane scavate nel terreno, profonde anche decine di metri, in cui si ritira in letargo durante la stagione fredda, limitando al minimo le sue attività. La si può anche incontrare nelle pietraie e nelle radure.

Lepre comune

Nome Latino Lepus europaeus
Famiglia Mammiferi

Lepre comune

La lepre è un roditore dalla pelliccia color castano o rossiccio, con orecchie molto lunghe dalla punta nera e la coda corta. Le zampe posteriori sono molto lunghe e più sviluppate di quelle del coniglio selvatico. Si ciba di vegetali, sia selvatici che coltivati, o di cortecce degli alberi. Nel periodo riproduttivo, in primavera, le femmine possono avere fi no a 3 – 4 gestazioni all’anno, in cui partoriscono 2 o 4 piccoli, che raggiungono l’indipendenza dopo circa due settimane.

HABITAT
La lepre è una specie comune in pianura e collina, frequenta aree aperte, prati, pascoli e zone agricole con siepi e boschetti dove rifugiarsi. È diffusa in tutta Europa e in Italia; in Lombardia, a causa della crescente urbanizzazione e dell’agricoltura intensiva, nelle aree di pianura è in diminuzione e si trova soprattutto all’interno delle aree protette. 

Mammifero presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord

Faina

Nome Latino Martes foina
Famiglia Mammiferi

 

Faina

La faina è un mustelide dal pelo marrone chiaro o scuro sul dorso, mentre dal collo fino al ventre è bianco. La coda è lunga e pelosa e le orecchie sono grandi, triangolari e bordate di bianco, le zampe sono corte e il muso largo e appuntito. È di dimensioni maggiori rispetto alla donnola. Utilizza come rifugio cavità naturali delle rocce ma si adatta ad ambienti frequentati dall’uomo. È un animale principalmente carnivoro e caccia piccoli mammiferi, rettili e anfibi ma si ciba anche di uova e frutta. L’accoppiamento avviene in estate, mentre i piccoli nascono in primavera. I cuccioli raggiungono l’indipendenza dopo circa 3 mesi.

HABITAT
La faina è una specie diffusa negli ambienti di bosco, nelle zone agricole ricche di siepi e boschetti e anche presso abitazioni rurali, parchi e giardini. È presente sia in pianura che in montagna fi no ai 2000 metri. È diffusa in tutta Europa e in Italia. In Lombardia è presente soprattutto negli ambienti di collina e in montagna, mentre in pianura principalmente nelle valli fluviali. Seppur di abitudini notturne, la faina è una specie che vive a contatto con l’uomo e utilizza spesso come rifugio cascine, fienili, stalle e cataste di legna.

Mammifero presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord

Donnola

Nome Latino Mustela nivalis
Famiglia Mammiferi

Donnola

La donnola è un mustelide dal corpo snello e allungato, con testa di forma triangolare e coda corta. La pelliccia è castano – rossiccia sul dorso e sui fianchi, mentre il ventre e petto sono bianchi; le zampe sono corte e dotate di unghie non retrattili e le orecchie sono piccole e appuntite. La donnola è una specie attiva soprattutto nelle ore notturne, quando caccia piccoli mammiferi, insetti, uccelli e uova. Grazie al suo corpo snello riesce a penetrare nelle tane sotterranee di roditori e insetti. Partorisce 2 volte all’anno da 4 a 7 piccoli. La donnola, come altri mammiferi alpini, nelle zone di montagna d’inverno muta la sua pelliccia in un candido color bianco, che risulta utile per mimetizzarsi nella neve e nascondersi dai predatori.

HABITAT
La donnola frequenta diversi tipi di habitat, dalla pianura alla montagna fino a quota 2000 metri. In pianura si trova sia in ambienti naturali che nelle zone agricole. È diffusa in Europa, America e Asia settentrionale. In Italia è presente ovunque e in Lombardia soprattutto nelle aree montane, mentre è più rara in pianura.

Mammifero presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord

Cervo

Nome Latino Cervus elephus
Famiglia Mammiferi

Cervo

Cervide con mantello grigio-bruno in inverno e rossiccio in estate, è il più grande erbivoro selvatico presente nell’arco alpino. Il palco di corna è presente unicamente nel maschio, che è anche di dimensioni decisamente superiori alla femmina e può pesare anche 300 chilogrammi.
Erbivoro, si adatta comunque alle disponibilità dell’area e del periodo. Vive in branchi più o meno numerosi.
Durante il periodo degli amori celebri sono il forte e riconoscibile bramito del maschio e gli occasionali scontri fisici tra i maschi dominanti, che formano delle sorta di “harem” di femmine sorvegliate. Può vivere 18 anni. 

HABITAT
Il cervo vive in boschi misti e foreste ricche di radure. Originariamente presente per lo più in ambiente pianeggiante o a basse altitudini, questo animale si spinge sempre più spesso anche sui pascoli più elevati e in aree impervie per sfuggire alla pressione demografica e venatoria e per il bisogno di disporre di spazi molto ampi.

Capriolo

Nome Latino Capreolus capreolus
Famiglia Mammiferi

 

Capriolo

Il capriolo è un cervide con mantello grigio-marrone in inverno e rosso-bruno in estate. Il pelo intorno all’ano è invece biancastro, nelle femmine è riconoscibile una forma che ricorda un “cuore”.
Il corto palco di corna è presente unicamente nel maschio ed è ramificato a tre punte. I palchi cadono ogni anno tra ottobre e novembre ma sono rari da trovare, essendo piccoli e formati da sostanza cartilaginea, riutilizzata come nutriente da altri animali.
Specie erbivora brucatrice, ha una discreta vita sociale. Gli accoppiamenti sono preceduti da inseguimenti rituali. Molto spesso, le femmine lasciano il cucciolo nascosto nell’erba alta, mentre loro ricercano il cibo nei dintorni. Può vivere 10-12 anni. Bambi, il celebre protagonista dell’omonimo film della Walt Disney, era per l’appunto un capriolo. 

HABITAT
Specie molto territoriale, il capriolo si trova a quote inferiori ai 2000 metri. Il limite altitudinale comunque è stabilito dall’innevamento della stagione fredda. La specie ama in particolare la presenza di boschi aperti con fitto sottobosco intramezzato a radure e cespugli. Si muove anche in pianura, anche nelle zone agricole coltivate vicine alle boscaglie. Negli ultimi trent’anni la specie è stato oggetto di importanti piani di reintroduzione.

Camoscio

Nome Latino Rupicapra rupicapra
Famiglia Mammiferi

 

Camoscio

Il camoscio alpino è un ungulato ruminante della famiglia dei bovidi, di aspetto piuttosto simile alle capre, con testa corta e una lunghezza totale del corpo che varia tra i 130 e i 150 centimetri negli individui di sesso maschile (tra i 100 e i 120 le femmine).
Ha un mantello invernale bruno e folto, che in estate diventa beige o marrone-rossiccio. Le corna uncinate color ebano sono presenti in entrambi i sessi, più accentuate nei maschi e sono già visibili in tenera età. Il camoscio d’Abruzzo ha le corna mediamente più lunghe di quelle del nostro camoscio alpino.
Compie salti rapidi e leggeri, aiutato anche dallo zoccolo bidattilo, particolarmente adatto per la vita in montagna. Vive circa 15 anni, in media. 

HABITAT
Incontrabile ad altitudini variabili, anche a basse quote ma superiori ai 1000 metri di altitudine. Ama i boschi di conifere o latifoglie intervallati da pareti rocciose. Specie predisposta per i periodi freddi, in estate può divenire crepuscolare negli spazi aperti, limitandosi al ruminare dei boschi. Nei mesi estivi si possono incontrare camosci anche a quote molto elevate. In montagna ha come principale predatore l’aquila che ne preda i piccoli.