Category: PAESE DI CEVO


“Sono cresciuta alla scuola del bitto le mucche sono le mie amiche”

Vive in Valtellina e ogni giorno aiuta i genitori a tenere le bestie mungere e lavorare il latte, estrarre la cagliata e “tenere su la grana”

Serena Martinoli, 19 anni, fa la margara in Val Masino (Sondrio)

 
 
 
 
Pubblicato il 15/09/2017
 
 

Serena Martinoli ha 19 anni e fa la margara in Val Masino, valle laterale della Valtellina, in provincia di Sondrio. Vive a circa 700 metri di quota e ogni giorno aiuta i genitori a tenere le bestie, mungere e lavorare il latte, estrarre la cagliata e «tenere su la grana», come si dice. Presto, c’è da scommettere, sarà in grado di fare tutto da sola: dopo il diploma in ragioneria, causa problemi di salute della mamma ora superati, si era trovata di punto in bianco a fare questo lavoro; ma ha imparato in fretta e con passione, tanto da essere uno degli esempi che compaiono nel libro di Slow Food Formaggi naturali. Viaggio alla scoperta dei migliori d’Italia, una cinquantina di produzioni a latte crudo e senza aggiunte non autoctone scelte da Piero Sardo, promotore della svolta. Il libro contiene «le storie eroiche di chi li produce e le schede per scoprire l’assoluta eccellenza italiana nel panorama caseario», Serena è una di queste: «A sentirla parlare – si legge – mentre munge con calma la vacca, pare molto più grande della sua età. Scandisce le parole in modo tranquillo e ponderato ma si intuisce che sotto ci sono un carattere fermo e idee chiare».  

 

Energia e consapevolezza trasmesse anche di persona: «Abbiamo 35 mucche e due cavalli, mi sono rimboccata le maniche e con papà ho preso in mano l’azienda, anche mamma mi ha insegnato».  

Serena ha una grande passione per le vacche e l’alpeggio: «La mia razza preferita è la valdostana, non fanno tanto latte e sono cattive con le altre mucche, ma docili con le persone». Gli animali la riconoscono e contraccambiano: «Quando Gagia mi vede arrivare col secchio per mungere comincia a muggire; papà invece va d’accordo con Michelle». 

 

Con Gaia, Ambra, Stella, Aura, Gioia, Michelle, Ginger, Ebert, Edelweiss, Gina e le altre d’estate salgono in montagna, dai 1560 ai 2000 metri; i formaggi vanno al Presidio Slow Food: il formaggio Storico ribelle, già Bitto Storico, è uno dei simboli della produzione casearia lombarda. Mamma Donatella da qualche anno lavora il latte anche in inverno: «Prima lo portavamo alla latteria del paese vicino, poi ha chiuso. Faccio i matüscin (formaggette a pasta cruda a forma di focaccina), vanno molto bene». Serena cerca vie nuove, vorrebbe provare a fare lo yogurt.  

Il futuro? «Dipende da come va il mercato – dice Serena – non si può lavorare 24 ore per 365 giorni l’anno per poco, un minimo guadagno bisogna averlo; non è lavoro di otto ore che poi stacchi e non ci pensi più… Quest’anno era tutto secco, abbiamo tribolato sia per l’erba che per l’acqua».  

 

Papà Samuele pensa che la figlia, se troverà un lavoro, non salirà più in alpe il prossimo anno. Ma Serena «cresciuta alla scuola del bitto di mamma Donatella – si legge nel libro di Slow Food – rappresenta una promessa che lo Storico ribelle non può permettersi di perdere. Il mercato va creato valorizzando i prodotti dei “ribelli del bitto”, estivi e invernali. È un impegno al quale la società Valli del Bitto Spa benefit e il Presidio Slow Food non si sottraggono». Va tutelata la speranza di tanti ragazzi come Serena che senza prospettive vanno a lavorare fuori, anche se le famiglie hanno stalle, animali, terra buona su cui vivere.  

 
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INAUGURAZIONE MARCIAPIEDE A CEVO 2017

Tra le opere preventivate dal Comne di Civo vi era la costruzione del marciapiede nella frazione di Cevo.

Tale opera è stata conclusa nel luglio del 2017 con l’ inaugurazione dello stesso con la presenza del sindaco di Civo Massimo Chistolini e la giunta rappresentata ai consiglieri: Gabriele Cerasa – Pietro Mauri – Mimmo Martinoli ed il progettista Matteo Moraschinelli. Folta la presenza dei cittadini. La banda musicale presente intonanando l’inno nazionale ha dato inizio alla celebrazione.

In quel di Cevo, paesino solare della Bassa valtellina, attorniati da splenditi monti e vegetazione rigogliosa si è svolta la prima festa degli over 65. Il motto dei partecipanti: Mangiare – bere – e cantare. Lo scopo è quello di riunire e  coinvolgere le  persone della terza età in un contesto atto a creare solidarietà e convivenza.

La nostra campionessa è stata convocata per il raduno corsa in montagna a Darfo Boario

Belotti, Gaggi, CIAPPINI e Oregioni insieme a Boario per allenarsi alla stagione agonistica 2017

Con l’arrivo della primavera inizia il periodo dei raduni, momenti fondamentali per imbastire quella che sarà la stagione agonistica 2017. In particolare, per la corsa in montagna, ci sono da porre le basi della squadra nazionale che andrà ad affrontare Europei e Mondiali, questi ultimi organizzati in casa in un doppio imperdibile appuntamento a Premana in Valsassina. Ed il percorso del Mountain Running Italian Team parte da dove è partito negli ultimi due anni dal raduno di inizio stagione a Boario Terme, che vedrà impegnati 22 atleti dal 20 al 26 marzo. Quattro le atlete valtellinesi convocate le esperte Valentina Belotti e Alice Gaggi affiancate dalle giovani promesse ROBERTA CIAPPINI e Arianna Oregioni.

 

LA NOSTRA CAMPIONESSA HA, ANCORA UNA VOLTA, DIMOSTRATO LE SUE CAPACITA’ ATLETICHE

Atletica, grande prova di Roberta Ciappini al Campaccio

Atletica, grande prova di Roberta Ciappini al Campaccio

Nel gotha del cross il giorno dell’Epifania, la giovane Roberta Ciappini (G.S. CSI Morbegno) si è presa il lusso di conquistare un 12° posto assoluto

Atletica, grande prova di Roberta Ciappini al Campaccio

Nel gotha del cross, sui prati del prestigioso Campaccio, il giorno dell’Epifania, la giovane ROBERTA CIAPPINI (G.S. CSI Morbegno) si è presa il lusso di conquistare un 12° posto assoluto (e quinta delle italiane) nella velocissima gara donne di 6 km vinta dalla keniana Hellen Obiri (argento olimpico nei 5000 metri) con il nuovo record di 18’32”. Ciappini ha chiuso in 20’57”, quarta delle under23, precedendo un’icona della maratona azzurra come Ivana Iozzia.

Tra gli altri risultati di spicco, al 60° Campaccio, la vittoria di Elisa Rovedatti (G.S. CSI Morbegno) nelle ragazze 2004 ed il terzo posto, nella stessa categoria, di Elena Galli (G.P. Valchiavenna), la vittoria di Roberto Pedroncelli (G.P. Santi Nuova Olonio) nei master 50, il 2° posto di Davide Curioni (G.P. Santi Nuova Olonio) nei cadetti 2002 e l’argento di Cinzia Zugnoni (G.S. CSI Morbegno) nelle master 45.

Nella gara maschile clou di 10 km vittoria in volata per l’etiope Muktar Edris (che bissa il successo del 2013), davanti al connazionale Imane Merga e al keniano Jairus Birech. Primo degli italiani Yeman Crippa.   

 

 

 

Video della Valmasino

Natale 2016

CRONACA: Bronzo, come nel 2015 a Hyères (Francia), per la formazione under 23 femminile con l’emiliana Christine Santi (decima, 19:59), le lombarde Silvia Oggioni (14esima, 20:12) e Roberta Ciappini (19esima, 20:27), l’umbra Costanza Martinetti (24esima, 20:37), la modenese Giulia Mattioli (29esima, 20:46) e la sarda Alice Rita Cocco (41esima, 21:04). Vittoria alla la polacca Sofia Ennaoui (19:21), già finalista olimpica dei 1500 metri a Rio, mentre il titolo per team va alla Gran Bretagna (26 punti) davanti alla Germania (33).

Concerto – Concerto di 5 campane ambrosiane, re3, mi3, fa#3, sol3 e la3, della ditta G. Pruneri di Grosio, 1874 – Domenica 27 marzo 2016 (S. Pasqua), h. 9.30; cfr.

 

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Tra i partecipanti alle Olimpiadi 50&più svoltasi nella località di Marina di Pisticci in provincia di Matera classificandosi al 18^ posto sono intervenuti i nostri: MARISA BONESI E REMO MARTINOLI ed un nutrito numero di valtellinesi

 

Olimpiadi 50&più, ottimi risultati per i nonni valtellinesi
Sport, relax e convivialità si sono confermati gli ingredienti di successo delle Olimpiadi 50&Più, evento nazionale itinerante che quest’anno ha fatto tappa in Basilicata. L’atteso appuntamento, alla sua 23a edizione, ha avuto luogo nella località di Marina di Pisticci in provincia di Matera, dal 9 al 19 settembre. I ‘veterani’ 50&Più provenienti da tutta Italia si sono cimentati nelle diverse discipline sportive previste dalle Olimpiadi: nuoto, maratona, marcia, tiro con l’arco ecc.. I concorrenti hanno gareggiato suddivisi in categorie e per classi d’età.

La rappresentanza valtellinese si è nuovamente distinta per sportività e voglia di divertirsi. Per la provincia di Sondrio i partecipanti sono stati in tutto 14: Silvana Bassi, Marisa Bonesi, Andrea Chistolini, Anna Maria Cometti, Andreina Corvi, Gianni De Stefani, Alba Dei Cas, Remo Martinoli, Giovanni Morelli, Italo Patriarca, Gina Pedretti, Dino Succetti, Elsa Vanotti e Santina Vanotti.

I nostri sportivi hanno ottenuto il 18° posto assoluto sul totale delle 39 province partecipanti e 2 medaglie. Queste ultime sono state vinte da Elsa Vanotti e Andreina Corvi, che si sono aggiudicate rispettivamente la medaglia d’argento e la medaglia di bronzo nella maratona. Vanotti e Corvi si sono entrambe messe in evidenza anche per un buon piazzamento nella marcia.

Tra gli atleti valtellinesi che si sono maggiormente distinti, anche Remo Martinoli che ha messo a segno il 4° posto sia nella marcia sia nella maratona. Anche gli altri olimpionici della nostra provincia che non hanno ottenuto medaglie hanno comunque contribuito al conseguimento del 18° posto nella graduatoria generale.

Intanto, nel pomeriggio di martedì 27 settembre, il consiglio della 50&Più della provincia di Sondrio si è riunito nella sede dell’Unione Cts. Tra i prossimi appuntamenti in programma, il presidente della categoria Valentino Zoaldi ha ricordato la gita a Mantova, raccomandando una numerosa partecipazione.L’iniziativa, che avrà luogo l’11 ottobre, è proposta dalla 50&Più di Sondrio congiuntamente alla 50&Più Lecco. Per informazioni e iscrizioni, gli interessati sono invitati a contattare al più presto Remo Martinoli, tel. 340-6769775.


 

Trofeo Kima 2016: il nepalese Gurung demolisce il record, secondo De Gasperi

Trofeo Kima 2016: il nepalese Gurung demolisce il record, secondo De Gasperi


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Trofeo Kima 2016: il nepalese Gurung demolisce il record, secondo De Gasperi

Si è disputata ieri, domenica 28 agosto,  in Val Masino il celebre Trofeo Kima,  seconda tappa del circuito Skyrunning Extreme Series 2016 che comprende le gare più tecniche del panorama mondiale dello skyrunning.

Il sentiero si sviluppa lungo sette passi, tutti sopra i 2500m, 52km da percorrere con ben 8.400m di dislivello totale: insomma numeri da capogiri. Come da programma, alle ore 6.30 i corridori del cielo sono partiti, pronti e carichi per affrontare quella che non è una semplice gara ma la gara per eccellenza.

Fin dai primi metri del tracciato i top-runner si sono posizionati nel gruppo di testa a tirare l’andatura. Dopo i primi 2000m di salita a condurre la gara c’erano i francesi Leo Viret, Alexis Sevennec e l’azzurro della forestale Marco De Gasperi.

Il trio in testa continua a dominare anche al passo del Cameraccio (2900m), ma, colpo di scena negli ultimi chilometri, il nepalese Gurung si avvicina sempre di più e nella discesa finale riesce ad avere la meglio su Marco De Gasperi che giunge secondo con il tempo di 6h12’09”.

Il vincitore dell’edizione 2016 del Trofeo Kima è dunque Bhim Gurung che demolisce il record del tracciato detenuto dal pluricampione Kilian Jornet, concludendo i 52km in 6h10’44”. A completare il podio è il francese Leo Viret seguito dal connazionale Sevennec e dal britannico Tom Owens.

Gara femminile dominata in assoluto dall’atleta del team Salomon Emelie Forsberg che nonostante si sia appena ripresa da un grave infortunio termina la gara in un ottimo tempo di 7h49’06”. Seconda con un ampio distacco è la neozelandese Ruth Croft (8h06’45”) seguita dall’italiana Emanuela Brizio(8h21’42”).

 

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Adda, qualcosa che – forse – non sapevate

 

 

 

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L’Adda (Ada in lingua lombarda, genere femminile) è un fiume dell’Italia settentrionale, il cui corso è interamente compreso nella Regione.

È il più lungo affluente del Po e, con un percorso che si sviluppa per 313 km, è il quarto fiume italiano per lunghezza dopo Po, Adige e Tevere.

Assai antica – e controversa – è l’origine del nome Adda, in latino Addua. Secondo un’etimologia di Cassiodoro (Variae XI, 14), il nome deriverebbe dal latino dua “due” con riferimento all’origine del fiume da due sorgenti anzichè da una sola;  altri studiosi ritengono invece che il nome sia di origine celtica, cioè che derivi dal vocabolo celtico “abda”che vale “acqua che scorre impetuosa”.

Adda come confine. Già sotto il dominio longobardo, tale fiume era confine tra Neustria e Austria. Dalla fine del Trecento alla fine del Settecento divise (a parte temporanee conquiste) il Ducato di Milano dalla Repubblica di Venezia, sino all’occupazione napoleonica. Interessante è il capitolo di intensa poeticità de “I promessi sposi” in cui il Manzoni descrive il tentativo di Renzo di raggiungere Bergamo per fuggire dal Ducato di Milano (nel quale era ricercato) alla Repubblica di Venezia. Attualmente il corso dell’Adda segna approssimativamente il confine linguistico tra i dialetti lombardo-occidentali e lombardo-orientali, mentre nella zona di Trezzo sull’Adda e dintorni il fiume segna il confine esatto tra la Provincia di Milano e quella di Bergamo.

Curiosità: il fiume Adda è il più visto nel mondo, ma anche il meno notato. Sapevate che sullo sfondo della Gioconda, il capolavoro di Leonardo da Vinci, sono rappresentate anse del fiume Adda nel territorio del Ducato di Milano? 

 

LEGGENDE NOSTRANE: IL GIGIAT

 

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Chi di voi non ha mai sentito parlare del Gigiàt? In pochissimi l’hanno visto, ma in molti ne parlano.

Di certo sappiamo solo che vive tra le vallate della Valmasino. Non si conosce con certezza neppure di che animale si tratti: probabilmente è un incrocio fra un caprone ed un camoscio, o forse uno stambecco, dal pelo lunghissimo – che si fa tosare ogni primavera- e dalle corna possenti. Le sue dimensioni sono gigantesche, tanto da poter attraversare un’intera valle con pochi balzi. L’aspetto più enigmatico di tutta la faccenda, però, è che, nonostante le sue dimensioni, ben pochi riescono ad avvistarlo, fondamentalmente solo le guide alpine. 

Il suo aspetto tutto sommato è buffo e goffo – soprattutto quando danza con le marmotte, inconfondibile il suo terribile odore, terrificante è la consuetudine di integrare la sua dieta, fondamentalmente vegetariana, con qualche pasto a base di escursionisti o alpinisti solitari, sorpresi ad addentrarsi nei suoi remoti territori.

 Della sua figura si legge, sulla parete di una casa di San Martino, all’imbocco della Val di Mello: “El Gigiat, nume tutelare de esta splendida valle. Buono con lo homo che natura rispetta, mala sorte a chi lo trovasse non rispettoso. Onori et gloria a chi el vedesse e notizia ne desse…” Animale fantastico sì, dunque, ma non bestia, anzi, quasi espressione di un’arcaica saggezza e giustizia, che non fa male al buono, ma punisce il malvagio.

Per questo è non solo temuto, ma anche rispettato: è ancor viva – tra i più anziani e i più saggi – la consuetudine di lasciare, d’inverno, un po’ di fieno nei prati, perché possa sfamarsi. Una manciata di castagne e del fieno viene lasciato sulla porta delle baite chiuse per l’inverno, affinchè il Gigiàt trovi un pò di ristoro.

 

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Magnificamente registrate da Massimo De Cas

Poesia  al santin cevo (2)

 

Simpatica poesia scritta da Albino e Marcello indirizzata ad un vecchio uomo di Cevo di nome, in  dialetto ” SANTIN”

Registrate da Massimo de Cas