Archive for marzo, 2019


Ontano nero

Nome Ontano nero
Nome Latino Alnus glutinosa
Famiglia Betulacee
Periodo di Fioritura Febbraio – Marzo
Gruppo Vegetale Alberi

Ontano nero

PORTAMENTO
Albero alto fino a 30 metri, con chioma ovale, leggermente piramidale e tronco eretto e slanciato.

CORTECCIA
Corteccia bruno-grigiastra o verdastra, lucida nei soggetti giovani, con lenticelle trasversali, nerastra e fessurata con l’età.

FOGLIE
Le foglie sono semplici, alterne, ovali, con apice arrotondato e margine seghettato irregolarmente; hanno inserzione alterna e sono di colore verde scuro su entrambe le pagine.

FIORI
Infiorescenze unisessuali, le maschili in amenti penduli lunghi 6-12 cm di colore giallo, riuniti in gruppi di 3-5; quelle femminili sono più piccole (1-3 cm), ovali e peduncolate, di colore verde, lignificano con il procedere della stagione.

FRUTTI
Infruttescenze in achenio che a maturazione liberano dei semi ovali e strettamente alati.

AMBIENTE
Specie legata a costante presenza di acqua nel suolo, si trova nelle zone umide e paludose, nelle lanche fluviali o presso le risorgive di acque freatiche.

CURIOSITÀ
L’ontano nero viene usato per stabilizzare le ripe di corsi d’acqua o nelle opere di rinaturalizzazione in zone molto umide. I semi sono apprezzati da numerosi uccelli granivori, soprattutto in inverno.

Olmo montano

Nome Olmo montano
Nome Latino Ulmus glabra
Famiglia Ulmaceae
Periodo di Fioritura Marzo – Aprile
Gruppo Vegetale Alberi

Olmo montano
PORTAMENTO
L’olmo montano presenta un fusto dritto che può arrivare ai 25 metri di altezza. I rami partono da breve altezza. 

CORTECCIA
La corteccia dell’olmo montano può assumere varie colorazione, dal rosato a colori più scuri in base all’età della pianta. Inizialmente è poi liscia, per poi farsi sempre più squamosa. 

FOGLIE
Le foglie sono asimmetriche alla base, con forma elittica e picciolo breve. Cadono in autunno. 

FIORI
I fiori ermafroditi fanno la loro comparsa a marzo: di colorazione rosa-porpora, sono composti in cinque o sei stami (per questo gli olmi sono poliandri). 

FRUTTI
I frutti dell’olmo sono le samare: un seme centrale e forma che richiama l’ovale. 

AMBIENTE
Presente in tutta Europa, in Italia si trova nelle Alpi e negli Appennini. Predilige quote basse, tra i 400 e i 1400 metri di altitudine, alternandosi alle latifoglie. Preferisce inoltre terreni calcarei o silicei. 

CURIOSITÀ
Il legno dell’olmo montano viene usato per impallacciature e per la fabbricazione di compensati e mobili.

Olmo campestre

Nome Olmo campestre
Nome Latino Ulmus minor
Famiglia Ulmacee
Periodo di Fioritura Febbraio – Marzo
Gruppo Vegetale Alberi

Olmo campestre
PORTAMENTO
Albero alto fino a 30 metri, con tronco dritto e slanciato e chioma densa. I rami sono disposti regolarmente su un unico asse e opposti.

CORTECCIA
Bruno-grigiastra e liscia da giovane, con scanalature sempre più profonde con l’età.

FOGLIE
Semplici, ad inserzione alterna e apice appuntito, con margine doppiamente seghettato, a tipica base asimmetrica che può coprire il picciolo.

FIORI
Ermafroditi, sessili, di colore porpora e riuniti a gruppi, fioriscono a fi ne inverno prima della fogliazione.

FRUTTI
I frutti sono samare alate riunite in gruppi.

AMBIENTE
L’olmo è molto adattabile, anche se predilige suoli freschi, profondi, con buona disponibilità di acqua e sali minerali. E’ diffuso nel Parco nei boschi più evoluti, nei querceti e nei saliceti, ma è spesso presente anche nei filari.

CURIOSITÀ
L’olmo viene spesso impiegato nelle siepi e nei filari, anche in ambiente urbano, per la sua resistenza alle potature e all’inquinamento.

P

Larice comune

Nome Larice comune
Nome Latino Larix decidua
Famiglia Pinaceae
Periodo di Fioritura Marzo – Maggio
Gruppo Vegetale Alberi

Larice comune
PORTAMENTO
Il larice comune è una conifera eretta, raggiunge i quarantacinque metri di altezza e il diametro di un metro. Cambia portamento comunque in base all’altitudine: la chioma si fa più stretta alle quote più alte, per contenere i danni da neve. 

CORTECCIA
Negli esemplari medio-giovani la corteccia è grigia e liscia, con rametti sottili. La corteccia si fa man mano più fessurata, divisa in grandi scaglie, assumendo una colorazione rossastra interanamente e poi bruno-grigiastra. 

FOGLIE
Le foglie sono aghi, raccolti in gruppi fino a quaranta. La chioma è piramidale inizialmente, poi più allargata col tempo. Si tratta di una specie a rapido accrescimento. A differenze delle conifere europee, il larice alpino perde totalmente le foglie inverno. 

FIORI
In primavera il larice fiorisce coni maschili e femminili, che equivalgono ai fiori delle latifoglie. I coni maschili rilasciano il poline. I coni femminili maturano in autunno, il cono apre le alette e favorisce la dispersione dei semi. Coni femminili e coni maschili sono portati sullo stesso ramo. Dopo la maturazione, che dura un anno, i coni lignificano e si creano le pigne, che permangono per diverso tempo. 

AMBIENTE
Tipicamente alpino, è comune in tutto l’arco spingendosi anche a quote elevate, fino a 2500 metri anche se predilige la fascia tra i 1200 e i 2000. Nell’alta Lombardia è presente in modo abbondante ma non distribuita in maniera uniforme. Si distingue per essere una specie pioniera, arricchisce cioè i terreni su cui cresce, se poveri. 

CURIOSITÀ
Il larice europeo non va confuso con il Larice del Giappone, altra specie diffusa ma introdotta. Può vivere migliaia di anni. Il legno è utilizzato spesso in edilizia per costruire i tetti delle case di montagna o come combustibile per stufe e camini. La trementina di larice è meno consistente di quella d’abete.

Frassino maggiore

Nome Frassino maggiore
Nome Latino Fraxinus excelsior
Famiglia Oleacee
Periodo di Fioritura Marzo – Aprile
Gruppo Vegetale Alberi

Frassino maggiore

PORTAMENTO
Albero alto fino a 25-30 metri con chioma globosa e poco densa, allungata, di colore verde smorto; tronco eretto e poco ramificato.

CORTECCIA
Grigia, liscia, fessurata solo in esemplari molto vecchi, mentre i rami giovani sono grigio-verdognoli con gemme tipicamente nere e vellutate.

FOGLIE
Opposte, imparipennate, lunghe fino a 30 cm, composte da 9-14 foglioline lanceolate e oblunghe, a margine seghettato; la pagina superiore è verde scura, mentre quella inferiore è grigiastra.

FIORI
I fiori fioriscono prima della comparsa delle foglie, in pannocchie ascellari, eretti e brevi con antere porpora.

FRUTTI
Samare lanceolate, brune e lucide lunghe 4 cm, in densi grappoli penduli.

AMBIENTE
Specie amante del sole o di mezz’ombra, predilige i suoli freschi e profondi. Nel Parco è presente soprattutto negli avvallamenti umidi della zona settentrionale.

CURIOSITÀ
Specie adatta alla ricostituzione di boschi su suoli piuttosto umidi, trova impiego anche nell’arboricoltura da legno.

Farnia

Nome Farnia
Nome Latino Quercus robur
Famiglia Fagacee
Periodo di Fioritura Aprile – Maggio
Gruppo Vegetale Alberi

Farnia
PORTAMENTO
Albero alto fino a 30 metri con chioma ovale o arrotondata, ampia; il tronco è diritto e robusto, con molte ramificazioni.

CORTECCIA
Corteccia grigio-brunastra pallida e con lenticelle nei rami giovani, molto fessurata con l’età.

FOGLIE
Semplici, alterne con lamina obovata e apice arrotondato con due orecchiette alla base, margini profondamente lobati; si distingue dalle altre querce per le foglie sessili (senza picciolo).

FIORI
Fiori maschili in amenti gialli penduli, i femminili all’ascella delle foglie, portati sulla stessa pianta.

FRUTTI
I frutti sono ghiande sessili di forma ovale, lunghe fino a 4 cm, ricoperte per circa un quarto da cupole formate da squame; sono portate in gruppi di due o tre su di un lungo peduncolo comune.

AMBIENTE
Predilige i terreni fertili, ricchi di humus, profondi e ben drenati, ma è comune anche su suoli argillosi; anticamente costituiva vaste foreste su tutta la pianura padana, in associazione ad altre latifoglie.

CURIOSITÀ
Specie impiegata nella ricostituzione dei boschi, nell’arboricoltura da legno e nella formazione di fi lari. Le ghiande sono cibo per numerosi uccelli, scoiattoli ed altri roditori, mentre il legno, soprattutto quello marcescente, ospita numerose larve di insetti.

                                                                   8 MARZO 2019
La lotta partigiana del sesso femminile non è ancora finita

Questa figura amabile sotto ogni aspetto sia fisico che morale, questa costola di Adamo, come fu definita la donna, significato oltremodo poco apprezzabile all’intelligenza umana, compagna di inestimabile valore ancor’ oggi subisce la sudditanza maschilista. Per questo essere gentile e premuroso che svolge molteplici lavori in qualità di madre – sposa – compagna – amante abbiamo il dovere di accrescere il nostro intelletto dando un significato più consono a questo meraviglioso fiore.
Il periodo del Medio Evo fu devastante per queste sublimi creature, ma nei secoli avvenire la figura della donna ha avuti risvolti che hanno contribuito a sviluppare un azione rivoluzionaria atta a far nascere pensieri consoni per un risveglio all’eguaglianza dei sessi.
Nella civiltà arcaica “Il Matriarcato” ha avuto sempre un ruolo fondamentale; figura associata alla madre terra, potente e magica figura.
Le doti delle donne sono molteplici: svolgendo con intelligenza ogni attimo della loro giornata.
La femminilità rappresenta l’energia della vita
Alla fine dell’ottocento inizi novecento la donna ritorna alla ribalta, lottando per avere eguaglianza e diritti. Le suffraggette hanno avuto un ruolo molto importante per la rinascita della donna. Nell’arco di un periodo lo sviluppo mentale ha fatto sì che si potesse attribuire alla donna mansioni atte ad essere equiparate a quelle elargite al famigerato sesso maschile.
Nonostante le difficoltà, oggi in molti paesi del mondo, le donne continuano a lottare per avere un riconoscimento di “Esseri liberi” subendo ingiustizie inqualificabili ed ogni angherie.
La propria femminilità, il proprio stato sociale è ancora ben lungo ad essere riaffermato; soggette ad essere “mascolinizzate” da una società trattandole come esseri inferiori.

Risultati immagini per otto marzo

Mimosa simbolo perfetto sia per il periodo che per il colore giallo il quale oltre ad esprimere vitalità forza e gioia è anche colore che rappresenta il ricordo delle donne che si sono battute e si battono ancora per l’eguaglianza dei sessi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Faggio

Nome Faggio
Nome Latino Fagus sylvatica
Famiglia Fagacee
Periodo di Fioritura Maggio
Gruppo Vegetale Alberi

Faggio

PORTAMENTO
È una pianta densa e folta che raggiunge raramente i trenta metri di altezza. Il fusto da giovane è cilindrico, poi tende a diventare più diritto. 

CORTECCIA
La corteccia del faggio è di colore grigiastro/marrone, decisamente ruvida e spessa. 

FOGLIE
Folta e arrotondata la chioma, con foglie ovali, picciolate e lucide. Hanno margine ondulato e sono disposte alternamente sul ramo. In autunno prendono colorazione rosso-bruna. 

FIORI
In maggio vengono prodotti fiori maschili e femminili. Quelli maschili sono tondi e penduli, quelli femminili formano la “cupola”, accoppiati in involucro. 

FRUTTI
I frutti sono chiamati faggiole. Sono acheni commestibili, di colore rossiccio, contenuti in ricci. Da essi si ricava un olio surrogato di quello d’oliva. 

AMBIENTE
Il faggio ha bisogno di precipitazioni abbondanti e tanta umidità, preferisce le zone con nubi e nebbie. Non ama tuttavia l’eccessiva oscurità. Ha un areale di distribuzione in Europa molto vasto, dalla Svezia all’Italia meridionale in senso verticale, mentre a est arriva fino alla Turchia. 

CURIOSITÀ
Il legnane del faggio è molto usato per la costruzione di mobili, giocattoli, utensili. Le sue parti sono utilizzate anche per le proprietà medicinali: il decotto delle radici ha proprietà anticonvulsive, quello della corteccia è febbrifuga. Le faggiole tostate e macinate sono invece un surrogato del caffè.

 

Cerro

Nome Cerro
Nome Latino Quercus cerris
Famiglia Fagacee
Periodo di Fioritura Aprile – Maggio
Gruppo Vegetale Alberi

Cerro
PORTAMENTO
Albero alto fino a 35 metri con chioma da ovale a globosa spesso irregolare, molto ampia, tronco diritto, robusto e slanciato.

CORTECCIA
Grigio-marrone scuro, spessa e con fessure profonde.

FOGLIE
Semplici, subcoriacee, lunghe fi no a 12 cm, lamina lanceolata o ellittica, lobi molto incisi con apice appuntito, di colore scuro e lucide.

FIORI
Fiori unisessuali riuniti in infiorescenze: maschili penduli di 4-5 cm, femminili solitari o a gruppi di 2-3, peduncolati.

FRUTTI
Ghiande scure lunghe 2-3 cm con cupola a squame tipicamente arricciate.

AMBIENTE
Il cerro predilige terreni profondi ed argillosi, acidi o sub-acidi con ristagno d’acqua in profondità; è amante delle stazioni soleggiate.

CURIOSITÀ
Specie utile per la costituzione di boschi naturali, anche se a crescita lenta.

Castagno

Nome Castagno
Nome Latino Castanea sativa
Famiglia Fagacee
Periodo di Fioritura Maggio – Giugno
Gruppo Vegetale Alberi

Castagno

PORTAMENTO
Grande albero con portamento maestoso, di 30-35 metri di altezza; il tronco, che raggiunge grossi diametri, è normalmente dritto e se isolato si diparte in grosse branche, dando alla chioma un aspetto ampio e tondeggiante.

CORTECCIA
La corteccia da giovane è liscia e bruno-rossastra, diviene poi grigia e scanalata.

FOGLIE
Le foglie sono semplici, alterne, elittico-lanceolate e a margine seghettato; la pagina superiore è liscia, lucida, verde intenso con nervature rilevate. La fogliazione è tardiva (fine aprile-maggio).

FIORI
L’infiorescenza maschile è costituita da fi ori riuniti in amenti eretti, lunghi fino a 20 cm, mentre i fiori femminili sono riuniti in gruppi di 2-3, alla base delle infiorescenze maschili, e sono ricoperti da un rivestimento spinoso.

FRUTTI
Il riccio (5-10 cm di diametro) è molto spinoso, contiene normalmente 3 frutti (ma a volte fino a 7); i frutti (le castagne) sono acheni con pericarpo liscio e coriaceo bruno.

AMBIENTE
E’ una specie tipica degli ambienti collinari, ama i pendii soleggiati e i terreni acidi, freschi e ricchi di humus.

CURIOSITÀ
Le castagne hanno diversi usi alimentari, si possono arrostire o bollire, o se ne possono ricavare farine o marmellate. Il miele di fi ori di castagno è particolarmente aromatico.

Carpino nero

Nome Carpino nero
Nome Latino Ostrya carpinifolia
Famiglia Corilacee
Periodo di Fioritura Aprile – Maggio
Gruppo Vegetale Alberi

Carpino nero

PORTAMENTO
Albero alto 15 metri, con tronco diritto e chioma raccolta allungata.

CORTECCIA
La corteccia è marrone, prima liscia e poi grigiastra con lenticelle trasversali più chiare.

FIORI
I fiori sono unisessuali; quelli maschili, raggruppati in amenti penduli di 2-4, sono lunghi fino a 10 cm e si sviluppano in primavera assieme a quelli femminili (spighe), più piccoli e poco vistosi.

FRUTTI
I frutti sono acheni portati a grappoli, di colore giallastro o verde e consistenza membranosa, che assomigliano al frutto del luppolo.

AMBIENTE
Specie tipica degli ambienti collinari, predilige suoli freschi, maturi e di preferenza calcarei, ma cresce anche su suoli superficiali, dove si comporta come specie pioniera. 

CURIOSITÀ
Il carpino nero è molto adattabile e può essere impiegato per rimboschire le aree denudate in ambiente collinare e per ornare parchi e giardini, o per le alberature stradali.

Carpino bianco

Nome Carpino bianco
Nome Latino Carpinus betulus
Famiglia Corilacee
Periodo di Fioritura Aprile – Maggio
Gruppo Vegetale Alberi

Carpino bianco
PORTAMENTO
Albero con fogliame deciduo alto fino a 25 metri, con chioma arrotondata e tronco eretto.

CORTECCIA
Grigio-pallida, liscia, scanalata, fessurata con l’età. Rami giovani bruno-rossastri.

FOGLIE
Foglie semplici, ellittiche o ovate, doppiamente seghettate, con nervature pronunciate, lunghe 4-10 cm, ad inserzione alterna.

FIORI
Unisessuali, quelli maschili in amenti, lunghi fino a 5 cm, gialli, penduli, quelli femminili più brevi e piccoli, all’apice dei rami.

FRUTTI
Il frutto duro e verde è all’interno di un’infruttescenza peduncolata formata da acheni trilobati lunghi fi no a 7,5 cm.

AMBIENTE
Specie che vegeta bene sia su suoli sciolti e profondi che su terreni argillosi, sopporta bene l’ombreggiamento; molto più diffusa in passato, attualmente si trova nei boschi di pianura o sui bassi versanti freschi.

CURIOSITÀ
Specie ideale per la creazione di siepi, perché resiste bene alle potature e mantiene le foglie secche d’inverno; è anche adatta per gli interventi di rimboschimento.

Betulla bianca

Nome Betulla bianca
Nome Latino Betulla pendula
Famiglia Betulacee
Periodo di Fioritura Marzo – Maggio
Gruppo Vegetale Alberi

Betulla bianca
PORTAMENTO
Albero alto fino a 30 metri, ma spesso con portamento arbustivo; la chioma è allungata e verde e il tronco è eretto, slanciato con rami lunghi e sottili e ramuli penduli.

CORTECCIA
Corteccia bianca con macchie nere irregolari che si sfoglia in liste orizzontali; ha grosse fenditure nerastre verso la base.

FOGLIE
Le foglie sono romboidali con lunga cima appuntita, doppiamente dentate, lunghe 4-8 cm.

FIORI
Infiorescenze unisessuali, le maschili in amenti penduli lunghi 4-6 cm, di colore giallo, quelle femminili verdi, lunghe 1-2 cm.

FRUTTI
Infruttescenze cilindriche, prima erette, poi pendule, lunghe 3-4 cm, che a maturazione liberano dei semi alati.

AMBIENTE
La betulla è una specie pioniera e ricolonizzatrice, presente su vari tipi di suolo, anche se predilige substrati acidi.

CURIOSITÀ
E’ una specie ornamentale spesso piantata nei giardini, ma può essere usata anche nei rimboschimenti, viene anche usata nelle opere di rinaturalizzazione di suoi frutti sono apprezzati da molti lepidotteri e dagli uccelli granivori.

Acero di monte

Nome Acero di monte
Nome Latino Acer pseudoplatanus
Famiglia Aceraceae
Periodo di Fioritura Aprile – Maggio
Gruppo Vegetale Alberi

Acero di monte

PORTAMENTO
La pianta decidua può raggiungere anche i quaranta metri di altezza, con diametro del tronco di tre metri. La chioma è ampia. 

CORTECCIA
Nelle piante più giovani la corteccia è grigia o anche giallastra; tende poi con l’età ad un colore rossastro e alla formazione di grandi placche. 

FOGLIE
Presenta foglie semplici, caduche, picciolate, di colore verde scuro nella parte superiore. I lobi sono poco acuti, il margine è poco dentato. 

FIORI
Ha gemme opposte, caratteristiche comune questa a tutti gli aceri. Dopo la comparsa delle foglie appaiono i fiori. 

FRUTTI
Tratto distintivo della specie è il fatto che il frutto è una doppia samara. Due samare sono affiancate simettricamente, a differenza ad esempio del frassino e dell’olmo che producono una samara unica più o meno allungata. 

AMBIENTE
In Italia la troviamo in zone montuose, mentre in Pianura Padana è quasi del tutto sostituito dall’acero campestre. Si trova anche a altitudini poco elevate ma predilige le altitudini tra i 1500 e i 1900 metri di altitudine, alternandosi nelle faggete e nei frassineti. 

CURIOSITÀ
Il legno dell’acero di monte è considerato di pregio e usato ad esempio in liuteria.

Acero campestre

Nome Acero campestre
Nome Latino Acer campestre
Famiglia Aceracee
Periodo di Fioritura Aprile – Maggio
Gruppo Vegetale Alberi

Acero campestre
PORTAMENTO
Albero di medie dimensioni (10-15 metri), con chioma arrotondata, tronco eretto e molto ramificato.

CORTECCIA
Di colore grigiastro, più scura e fessurata con l’età. I giovani rami hanno spesso formazioni suberose.

FOGLIE
Semplici, palmate e lobate, lunghe fino a 7,5 cm, a 5 lobi arrotondati. La pagina superiore è di colore verde scuro, quella inferiore è più pallida e vellutata. Il picciolo (3-9 cm) è porporino.

FIORI
Poligami giallognoli o verdognoli, in corimbi eretti, si sviluppano insieme alle foglie.

FRUTTI
Disamare con ali perpendicolari, in grappoli pendenti, lunghi fino a 2,5 cm che diventano rossicce a tarda estate.

AMBIENTE
L’acero campestre è abbastanza rustico, predilige terreni umidi e profondi ma si adatta bene anche a suoli argillosi e aridi; è mediamente eliofilo, ma sopporta anche condizioni di ombreggiamento.

CURIOSITÀ
In passato l’acero campestre era spesso usato come tutore vivo della vite; per la resistenza alla potatura, l’altezza contenuta e la densità del fogliame, è ideale per rinfoltire le siepi campestri o per creare schermature.

Abete rosso

Nome Abete rosso
Nome Latino Picea abies
Famiglia Pinaceae
Periodo di Fioritura Aprile-maggio
Gruppo Vegetale Alberi

Abete rosso

PORTAMENTO
Ha tronco dritto e può essere alto fino a quaranta metri. Specie polimorfica, cambia d’aspetto in base all’altitudine, presentando una chioma più o meno stretta (più stretta in alta montagna). 

CORTECCIA
L’abete rosso prende il nome per l’appunto dal colore della sua corteccia, che è rossastra e sottile quando la pianta è mediamente giovane: con l’età tende a divenire più grigiastra. 

FOGLIE
La pianta presenta aghi di lunghezza media di due centrimetri e mezzo, disposti orizzontalmente intorno ai rami. 

FIORI
I fiori, detti sporofilli, maturano ad aprile e si dividono in macrosporofilli (i fiori femminili) e microsporofilli (i fiori maschili). Quelli fiori femminili, dopo l’impollinazione, danno origine alle pigne. 

FRUTTI
Le pigne (o strobili) pendono cilindriche, larghe fino a 4 centrimetri e lunghe fino a 20. Fruttificavano tardivamente, dopo i vent’anni. 

AMBIENTE
In Italia è presente spontaneamente sulle Alpi. L’abete rosso è più sviluppato nelle Alpi centrali e orientali, favorito dal clima. Trova condizioni ideali tra i 1200 e i 1800 metri di altitudine. 

CURIOSITÀ
L’abete rosso, detto anche “peccio,” è una delle piante più longeve al mondo. Dalla distillazione della resina dell’abete rosso si ricava la trementina. Si distingue dall’abete bianco per gli aghi, la corteccia, le pigne e i rami.

Abete bianco

Nome Abete bianco
Nome Latino Abies alba
Famiglia Pinaceae
Periodo di Fioritura Aprile – Maggio
Gruppo Vegetale Alberi

Abete bianco

PORTAMENTO
Può arrivare a 60 metri di altezza, risultando quindi più alto tendenzialmente dell’abete rosso. Il fusto è dritto e può arrivare a tre metri di diametro. Nelle piante adulte, in cima, si forma un generale appiattimento nella chioma, detto “nido di cicogna”. 

CORTECCIA
Gli esemplari medio-giovani di abete bianco hanno per l’appunto una corteccia liscia colorata bianca-argentea, che in età adulta diventa rugosa e grigiastra/nera. 

FOGLIE
Persistenti e formate da aghi appiattiti, disposti a pettine. Sui rametti è possibile riscontrare la presenza di sottili peli di colore bruno chiaro. 

FIORI
Fiorisce a maggio con gli sporofilli. A quelli di sesso maschile si deve la formazione del polline, a quelli femminili la formazione degli ovuli in coni (pigne). 

FRUTTI
Vengono prodotte le pigne, mentre la produzione dei semi è tardiva, se in bosco avviene dopo i cinquant’anni. Dai semi si ricava l’olio d’abete che trova vari impieghi. 

AMBIENTE
L’abete bianco è adatto alla montagna potendo sopportare temperature basse, ombra e condizioni atmosferiche tempestose. Necessita di umidità. Predilige altitudini tra i 900 e i 1800 metri. In Italia è più frequente nelle Alpi Orientali, Liguri e Marittime. 

CURIOSITÀ
Anche dalla corteccia dell’abete bianco è possibile estrarre la trementina. Soprattutto in Toscana i frati ricavano dall’abete bianco anche un liquore, chiamato “lacrima di abeto” o “gemma di abeto”.

Via dei Castani, la pedonalizzazione fa discutere. Boccuzzi: “Ne parleremo con i cittadini”

Via dei Castani, la pedonalizzazione fa discutere. Boccuzzi: “Ne parleremo con i cittadini”

I primi a mobilitarsi sono i commercianti organizzati nella Rete imprese Castani, che hanno già invitato i cittadini, assessori comunali e minisindaco a un confronto pubblico sul tema che si terrà il prossimo 20 marzo presso il teatro della parrocchia di San Felice. Non una posizione contraria ma la decisa volontà di non accettare alcun progetto calato dall’alto. “La pedonalizzazione di via dei Castani è un progetto attuabile?” la domanda che invita alla partecipazione. Molti i dubbi ai quali andrà data una risposta: “Le infrastrutture, i trasporti, la sicurezza e i parcheggi adeguati verranno realizzati precedentemente? La movida che si genererà porterà dsagi ai residenti? Il cambio di viabilità previsto per tutto il quartiere congestionerà ulteriormente le altre strade? Quanto costerà parcheggiare? Le imprese commerciali già tanto sofferenti resisteranno?”. 

 

Prataiolo

Nome Prataiolo
Nome Latino Agaricus campestris
Famiglia Agaricaceae
Periodo Primavera – Autunno
Gruppo Funghi

Agaricus campestris

CAPPELLO
Di colore chiaro, dal bianco all’ocra, di diametro tra i cinque e i venti centimetri, convesso e globuloso. 

LAMELLE
Carnicine, rosee o rosso-vinose, incurvate al margine. Verificare che non siano bianche (altrimenti potrebbe trattarsi di amanita mortale). 

GAMBO
Di colore bianco, di tipo solido e liscio, di forma cilindrica, affusolata alla base. 

ANELLO
Di colore bianco, di linea sottile, ripiegato. 

CARNE
Di colore bianco, vira leggermente al rosa al taglio. Ha odore e sapore gradevoli, leggermente piccante. 

DISTRIBUZIONE
Chiamato “prataiolo”, fruttifica da primavera all’autunno inoltrato, in prati e boschi concimati o nei giardini. 

COMMESTIBILITA’
Buona (attenzione a non confonderlo con l’amanita mortale). 

ATTENZIONE
Le informazioni contenute in questa pagina sono solo di tipo divulgativo e non possono, da sole, essere utilizzate per una corretta identificazione del fungo. In caso di dubbi, si consiglia di far visionare i funghi raccolti agli  Ispettorati Micologici.

Porcino del fiele

Nome Porcino del fiele
Nome Latino Tylopilus felleus
Famiglia Boletaceae
Periodo Estate – autunno
Gruppo Funghi

Tylopilus felleus

CAPPELLO
Di colorazione dal giallo al bruno, di diametro dai cinque ai dodici centimetri, è carnoso e convesso nella parte centrale dello sviluppo. Margine involuto. 

GAMBO
Di colore simile al cappello, è robusto, più grosso alla base (talvolta proprio obeso o a mo’ di clava). Sodo in gioventù, spugnoso adulto. 

CARNE
Di colore biancastro, bruna sotto la cuticola. Tenera, soda, ha sapore molto amaro, simile al fiele (da qui il nome). Odore un poco acidulo. 

DISTRIBUZIONE
Presente per lo più in boschi di latifoglie e di conifere, non così comune ma a volte invasivo, fruttifica da giugno a ottobre soprattutto negli incavi di vecchi tronchi. 

COMMESTIBILITA’
Spesso confuso con i porcini, non è commestibile e contamina il raccolto se cotto insieme alle altre specie. Specie responsabile di sindrome gastroenterica incostante. 

ATTENZIONE
Le informazioni contenute in questa pagina sono solo di tipo divulgativo e non possono, da sole, essere utilizzate per una corretta identificazione del fungo. In caso di dubbi, si consiglia di far visionare i funghi raccolti agli  Ispettorati Micologici.