Category: RICETTARIO VALTELLINESE


                                                                                   SCIATT

sciatt

Letteralmente sciatt, in dialetto valtellinese, vuol dire rospo. Gli sciatt sono croccanti frittelle di grano saraceno di forma tondeggiante con un cuore di formaggio fuso.
Ingredienti (per 4 persone)
200 g farina di grano saraceno.
100 g farina bianca.
250 g formaggio Valtellina Casera DOP.
Acquavite 1 bicchierino.
Acqua minerale gassata quanto basta.
Olio per friggere.
Sale.
Preparazione
Miscelare in una ciotola le farine, la grappa e il sale, aggiungendo acqua minerale, fino ad ottenere un impasto non troppo morbido. Tagliare il formaggio “Casera” a cubetti (di circa 2 cm di lato) ed immergerli nella pastella.
Raccogliere con un cucchiaio un cubetto di formaggio alla volta, adeguatamente ricoperto dall’impasto, e lasciarlo cadere nell’olio bollente.
Far colorire gli sciatt e scolarli.
Servire gli sciatt molto caldi adagiati su un letto di cicoria tagliata finemente e condita con olio e aceto.
Si consiglia di lasciare riposare la pastella per due ore prima di friggere.

 

 

Letteralmente sciatt, in dialetto valtellinese, vuol dire rospo. Gli sciatt sono croccanti frittelle di grano saraceno di forma tondeggiante con un cuore di formaggio fuso.
Ingredienti (per 4 persone)
200 g farina di grano saraceno.
100 g farina bianca.
250 g formaggio Valtellina Casera DOP.
Acquavite 1 bicchierino.
Acqua minerale gassata quanto basta.
Olio per friggere.
Sale.
Preparazione
Miscelare in una ciotola le farine, la grappa e il sale, aggiungendo acqua minerale, fino ad ottenere un impasto non troppo morbido. Tagliare il formaggio “Casera” a cubetti (di circa 2 cm di lato) ed immergerli nella pastella.
Raccogliere con un cucchiaio un cubetto di formaggio alla volta, adeguatamente ricoperto dall’impasto, e lasciarlo cadere nell’olio bollente.
Far colorire gli sciatt e scolarli.
Servire gli sciatt molto caldi adagiati su un letto di cicoria tagliata finemente e condita con olio e aceto.
Si consiglia di lasciare riposare la pastella per due ore prima di friggere.

Mangiare in Valtellina

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Qualcuno cucina RÜSÜMADA

 

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Un solo sorso soddisfa il fabbisogno energetico umano per qualche mese, se la bevete tutta avete risorse energetiche per un anno.

Visto che è caldo e tutto ciò che vorremmo fare è essere a mollo in qualche lago o mare, abbiamo meno energie di un koala in letargo e dobbiamo, nonostante tutto, lavorare o studiare o fare l’amore ecco per voi il GATORADE VALTELLINESE: la rüsümada.

  • Prendete l’uovo e separate il rosso dal bianco (il tuorlo dall’albume per i professionisti del settore).
  • Sbattete il rosso con un po’ di zucchero (quantità a piacere, se siete come mia nonna rigorosamente in quantità industriale)
  • Montate a NEVE (si a neve, sapete quella cosa bianca che cade in inverno e quando avviene questo magico fenomeno il tipico valtellinese intasa fb di fotografie come se la vedesse per la prima volta? ecco quella. Se anche per voi la nevicata è un momento raro, insolito ed eccezionale che avviene per una decina di volte tutti gli inverni tenete pronto instagram per fotografare come matti l’ #albumechesembraneve)
  • A questo punto avete due preparati: da una parte il rosso con lo zucchero e dall’altra parte la neve. Uniteli con estrema delicatezza.
  • Ora avete l’imbarazzo della scelta: potete aggiungere marsala, caffè oppure se siete di fegato buona qualsiasi tipo di vino fa al caso vostro. Liberate la vostra fantasia.
  • Bevete.