Category: CEVO – NOTIZIE notiziario locale on line


Val Tartano, oltre il Ponte nel Cielo
Un weekend tra relax e natura nel verde delle Orobie Valtellinesi

 

Il Ponte nel cielo, la passerella ad oltre 140 metri di altezza, ha promosso al grande pubblico la Val Tartano che, complice anche la conformazione di valle sospesa e quindi “nascosta”, è stata per anni poco conosciuta, e da pochi esplorata. Ma la valle orobica ha molto da offrire, con circa 200 chilometri di sentieri ed esperienze per tutti.

 

SENTIERO DEI PONTI
Ponte nel Cielo, Ponte della Pèscia, Ponte della Corna, Ponte di Vicima, Ponte dil Sirti.
Un nome più adeguato non c’è per un sentiero che attraversa 5 ponti, ognuno con una storia, una funzione, un’architettura; vie di collegamento tra maggenghi (i cui toponimi originano dagli alberi che li delimitano, come Frasnìi, dal latino fraxinus, in italiano frassino), contrade ancora abitate, boschi di latifoglie e radure con baite e ruderi.
Il percorso di circa 2 ore e 30 minuti, con un dislivello di 400 metri, è adatto a tutti, indicato con i cartelli e i segnavia bianco-rossi (prestare attenzione nel tratto tra la località Corna e il ponte della Corna perché scivoloso).

 

 

 

 


ITINERARIO
Il sentiero è già indicato a Campo Tartano, da un cartello in legno con la scritta gialla, e inizia dove il Ponte nel Cielo collega CampoTartano con la località Frasnìi (Frasnino), una radura a 1063 m con un chiosco, un bivacco sempre aperto ed un capanno per il birdwatching (è possibile raggiungere Frasnìi anche seguendo il sentiero 163 in direzione diga di Colombera).

L’itinerario percorre un tratto di un’antica via per gli alpeggi sino a superare Faìi (1227 m slm), e, poco dopo, al bivio, segue il sentiero di destra e raggiunge il ponte in legno della Pèscia. Lì, più in alto, ci sono le costruzioni in sasso di Masunàscia (1366 m slm).
Il maggengo Fòop, a quota 1368 metri, è a circa 20 minuti di cammino. Il passaggio è tra le baite, una – in particolare – è un esempio di costruzione lignea blockbau.
Il tracciato giunge ad un altro incrocio: inizia sulla sinistra la discesa per la località Corna, o Barciòk (1170 m slm). La mano di abili valligiani ha intagliato un tronco per raccogliere la sorgente de Aqua déla Ram, un’acqua ferruginosa.
sorgente Aqua déla Ram 

È poco distante, ma è bene un’attenzione in più perché il terreno è spesso scivoloso, il terzo ponte del percorso: il Ponte della Corna, sospeso tra le rocce ed ancorato con funi in acciaio.
ponte della Corna
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La salita ricomincia per raggiungere, poco sotto la Strada Provinciale 11, la mulattiera, collegamento tra Tartano e Campo Tartano fino agli anni ’60, che prosegue con il tratto più suggestivo e, per chi oriundo e nato nella prima metà del ‘900, ricco di ricordi: il ponte di Vicima (1115 m slm) con la galleria, costruito nel 1933 e percorso sino al 1969, quando è stato realizzato il più moderno viadotto. «Questo robusto manufatto, lanciato tra rocce dirupate […] mi pare assuma un significato particolare: è il superamento rivoluzionario di una concezione della vita, di una cultura, il rifiuto netto di una situazione umana», così scriveva Don Antonio Cerfoglia in La Val Tartano.
foto dalla galleria con vista verso chiesa di Tartano
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Il percorso, raggiunta la carrabile continua verso la contrada Cosaggio con la mulattiera che raggiunge la contrada Ronco ed il quinto ed ultimo ponte, detto dil Sirti.
Gli ultimi metri per il ritorno a Campo Tartano sono da percorrere sulla SP 11.
Esperienza YOGA
Inspira. Espira. La montagna, quieta, è il luogo ideale per riposare e rigenerare corpo e mente, con la natura come compagna.

L’Albergo Gran Baita (www.albergogranbaita.com), in Via Castino al civico 7, una struttura in tipica architettura montana, ospita in primavera ed in autunno (su richiesta) corsi e seminari di yoga, organizzati da maestri accreditati.
Le lezioni, su decisione degli insegnanti, sono aperte a tutti oppure dedicate ai propri allievi.
La struttura, con gli interni in abete chiaro e ampie finestre, ha 2 locali appositi per la pratica e propone ai partecipanti un menù vegetariano.E per chi privilegia il gusto, ci sono i piatti della tradizione, come la polenta, che nei weekend dal 26 ottobre al primo dicembre sarà protagonista della rassegna “Delizie di Polenta”.

Gli ingredienti per un weekend di relax sono pochi e semplici, come la natura ed il proprio corpo, in simbiosi, ed è possibile, così, ritrovare un equilibrio a poca distanza da Morbegno, in Val Tartano.

 

 

Il valtellinese Remo Martinoli, presidente della 50&Più della provincia di Sondrio, è stato eletto nel Consiglio della 50&Più nazionale. Si tratta di una realtà che è nata nel 1974 e che in Italia riunisce 330mila soci over 50 del terziario.
50&Più ha rinnovato le cariche nazionali

 

 

L’elezione è avvenuta nel contesto del rinnovo delle cariche della categoria per il prossimo quinquennio, che ha avuto luogo nell’assemblea nazionale tenutasi a Baveno sul Lago Maggiore venerdì 12 luglio ed è culminato nell’elezione di Carlo Sangalli, attuale presidente di Confcommercio, a nuovo presidente nazionale 50&Più, quale successore di Renato Borghi. Il Consiglio Nazionale della 50&Più è risultato composto di 30 rappresentanti e Remo Martinoli è tra i quattro lombardi eletti.
Le parole di Martinolli
“Sono molto onorato – ha commentato Remo Martinoli, da lungo tempo attivo nell’attività di rappresentanza dell’Unione del Commercio e del Turismo ed eletto presidente della 50&Più provinciale proprio nel recente rinnovo cariche dell’associazione – di essere entrato nel Consiglio nazionale e sono molto soddisfatto del peso che la 50&Più della Lombardia ha fatto valere presentandosi unita e compatta. La nostra regione, infatti, è riuscita a esprimere quattro consiglieri (Sondrio, Brescia, Mantova e Varese). La 50&Più ha un ruolo molto attivo e propositivo all’interno della galassia Confcommercio, e con il suo bagaglio di esperienze è un punto di riferimento per le nuove generazioni. Nell’incarico appena assegnatomi darò il massimo impegno per farmi portavoce dei valori della nostra provincia montana”.

GoInUp 2019, Daniel Antonioli e Roberta Ciappini si aggiudicano anche la quarta prova

 

Daniel Antonioli e Roberta Ciappini sempre più leader di circuito GoInUp 2019.

 

La partenza dalla piazza di Mellarolo e l’arrivo al Rifugio della Corte sono stati teatro della seconda edizione della Kurt-up, quarta prova del circuito GoInUp. Il comitato organizzatore dello Sport Race Valtellina ha riconfermato il selettivo percorso del 2018, un bel tracciato di 2,3 km con 430 metri di dislivello positivo. Gli atleti,  dopo aver lasciato l’abitato di Mellarolo, hanno raggiunto su mulattiere le zone Moia e Bruciata, per poi proseguire nel sottobosco fino a calpestare i verdi pascoli del maggengo della Cort.

La Kurt-up maschile inserita nel circuito GoInUp

Viste le ottime condizioni del meteo e lo scopo benefico del circuito alla partenza si sono presentati ben 280 atleti. Come da pronostico il forte atleta del Cs Esercito Daniel Antonioli ha imposto un ritmo altissimo per staccare i diretti avversari, ma appena passato la zona Moia è stato messo nel mirino dal forte giovane skialper Daniele Corazza. I due hanno proseguito appaiati fino ai 300 metri dall’arrivo. Qui la determinazione e la grinta di Antonioli hanno fatto la differenza. Con uno sprint fulminante è andato a vincere la seconda Kurt-up davanti a Corazza, terza piazza per Filippo Curtoni, quarto Davide Zugnoni e quinto Mirko Bertolini.

FESTEGGIAMNENTI PER I 40 ANNI DI SACERDOZIO DON DIEGO FOGNINI – PRESENZA A SORPRESA  DI DON CIOTTI FONDATORE DEL GRUPPO ABELE E DELL’ASSOCIAZIONE ” LIBERA” 

«Don Diego Fognini, una vita per gli altri e per la giustizia»

 

Quarant’anni di sacerdozio e da quasi trenta un impegno in prima linea come operatore antidroga. Domenica scorsa la festa nella sua comunità, con l’arrivo a sorpresa di don Ciotti – «Tappa importante, avanti così».

Festa grande per i primi 40 anni di sacerdozio di don Diego Fognini che per l’occasione ha ricevuto la visita di un collega speciale, al quale è legato da anni, don Luigi Ciotti.

 

Oggi alle 11 nella parrocchia di Categgio si celebrerà una Messa per questa ricorrenza, ma domenica scorsa don Diego, parroco e operatore antidroga attivo da quasi trent’anni con la comunità territoriale e di accoglienza “La Centralina” a Cermeledo, un’autorità nell’impegno al contrasto dello spaccio e delle sostanze e nell’accoglienza degli ultimi, insegnate amatissimo, è stato festeggiato a casa, nella sua comunità. Ospiti, amici, la sorella Lucia e i preti che sono stati ordinati con lui gli hanno regalato una giornata gioiosa e una bella sorpresa, l’arrivo di don Luigi Ciotti, ispiratore e fondatore del Gruppo Abele per l’aiuto ai tossicodipendenti e altre dipendenze e dell’associazione Libera contro i soprusi delle mafie, che ha concelebrato la funzione religiosa programmata per la giornata.

«Proprio non me l’aspettavo, sono stato davvero felice e ringrazio tutti per la bella giornata passata insieme – dice don Diego, che riflette sui 40 anni di attività religiosa e di vocazione -. Una tappa importante certamente e la prospettiva è di continuare, cercando di portare avanti bene il lavoro in comunità e di stare sempre vicino alla gente, è la cosa che ho cercato di fare in questi 40 anni e credo sia l’aspetto più importante dell’essere prete. Insieme a questo è indispensabile ci sia coerenza fra la Parola che annunci e lo stare con gli altri».

Toccanti le parole di don Ciotti che hanno commosso il festeggiato. «Sono venuto molto volentieri per essere al suo fianco in questa giornata di gioia di festa e di consapevolezza – ha affermato don Ciotti -. A lui voglio molto bene, anche se ci si incontra un po’ di sfuggita, perché è un sacerdote di una Chiesa che parla chiaro senza reticenze e non si limita a predicare il Vangelo, ma lo vive nella sua ricerca di verità, nel suo impegno contro le ingiustizie, violenze, gli abusi di potere». E ancora: «Don Diego ti voglio bene perché ho ascoltato anche oggi come hai insegnato a tutti noi il Vangelo. Vangelo che è uno strumento di giustizia, di affermazione della dignità e della libertà umana. Don Diego è sempre andato incontro alla speranza di giustizia di ogni persona al di là delle fedi, degli orientamenti culturali e gli voglio bene perché ho trovato nella sua fantasia, nella sua creatività e nei suoi colori con cui si veste sempre, perché è sempre molto colorato, il suo specchio e la speranza di colorare la propria vita e quella degli altri». Quindi ha concluso: «E allora non chiudiamo il Signore solo dentro i tabernacoli, dobbiamo diventare capaci di incontrarlo nei tanti tabernacoli che sono dentro la vita, la storia, le fatiche delle persone. Ecco 40 anni di sacerdozio, di impegno, l’accoglienza di tutti con i propri limiti e le proprie disgrazie significa questo, significa metter in atto la Parola che illumina, che scuote, che consola, perché questo è il Vangelo: un insieme di fede, etica e impegno politico come lo definì Paolo VI: la più alta ed esigente forma di carità e di servizio per il bene comune. Quindi auguri don Diego, sono venuto qui volentieri per spezzare questo pane e per fare in modo che non sia solo chiuso in un tabernacolo».


Alla “Notturna” di Ardenno 2019 organizzata dalla locale sportiva con il supporto del titolare dell’Agriturismo ” La casa del Baff” Angelo Cerasa prevale nettamente la nostra campionessa Roberta Ciappini, azzurra di corsa in montagna, aggiudicandosi il primo posta sul podio nella gara femminile con il tempo di 13,46. Il ricavato della manifestazione sarà devoluta al progetto”Scuola in Africa.

Elezioni Comunali, nominato il commissario a Civo

Resterà in carica fino a quando si si svolgeranno nuove elezioni.

DOPO IL MANCATO RAGGIUNGIMENTO DEL QUORUM IL PREFETTO DELLA PROVINCIA DI SONDRIO DOTT.SSA PAOLA SPENA HA NOMINATO IL COMMISSARIO PREFETTIZIO PER IL COMUNE DI CIVO.

Civo, misuratori del radon in municipio e nelle scuole

Civo, misuratori del radon in municipio e nelle scuole

Gli architetti Dell’Oca e Fasendini effettueranno i rilevamenti per verificare la presenza o meno del gas.

Avviate le misurazioni negli edifici di proprietà del Comune in frazione di Serone per verificare l’eventuale presenza di gas radon. L’amministrazione locale ha incaricato nelle scorse settimane gli architetti specializzati Matteo Dell’Oca e Andrea Fascendini di esaminare gli edifici che ospitano la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e gli uffici del municipio. Obiettivo è quello di verificare la situazione come base su cui, in caso di dati che dimostrassero una concentrazione pericolosa di questo gas nocivo, studiare soluzioni a tutela della sicurezza di chi trascorre in questi spazi gran parte della giornata.

«Abbiamo posato due dosimetri in ognuna delle tre strutture comunali – spiega il tecnico Matteo Dell’Oca – che resteranno in loco rilevando le concentrazioni di radon per circa un mese. Si tratta di una analisi a breve termine che fornirà prime indicazioni conoscitive sulla condizione degli edifici. Una sorta di analisi preliminare indispensabile però per valutare i passi successivi, ove ve ne fosse bisogno. Di certo una dimostrazione di sensibilità da parte del Comune verso il tema del gas radon che sempre di più viene preso in considerazione». A riguardo, saranno gli stessi Dell’Oca e Fascendini a tenere all’inizio di giugno un corso rivolto a progettisti e tecnici che rientra nella formazione per architetti e ingegneri dal titolo “Il gas radon. I rischi per la salute negli edifici e negli ambienti di lavoro”.

Il Comune di Civo avvisa che dal 9 giugno 2019 sarà attivo il servizio di trasporto pubblico locale che vede interessata la Frazione di Cevo riguardo l’apertura dell’ambulatorio medico di famiglia presso la RSA “La Colonia di Roncaglia” con prosecuzione da e per Morbegno.

Per la lettura completa del comunicato cliccare su:

orari trasporti (2)

 

ROBERTA ANCORA UNA VOLTA CI STUPISCE. 

 

                                                             DA GIORNALE ON LINE DELLA PROVINCIA DI SONDRIO

 

DAL GIORNALE ON LINE “CENTRO VALLE”

 

Dopo le polemiche al via i lavori

Percorso Ersaf rivisto in Val di Mello: la soddisfazione della Guide Alpine

Dopo mesi di scontri e confronti si è trovata una mediazione: «Il progetto così pensato è più sensato e rispettoso dell’ambiente. Siamo contenti che la vivace discussione abbia portato ad una soluzione di buon senso»

Dopo le polemiche al via i lavori
ono soddisfatte le Guide Alpine della Val di Mello del risultato ottenuto dopo mesi di contrattazione per la tanto discussa realizzazione di un sentiero alla portata di tutti sulla sponda orografica sinistra della “valle incantata”. Una mediazione “a fuoco lento” con Ersaf e Regione Lombardia, fatta di sopralluoghi, confronti, scontri e petizioni (oltre 60mila le firme di sostegno ricevute), capace, alla fine, di portare i risultati sperati.

«Il comunicato ufficiale dell’Assessore Regionale alla Montagna, Massimo Sertori, ha confermato che il progetto pista per disabili sarà ridimensionato a “normale manutenzione” della traccia di sentiero del lato sinistro orografico della Val di Mello.  Il progetto così pensato è più sensato e rispettoso dell’ambiente di quel lato di valle. Siamo contenti che la vivace discussione abbia portato ad una soluzione di buon senso. Questo era ciò che chiedevamo già all’inizio delle proteste, di non creare un doppione di strada che c’è già» hanno commentato le Guide Alpine della valle retica.

«Niente “cattive idee”: no spianature importanti, no passerelle, no sassi sventrati e speriamo anche no gabinetti sperduti in mezzo alla valle. Una traccia che si potrà percorrere con le joelette ma non con le carrozzine.  Qualcosa si farà lo stesso, si toccherà, ma comunque sarà qualcosa di “ri-mangiabile” dalla natura stessa» hanno aggiunto con un certo sollievo le Guide.

Ora al via i lavori, con un occhio sempre attento perché le promesse fatte vengano mantenute: «Monitorare i lavori non è il nostro compito ma in ogni caso, in Val di Mello, le Guide ci lavorano quasi quotidianamente. Sarà sotto i nostri occhi quello che verrà fatto. Inoltre, la Val di Mello è a portata di mano e sotto gli occhi di tutti, dobbiamo essere tutti vigili. Grazie a tutti quelli che hanno sostenuto la Val di Mello in sua difesa» hanno concluso i professionisti della montagna.

                                                                 DA COMUNE DI CIVO
L’ambulatorio di CEVO dal 20 maggio 2019 verrà trasferito presso la struttura “La Nuova Colonia” nella frazione di Roncaglia di Sotto 
Si trasmettono in allegato informative relative all’ apertura del nuovo ambulatorio comunale in frazione Roncaglia di Sotto a far data dal 20.05.2019, unitamente agli orari di trasporto verso la struttura
Cordiali saluti.
Il Sindaco – Massimo dott. Chistolini
Silvana Camero – Istruttore Contabile -0342 650073/4 

Per leggere il comunicato cliccare su:

avviso apertura ambulatori

orari trasportiorari trasporti

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, albero e spazio all'apertoL'immagine può contenere: 1 persona, bevanda, tabella e spazio al chiuso

Il Paese di Cevo stà accogliendo la memoria di una persona che ha avuto i natali in questo luogo ed ha vissuto la sua giovinezza fino al momento del suo allontanamento avendo sempre nel cuore il suo amato paese.
                                                                CIAO DINO

Alle elezioni amministrative del Comune di Civo in data 26/05/2019 presente sola una lista civica.

LISTA CIVICA
INSIEME PER CIVO

CANDIDATI:

GIAMPIERO CAMERO

MASSIMO RE
LORENZO CERASA
FABRIZIO MARTINOLI
GIOVANNI MOLTA
LETIZIA MAGHINI
RICCARDO POLI
GIUSEPPE VANINA

                                                                     DA COMUNE DI CIVO

AVVISO TRASFERIMENTO AMBULATORI MEDICI

Si informa che a decorrere da lunedi 20 maggio 2019 gli ambulatori di Serone e Cevo saranno trasferiti nel nuovo ambulatorio medico presso il Vomplesso socio sanitario “La Colonia” in Roncaglia di sotto con i seguenti orari di apertura:

Ambulatorio medico
Dott.ssa Romegialli Giuliana riceve: lunedì- martedì- mercoledì – venerdì dalle ore 8,00 alle ore 9,00

Dott.Giarratana Pasquale riceve :giovedì dalle ore 8,00 alle ore 9,00

 

 

LA NOSTRA CAMPIONESSA ROBERTA CIAPPINI ANCORA UNA VOLTA SUL PODIO CON UN TEMPO DI 20,19

 

 

 

In campo femminile una superba ROBERTA CIAPPINI  (Recastello Radici Group) taglia prima il traguardo in Località Pioda con il tempo di 20’19” abbassando il tempo dello scorso anno di oltre due minuti davanti alle combattive Sara Asparini (vincitrice della prima edizione) e Gisella Beretta.

 

 

OinUP, buona la prima. La pioggia non ha fermato il popolo delle corse in verticale che, giovedì sera, si è ritrovato ad Ardenno per l’edizione 2019 della Pietro Verical.

259 concorrenti

Ancora una volta condizionata da un meteo inclemente, la prima tappa del circuit no profit della Bassa Valtellina ha visto ai nastri di partenza 259 concorrenti. Nonostante lo scopo benefico e la formula non agonistica, nelle posizioni di testa è stata bagarre con l’azzurrino di skialp Daniele Corazza (Team Crazy Idea) sempre alla testa del gruppo sin dai primi metri. Il forte atleta di Regoledo di Cosio è riuscito ad abbassare il tempo dello scorso anno fatto registrare da Filippo Curtoni, quest’anno secondo, di 10 secondi. Sul podio con loro è salito un altro scalatore orobico di talento, Davide Zugnoni.

 

 

 

 

LA NOSTRA CAMPIONESSA ROBERTA CIAPPINI, HA DIMOSTRATO ANCORA UNA VOLTA LE SUE CAPACITA’ SPORTIVE AFFRONTANDO LA DURA E FATICOSA GARA DEL” VERTICAL TUBE” CON UN RAGGUARDEVOLE 7° POSTO CATEGORIA FEMMINILE CON IL TEMPO DI 19,30.

Vertical Tube, record e vittoria di Hannes Perkmann, al femminile brilla Sortini

 

Hannes Perkmann ce l’ha fatta. Vincitore nel 2017 e nel 2018 tornava oggi con un solo obiettivo: battere il record di Bernard Dematteis, ovvero il 14’02” registrato nella prima edizione del 2015. Tripletta sorprendente e un nuovo record: demolito il muro dei 14 minuti, da oggi il tempo da battere è 13’54”.

Altra esplosiva prestazione è stata quella del giovane Alberto Vender, reduce dal raduno con il Mountain Running Italian Team. L’atleta portacolori del Atl. Valchiese-Salomon Italia ha spodestato il veterano Emanuele Manzi dal secondo posto e riscattato il terzo posto raggiunto lo scorso anno con il crono di 14’21”. Completava il podio Manzi, in veste anche di organizzatore, che riusciva ancora una volta a ritagliarsi un posto nella top 3 del Vertical Tube. Medaglia di legno per Fabio Ruga (La Recastello Radici Group), che chiudeva in 14’57” la sua fatica. Entrava nella top 5 l’austriaco Jaco Mayer (15’06”) seguito da Andrea Acquistapace (15’09”), Francesco Leoni (15’17”) e il fondista Claudio Muller (15’34”).

Al femminile sorprende la prestazione della non-élite portacolori dell’Us Malonno Valentina Garattini (17’49”), che guidava la classifica provvisoria fino alle prestazioni di Elisa Sortini e Katarzyna Kuzminska. L’atleta valtellinese, migliore azzurra ai mondiali di Canillo 2018, confermava ancora una volta il suo livello imponendosi sulle avversarie con il tempo di 17’08”. Si ripeteva la polacca Kuzminska (Atl. Canavesana), seconda come nel 2018 fermando il cronometro a 17’27”. Giù dal podio Samantha Galassi (Recastello Radici Group), che con 18’31” precedeva Camilla Magliano (Podistica Torino), all’esordio di questa particolare sfida verticale. Bene anche il 6° posto di Elisa Compagnoni (19’08”) reduce da un infortunio, seguita da ROBERTA CIAPPINI TEMPO 19,30

 

«Dono un rene, voglio essere d’esempio»

 

Dono un rene, voglio essere d’esempio»

Sergio Lotti, 59 anni di Ardenno, sta attendendo il giorno dell’operazione in favore di un nipote. «Ho pensato fosse normale, ora spero che si diffonda questa forma di generosità quando si è ancora in vita».

«Mio nipote una volta saputa la mia scelta mi hai detto grazie, uno dei nostri grazie, dove ci ho visto dentro tutto». Il nipote si chiama Marco ha 35 anni e vive a Rimini. Lo zio, invece, è Sergio Lotti, 59 anni, anche lui è nato nella città romagnola, ma da anni risiede ad Ardenno, dove vive con la moglie Stefania. Nonostante la trasferta valtellinese, il legame di Lotti con la sua famiglia d’origine è indissolubile e strettissimo. Per questo, quando si è trattato di prendere una decisione per salvare la vita del nipote, che sta a Rimini con la madre (sorella di Lotti), il padre e una sorella, Lotti non ha avuto un attimo di titubanza e ha cominciato il cammino per donare a Marco un rene.

Un gesto grande, di certo non scontato, che mette a nudo un legame profondo che è veicolo di un messaggio altrettanto importante, quello della donazione di organi anche da vivi. Una pratica ancora poco diffusa rispetto ai reali bisogni di una popolazione che di anno in anno ingrossa le fila delle liste di attesa di pazienti bisognosi dell’aiuto di un donatore. Per questo Lotti, innanzitutto, si è messo a disposizione del nipote sottoponendosi sia alla lunga trafila burocratica del caso, sia ai passaggi medico sanitari che lo avvicinano gradualmente al trapianto all’ospedale di Verona, poi ha voluto rendere pubblico il suo percorso, che sarà al centro anche di prossimi appuntamenti divulgativi dell’Aido (Associazione donatori organi). «Mi sto confrontando con l’associazione, alla quale non sono iscritto, di Rimini e di Ardenno – spiega Lotti – per partecipare a momenti di sensibilizzazione verso la popolazione, per portare la mia testimonianza, che potrebbe servire a incoraggiare anche altri a fare lo stesso». In termini temporali gli ultimi esami, utili a monitorare lo stato di salute e l’idoneità al trapianto, Lotti li ha fatti a marzo, ma l’ardennese ha cominciato ad affrontate il suo viaggio tempo prima e altro tempo ci vorrà per arrivare all’operazione finale, per la quale non è ancora stata fissata una data certa. «Sono dieci anni che mio nipote soffre di un’insufficienza renale cronica e due anni fa ci siamo trovati davanti a una scelta. Per motivi di salute dei genitori, la giovane età della sorella, ho deciso io di donargli un rene, mi è sembrato del tutto normale e non ho avuto né esitazioni né paure. Marco soffre di una patologia grave che lo costringe alla dialisi fino a che non si ha la possibilità del trapianto».

Il primo colloquio con il medico del Centro dialisi di Rimini risale a novembre del 2017, «da lì le analisi incrociate con mio nipote, gli incontri con psicologi e medici si sono moltiplicati, ora speriamo che i tempi per il trapianto si avvicinino». E aggiunge: «Nel nostro Paese la donazione di organi da vivente è possibile, anche se la normativa è piuttosto complessa e il sistema farraginoso. Si può donare un rene e parte del fegato, una donazione parziale di polmone, pancreas e intestino a titolo libero e gratuito. Ora mi auguro di superare tutti gli ostacoli del caso e soprattutto di meritarmi quel grazie di Marco, che tutta la nostra famiglia, da sempre mia grande sostenitrice, vuole torni a stare bene».