Archive for aprile, 2019


 

 

 

LA NOSTRA CAMPIONESSA ROBERTA CIAPPINI, HA DIMOSTRATO ANCORA UNA VOLTA LE SUE CAPACITA’ SPORTIVE AFFRONTANDO LA DURA E FATICOSA GARA DEL” VERTICAL TUBE” CON UN RAGGUARDEVOLE 7° POSTO CATEGORIA FEMMINILE CON IL TEMPO DI 19,30.

Vertical Tube, record e vittoria di Hannes Perkmann, al femminile brilla Sortini

 

Hannes Perkmann ce l’ha fatta. Vincitore nel 2017 e nel 2018 tornava oggi con un solo obiettivo: battere il record di Bernard Dematteis, ovvero il 14’02” registrato nella prima edizione del 2015. Tripletta sorprendente e un nuovo record: demolito il muro dei 14 minuti, da oggi il tempo da battere è 13’54”.

Altra esplosiva prestazione è stata quella del giovane Alberto Vender, reduce dal raduno con il Mountain Running Italian Team. L’atleta portacolori del Atl. Valchiese-Salomon Italia ha spodestato il veterano Emanuele Manzi dal secondo posto e riscattato il terzo posto raggiunto lo scorso anno con il crono di 14’21”. Completava il podio Manzi, in veste anche di organizzatore, che riusciva ancora una volta a ritagliarsi un posto nella top 3 del Vertical Tube. Medaglia di legno per Fabio Ruga (La Recastello Radici Group), che chiudeva in 14’57” la sua fatica. Entrava nella top 5 l’austriaco Jaco Mayer (15’06”) seguito da Andrea Acquistapace (15’09”), Francesco Leoni (15’17”) e il fondista Claudio Muller (15’34”).

Al femminile sorprende la prestazione della non-élite portacolori dell’Us Malonno Valentina Garattini (17’49”), che guidava la classifica provvisoria fino alle prestazioni di Elisa Sortini e Katarzyna Kuzminska. L’atleta valtellinese, migliore azzurra ai mondiali di Canillo 2018, confermava ancora una volta il suo livello imponendosi sulle avversarie con il tempo di 17’08”. Si ripeteva la polacca Kuzminska (Atl. Canavesana), seconda come nel 2018 fermando il cronometro a 17’27”. Giù dal podio Samantha Galassi (Recastello Radici Group), che con 18’31” precedeva Camilla Magliano (Podistica Torino), all’esordio di questa particolare sfida verticale. Bene anche il 6° posto di Elisa Compagnoni (19’08”) reduce da un infortunio, seguita da ROBERTA CIAPPINI TEMPO 19,30

 

«Dono un rene, voglio essere d’esempio»

 

Dono un rene, voglio essere d’esempio»

Sergio Lotti, 59 anni di Ardenno, sta attendendo il giorno dell’operazione in favore di un nipote. «Ho pensato fosse normale, ora spero che si diffonda questa forma di generosità quando si è ancora in vita».

«Mio nipote una volta saputa la mia scelta mi hai detto grazie, uno dei nostri grazie, dove ci ho visto dentro tutto». Il nipote si chiama Marco ha 35 anni e vive a Rimini. Lo zio, invece, è Sergio Lotti, 59 anni, anche lui è nato nella città romagnola, ma da anni risiede ad Ardenno, dove vive con la moglie Stefania. Nonostante la trasferta valtellinese, il legame di Lotti con la sua famiglia d’origine è indissolubile e strettissimo. Per questo, quando si è trattato di prendere una decisione per salvare la vita del nipote, che sta a Rimini con la madre (sorella di Lotti), il padre e una sorella, Lotti non ha avuto un attimo di titubanza e ha cominciato il cammino per donare a Marco un rene.

Un gesto grande, di certo non scontato, che mette a nudo un legame profondo che è veicolo di un messaggio altrettanto importante, quello della donazione di organi anche da vivi. Una pratica ancora poco diffusa rispetto ai reali bisogni di una popolazione che di anno in anno ingrossa le fila delle liste di attesa di pazienti bisognosi dell’aiuto di un donatore. Per questo Lotti, innanzitutto, si è messo a disposizione del nipote sottoponendosi sia alla lunga trafila burocratica del caso, sia ai passaggi medico sanitari che lo avvicinano gradualmente al trapianto all’ospedale di Verona, poi ha voluto rendere pubblico il suo percorso, che sarà al centro anche di prossimi appuntamenti divulgativi dell’Aido (Associazione donatori organi). «Mi sto confrontando con l’associazione, alla quale non sono iscritto, di Rimini e di Ardenno – spiega Lotti – per partecipare a momenti di sensibilizzazione verso la popolazione, per portare la mia testimonianza, che potrebbe servire a incoraggiare anche altri a fare lo stesso». In termini temporali gli ultimi esami, utili a monitorare lo stato di salute e l’idoneità al trapianto, Lotti li ha fatti a marzo, ma l’ardennese ha cominciato ad affrontate il suo viaggio tempo prima e altro tempo ci vorrà per arrivare all’operazione finale, per la quale non è ancora stata fissata una data certa. «Sono dieci anni che mio nipote soffre di un’insufficienza renale cronica e due anni fa ci siamo trovati davanti a una scelta. Per motivi di salute dei genitori, la giovane età della sorella, ho deciso io di donargli un rene, mi è sembrato del tutto normale e non ho avuto né esitazioni né paure. Marco soffre di una patologia grave che lo costringe alla dialisi fino a che non si ha la possibilità del trapianto».

Il primo colloquio con il medico del Centro dialisi di Rimini risale a novembre del 2017, «da lì le analisi incrociate con mio nipote, gli incontri con psicologi e medici si sono moltiplicati, ora speriamo che i tempi per il trapianto si avvicinino». E aggiunge: «Nel nostro Paese la donazione di organi da vivente è possibile, anche se la normativa è piuttosto complessa e il sistema farraginoso. Si può donare un rene e parte del fegato, una donazione parziale di polmone, pancreas e intestino a titolo libero e gratuito. Ora mi auguro di superare tutti gli ostacoli del caso e soprattutto di meritarmi quel grazie di Marco, che tutta la nostra famiglia, da sempre mia grande sostenitrice, vuole torni a stare bene».

 

Idraulico per lavoro, musicista per passione. Daniele, ecco il nuovo singolo

Idraulico per lavoro, musicista per passione. Daniele, ecco il nuovo singolo

Ventuno anni, Daniele Frate ha pubblicato “Live your life” dopo il singolo del 2014 e il lavoro “Is born”.

“Live your life” è il singolo appena uscito, ma sono sei anni che Daniele fa musica facendosi conoscere fra giovani e giovanissimi della provincia e non solo, e in mente ha già il suo prossimo ep. Si chiama Daniele Frate ha solamente 21 anni, ma nonostante la giovane età ha chiaro il suo futuro, che sarà «in ogni caso legato al mondo della musica, che è la mia passione».

Daniele abita a Civo e da tre anni fa l’idraulico. Accanto alla lavoro, però, non ha mai smesso di coltivare la sua passione per la musica. «A dire la verità ho iniziato a occuparmene un po’ all’età di 12 anni quando mi venne regalata la mia prima console per dj – precisa Daniele -. Poi nel tempo ho iniziato a produrre usando appositi software. Da qualche anno uso ableton live 9 e il beatmaking maschine mikro (una tastiera che contiene librerie di suoni e drums con la quale è possibile creare delle ritmiche complesse per i brani) di native instruments. E lavoro da solo nel mio home studio».

In questi giorni è uscito il suo singolo “Live your life”, prima Daniele ha all’attivo il singolo che risale al 2014 “Acdf – no name” in collaborazione con Andrea Callegaro. «Mentre il 4 luglio dell’anno scorso grazie all’appoggio di Piero Scibetta ho pubblicato il mio primo ep, “Is born”, per l’etichetta Dos denial of service records. Nella mia musica cerco di mettere passione e impegno, per ispirarmi ascolto molta musica, anche vecchia, come la dance italiana dagli anni 90 ai 2000. Mi piace la edm, hip hop, trap, tech house e cerco di prenderne qualcosa che in fase di produzione esprimo con le mie idee e il mio stile. I miei artisti preferiti restano Hardwell, Martin Garrix e Don Diablo».

Al momento è in pausa sul fronte delle performance: «Ho suonato nei locali nei mesi scorsi, mentre a breve non ho date in programma perché mi sto dedicando alla produzione, nell’attesa di pubblicare un ep al quale sto già lavorando pensando a qualcosa che intendo far ascoltare ai ragazzi tra i 15 e i 35 anni che frequentano club e festival».

Anche in Valtellina? «Sì, certo – conclude -. Anche se la scena musicale valtellinese la vedo un po’ statica, molti buoni artisti, ma con poco supporto e visibilità. In generale in Italia ci sono molti artisti affermati, locali innovativi e sempre al passo con le tendenze, ma c’è ancora molta strada da fare per imporsi a livello internazionale».


Civo, pace fatta con la comunità Il parroco torna a celebrareCivo, pace fatta con la comunità

Il parroco torna a celebrare

 

Sanati gli attriti che a dicembre portarono alla clamorosa decisione. In questi mesi la messa in S. Andrea è stata officiata da un prete di Morbegno.

Aveva lasciato i fedeli lo scorso anno nel periodo dell’Avvento, che precede il Natale, ed è tornato per la Quaresima, e in vista della Pasqua, il parroco di Civo Centro don Riccardo Vaninetti. Si è chiusa così in maniera positiva la vicenda che aveva scosso la piccola comunità di fedeli della costiera dei Cech alla fine dello scorso anno, sollevando non poche polemiche e lasciando la parrocchia di Sant’Andrea senza un parroco proprio a ridosso delle festività. Don Riccardo lo scorso dicembre aveva contestato il lavoro di un gruppo di abitanti che mentre si celebrava la messa erano impegnati nell’allestimento dell’albero di Natale del paese, lasciando poi sul portone il cartello con cui informava la comunità parrocchiale che «sino a nuove disposizioni sono sospese tutte le funzioni religiose». Niente più messe né attività parrocchiali a Civo, da parte sua, da quel giorno.

C’è voluto qualche mese, un’attività di mediazione e anche l’intervento della Diocesi di Como, che aveva garantito, fin dal momento della decisione del parroco di non celebrare più funzioni in Sant’Andrea, un «atteggiamento di ascolto saggio e attento nei confronti del parroco, dei fedeli e della comunità in un percorso di dialogo e rispetto per affrontare fatiche e difficoltà per sanare gli attriti e i problemi» per arrivare alla soluzione. Ad oggi infatti il problema pare superato, tanto che il parroco è tornato a celebrare la messa che nei mesi scorsi veniva garantita grazie alla disponibilità di un anziano sacerdote morbegnese. A tentare una mediazione tra parrocchiani e sacerdote era intervenuto lo scorso gennaio anche il vicario episcopale don Corrado Necchi che aveva parlato di «una strada difficile da spianare ma possibile attraverso il dialogo» che aveva coinvolto ha detto che ci vorrà del tempo e che il parroco, i parrocchiani che stavano allestendo l’albero di Natale che tanto fece arrabbiare don Vaninetti, i fabbricieri di Sant’Andrea, i membri più attivi in parrocchia. Si era addirittura valutata l’unione alle altre parrocchie del comune di Civo, ma alla fine don Vaninetti, che è anche parroco di S.Fedele a Mello dove non ha mai smesso di celebrare le messe e seguire la comunità, è tornato anche in Sant’Andrea a Civo.

 

 

 

 

Obiettivo: creare nuovi posti di lavoro “Lanuovacolonia” lancia un concorso

Cdq Massimo Chistolini  (a sinistra) – Alfonso Citterio – Enza Mainini – Daniele tarca – Angelo Bonolo

obiettivo: creare nuovi posti di lavoro

“Lanuovacolonia” lancia un concorso

 

Morbegno, azionisti e non solo possono inviare i loro progetti per innovare o lanciare servizi. La presidente: «Il settore? Può essere quello del welfare, ma anche cultura e agroalimentare».

Un concorso di idee e startup rivolto ai quasi mille azionisti per innovare o creare nuovi servizi che rientrino negli scopi della società Benefit che potrà scegliere se sostenere e condividere l’iniziativa con risorse proprie. Lanuovacolonia spa ha lanciato un bando con l’obiettivo di «selezionare progetti imprenditoriali al fine di promuoverne lo sviluppo attraverso l’impiego della propria esperienza e delle proprie competenze, favorendo l’incontro e la collaborazione delle migliori idee imprenditoriali con la società ed il suo know how, con nuovi servizi o modelli di business finalizzati alla risposta ai bisogni del territorio».

Il concorso di idee si rivolge alla platea degli azionisti ed è esteso anche a soggetti esterni interessati, ponendo al centro il settore del welfare e della cura e benessere della persona ma anche il settore strutturale, infrastrutturale e tecnologico, culturale ed artistico, turistico ed enogastronomico, che favoriscano la creazione di nuovi posti di lavoro.

«Come società Benefit abbiamo un ampio spazio di sviluppo di servizi a beneficio della base sociale e del territorio – ha detto il presidente de Lanuovacolonia, Enza Mainini – ci attendiamo proposte numerose e diversificate, avanzate dall’osservazione della realtà locale e dalle sue necessità».

I progetti dovranno pervenire con una descrizione dell’idea, dell’ideatore o del team di ideatori e delle motivazioni a supporto. Sarà possibile allegare alla presentazione ogni documentazione utile ai fini della valutazione, un piano finanziario di massima contenente una previsione dei costi di realizzazione e di redditività. Il termine ultimo per partecipare è il 31 luglio e il riferimento è lanuovacoloniaspa@legalmail.it. La società di azionariato popolare ha assunto la qualifica di società Benefit nel 2016. Per il 2019 si è posta nuovi obiettivi che includono il consolidamento dell’operatività e l’apertura graduale delle varie unità d’offerta affiancati alla creazione di nuovi posti di lavoro.