Category: Fauna montana


Trota iridea

Nome Latino Oncorhynchus mykiss
Famiglia Pesci

Trota iridea

Specie con molte varianti, nota anche come “trota americana”, è chiamata “iridea” per via della sua livrea arcobaleno. Dalla testa alla coda presenta una serie di macchioline nere. Rispetto alla trota fario, l’iridea è più slanciata, ha muso più tozzo, testa più piccola e un’apertura boccale meno ampia.
Può vivere una decina d’anni ed è una specie predatrice: le sue principali prede sono insetti, larve e vermi. Le sue carni sono di buona qualità. Gli esemplari in Italia non superano solitamente i 50 centimetri di lunghezza, a differenza dell’ambiente originario dove possono superare il metro. 

HABITAT
La specie, originaria del continente americano, è stata introdotta in quello europeo sul finire dell’Ottocento. Nel suo ambiente non originario fatica comunque a riprodursi autonomamente, per questo è oggetto di allevamento e immissione. Oggi si ritrova immessa in vari contesti ma la trota iridea ama fiumi e laghi di montagna, che offrono acque ben ossigenate e fredde. Nei torrenti alpini, comunque, raggiunge quote meno elevate rispetto alla trota fario.

Trota fario

Nome Latino Salmo trutta trutta
Famiglia Pesci

Trota fario
La trota fario, insieme alla trota lacustre e alla trota marmorata è il principale salmonide delle nostre acque dolci; può arrivare a lunghezze di oltre 70 cm e ha un corpo slanciato e fusiforme, con capo grande e bocca munita di robusti denti, adatti ad una dieta carnivora. Le pinne sono ben sviluppate e la livrea è molto variabile in relazione all’ambiente in cui vive: la colorazione di fondo è di solito olivastra o grigiastra, mentre sul corpo sono presenti macchie rotondeggianti nere e rosse. Al momento della riproduzione, tra novembre e febbraio, le femmine risalgono gli affluenti minori alla ricerca di aree poco profonde con substrato ghiaioso, per deporvi le uova. Ogni femmina depone 1600-2700 uova per Kg di peso corporeo, che richiedono un lungo periodo di sviluppo prima di liberare gli avannotti. La dieta è essenzialmente carnivora e costituita da invertebrati acquatici, piccoli pesci e insetti catturati sulla superficie.

HABITAT
L’habitat originario della trota fario è costituito dai corsi d’acqua torrentizi delle zone montane e degli ambienti di risorgiva della pianura padana. Il suo areale è ora molto più vasto in conseguenza alle attività di ripopolamento di cui è stata fatta oggetto la specie, che adesso si trova in tutte le acque correnti e lacustri in grado di ospitare Salmonidi. Il suo habitat preferenziale è comunque rappresentato da acque tumultuose, limpide, fresche e ossigenate. Nel Parco è presente diffusamente nei corsi d’acqua minori, anche a seguito di ripopolamenti.

Per gentile concessione del Parco Adda Nord

Sanguinerola

Nome Latino Phoxinus phoxinus
Famiglia Pesci

Sanguinerola

La sanguinerola è un pesce di piccola taglia (15 centimetri al massimo) che abita le acque correnti e lacustri fredde e ricche di ossigeno. Sopporta bene le forti correnti di montagna. Presenta un corpo allungato ricoperto da scaglie, pinne arrotondate e una banda laterale scura su ogni fianco.
La colorazione e la livrea variano da soggetto a soggetto, a seconda soprattutto del sesso e del periodo dell’anno. Il maschio riproduttivo ha i colori più accesi e ingaggia con i rivali agguerriti combattimenti.
La sanguinerola si nutre soprattutto di larve di insetti, crostacei e molluschi. La riproduzione avviene a partire da maggio fino alla metà dell’estate e ogni femmina arriva a produrre un migliaio di uova.

HABITAT
Gli esemplari di questa specie vivono in branchi gregari che restano sul fondo di fiumi e laghi di tutta Europa (ma nel sud del continente sono sostituiti spesso dalla sottospecie dei Pirenei). In montagna, e nelle Alpi in particolare, è possibile trovare la sanguinerola anche a 2000 metri di quota. Condivide l’habitat con trote e salmerini, dei quali è spesso preda. Per questo è utilizzata dai pescatori anche per attirare le altre due specie (la sua carne non ha invece valore alimentare).

Salmerino alpino

Nome Latino Salvelinus alpinus
Famiglia Pesci

Salmerino alpino
Simile alla trota, il salmerino ha un corpo più tondeggiante, testa più massiccia e macchie più chiare sul dorso verde oliva. La bocca è ampia e armata di denti ricurvi, il muso è arrotondato. La disposizione sulle pinne ricorda la trota fario: ventrali, pettorali e anale sono di color giallo carico o arancione, con il bordo orlato di bianco.
Il ventre del maschio cambia il colore nel periodo riproduttivo: da bianco a rosso. Specie gregaria, si nutre di insetti, pesci, crostacei, vermi. Spesso condivide l’habitat con la sanguinerola, di cui è grande predatrice. Può iniziare presto la riproduzione in base alle condizioni dell’ambiente, talvolta anche a gennaio. Le carni sono molto apprezzate, simili a quelle della trota. 

HABITAT
Specie stanziale o migratrice, si ritrova molto diffusa in Nord Europa e nelle nostre Alpi, soprattutto in Lombardia e Trentino. Abita laghetti e torrenti fino ai 2500 metri di altitudine, dove trova acque bene ossigenate e che non superano i diciotto gradi di temperatura. Bisogna cercarlo sui fondali rocciosi verticali, terrazzati, cosparsi di massi e ghiaia, invece nei fiumi si trova nell’ambiente della fario nascosto sotto i sassi o tra gli alberi caduti nell’acqua, in mancanza di questi nelle buche più profonde e calme.

Tritone crestato

Nome Latino Triturus carnifex
Famiglia Anfibi

Tritone crestato
Il tritone crestato è un urodelo di lunghezza media 16 cm, con dorso grigio e ventre arancione con macchie nere evidenti e coda schiacciata lateralmente. Le femmine, più piccole dei maschi, come i giovani hanno una stria vertebrale gialla mentre i maschi durante la stagione riproduttiva sfoggiano una cresta dentellata sul dorso, da cui il nome “crestato”. Come le rane e i rospi, anche i tritoni hanno bisogno dell’acqua per riprodursi: d’inverno si rifugiano sotto tronchi o pietre e a febbraio raggiungono pozze e stagni per deporre fino a 400 uova, solitamente ancorate alle foglie sommerse delle piante acquatiche. Una volta nati, i girini, caratterizzati da grosse branchie, crescono rapidamente nutrendosi di invertebrati acquatici per poi compiere la metamorfosi per la fase adulta.

HABITAT
Il tritone crestato adulto vive in boschi di latifoglie, in prati e pascoli non troppo lontani dal sito di riproduzione, mentre i girini si trovano in ambienti ad acque stagnante. Il tritone crestato è presente nell’Europa meridionale e in Italia è diffuso in tutta la penisola nelle zone di pianura. In Lombardia è piuttosto nelle zone umide in pianura ed è abbastanza abbondante nei parchi fluviali.

Anfibio presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord

Salamandra

Nome Latino Salamandra salamandra
Famiglia Anfibi

Salamandra
La salamandra pezzata è un anfibio facilmente riconoscibile per via della sua colorazione: ha pelle nera liscia e lucente con evidenti e irregolari macchie gialle.
Queste sono per lei una difesa dai predatori, sono un avvertimento: indicano infatti che la salamandra è parzialmente velenosa e non commestibile. Le sue ghiandole possono secernere una sostanza irritante e repellente che invece è del tutto innocua per l’uomo, a meno di portare le mani agli occhi o alla bocca dopo averla toccata.
Può raggiungere i 20 cm di lunghezza ed è diffusa in un vasto areale europeo. Si nutre soprattutto di lombrichi, molluschi e insetti. 

HABITAT
Frequenta gli ambienti boschivi umidi attraversati da corsi d’acqua poco profondi e poco inquinati, dove si riproduce. La specie è attiva nelle ore notturne oppure anche nei giorni di forte pioggia. Vive, anche se con diverse sottospecie, in quasi tutta Europa, in Italia soprattutto nella catena alpina e in quelli degli Apennini.
In pianura è estremamente rara a causa soprattutto dei pesticidi usati in agricoltura e della generale qualità delle acque, fattori che incidono molto sulla specie nella sua fase larvale.

Rospo comune

Nome Latino Bufo bufo
Famiglia Anfibi

Rospo comune
Il rospo comune ha corporatura tozza, muso arrotondato, epidermide verrucosa, pupilla orizzontale. Si distingue dallo smeraldino per il colore più brunastro, macchie e chiazze più scure sul dorso e la pelle molto verrucosa. I maschi sono più piccoli, con arti anteriori più robusti e provvisti di callosità cornee nerastre, molto evidenti nel periodo riproduttivo. I girini sono neri e con coda arrotondata. Il rospo è attivo soprattutto di notte e con tempo piovoso e nel periodo riproduttivo, a febbraio – marzo, gli adulti compiono piccole migrazioni radunandosi in stagni, pozze e lungo le rive dei corsi d’acqua per l’accoppiamento e l’ovodeposizione. Le ovature sono cordoni gelatinosi, lunghi alcuni metri e contenenti alcune migliaia di uova nere, avvolti alla vegetazione o a rami sommersi. La schiusa avviene circa in 2 settimane e la metamorfosi dopo circa 2 – 3 mesi. I girini sono onnivori mentre gli adulti si cibano di insetti, e molluschi.

HABITAT
Il rospo è una specie terricola e frequenta anche ambienti asciutti e frequentati dall’uomo ma deve trovare ambienti acquatici adatti per la riproduzione. È diffuso in tutta l’area centroasiatica, europea e mediterranea e in Lombardia è ampiamente diffuso in pianura anche se in diminuzione a causa della distruzione delle zone umide. Nel Parco è diffuso, anche se sembra diminuire anche nell’area protetta.

Anfibio presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord

Succiacapre

Nome Latino Caprimulgus europaeus
Famiglia Uccelli

Succiacapre
Il succiacapre è chiamato anche caprimulgo europeo. Poco più grande di un merlo, ha testa grande e becco largo, ali lunghe e strette, zampe corte quasi invisibili. Ha un piumaggio molto mimetico sul terreno, con toni bruni e grigi. Specie migratrice, caccia in volo e canta a lungo nelle ultime ore del giorno e in quelle notturnie.
Si nutre essenzialmente di vari insetti, catturandoli principalmente in volo, procedendo a bocca spalancata. Durante il volo può esibirsi anche nello “spirito santo”, come il gheppio.
Il nome della specie è dovuto alla leggenda che vorrebbe questi animali succhiare anche dalle mammelle degli animali al pascolo. 

HABITAT
Si può ritrovare in ambienti vari, ma in particolare in quelli asciutti, aperti, che offrano una buona disponibilità di insetti volanti notturni. Ama le brughiere ma anche le zone aperte rocciose. In quanto specie migratrice, sverna principalmente in Africa, tra il Sudan e il Sudafrica (o nell’Africa occidentale).

Starna

Nome Latino Perdix perdix
Famiglia Uccelli

Starna
La starna è un uccello della famiglia dei Fasianidi, un galliforme di dimensioni medio piccole (lungo 30 cm). Ha piumaggio grigio-bruno, con chiazze castane scure e cannella. Il dimorfismo sessuale tra maschio e femmina è scarso. Si nutre principalmente di semi, gemme e bacche, integrati con insetti durante il periodo riproduttivo o nelle prime fasi di vita. Stanziale sul proprio territorio, vola a poca altezza, radente, veloce, con brevi spostamenti e rapidi battiti d’ala per lo più. Si invola all’improvviso quando viene disturbata. 

HABITAT
Abita zone aperte e asciutte, a quote non troppo elevate (sotto i 1700 metri) e anche di semplice campagna. Importante per la specie la presenza di incolti erbosi o cespugliati, con siepi basse e piccoli boschi intorno alle colture. 
La starna è un uccello originario di steppe fredde, Italia e Balcani sono l’areale più meridionale della specie, perché temperature estive troppo elevate, invece, aumentano notevolmente la mortalità dei pulcini.

Picchio nero

Nome Latino Dryocopus martius
Famiglia Uccelli

Picchio nero
Il picchio nero è il più grosso dei picchi europei, uccelli di dimensioni medio-piccole con becco lungo e robusto: il picchio nero, in particolare, ha un’apertura alare che arriva quasi a settanta centimetri e una lunghezza di cinquanta. La specie è riconoscibile dal piumaggio nero uniforme e dalla macchia rossa sulla sommità del capo, più evidente nel maschio, mentre nella femmina occupa solo il lato posteriore.
Ha zampe corte adatte all’arrampicata in verticale e ossi e muscoli spugnosi ed elastici che attenuano le vibrazioni dovute ai forti colpi di becco. Si nutre di larve di formiche, di vespe e di coleotteri, che scova nelle cortecce degli alberi con il becco e con la lingua protrattile. Vive anche più di dieci anni. In volo è un po’ più lento degli altri picchi. 

HABITAT
Tra i picchi, quella nera è la specie che risulta essere meglio diffusa in ambiente montano e collinare, oltre che nei parchi più propriamente urbani. Predilige comunque le foreste ricche di alberi ad alto fusto: conifere, faggi e betulle soprattutto. Può spingersi anche fino ai 2000 metri di altitudine.

Nibbio bruno

Nome Latino Milvus migrans
Famiglia Uccelli

Nibbio bruno
Il nibbio bruno è un rapace diurno di medie dimensioni, dal piumaggio bruno scuro uniforme. Ha la coda relativamente corta e leggermente forcuta, che ne permette il riconoscimento in volo. I giovani sono più chiari e con macchiettature, difficili da distinguere dagli adulti da lontano. Costruisce il nido su alberi e a volte nidifica in colonie, di preferenza presso laghi o zone umide, dove cattura pesci, rettili e anfibi ma anche piccoli mammiferi o carogne.

HABITAT
Il nibbio nidifica su alberi, pareti rocciose e rupi in boschi maturi, ai margini di laghi e fi umi. In Italia è migratore e si riproduce solo in determinate zone come la fascia prealpina dei laghi in Lombardia, dove trova habitat ottimali.

Uccello presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord

Gufo reale

Nome Latino Bubo bubo
Famiglia Uccelli

Gufo reale
Il gufo reale è un uccello predatore di medio-grandi dimensioni. Le ali sono tendenzialmente bruno-rossicce con macchie e striature nere. Ha un’apertura alare che può arrivare fino a 1,8 metri e risulta essere di fatto la specie di gufo più grande. Non ci sono particolari evidenti differenze tra il maschio e la femmina, ad eccezione del peso.
Si nutre per lo più di mammiferi e uccelli. Specie solitaria e territoriale, ha abitudini crepuscolari e notturne. Può vivere 20 anni e girare la testa fino a 270 gradi. 

HABITAT
Vive isolato dal disturbo dell’uomo ad altitudini fino anche a 2000 metri, quasi mai si rintraccia in città o nei pressi. Il gufo reale passa molta parte della sua vita intorno al nido che non si trova al terreno ma in fessure o rami sopraelevati vicini al tronco. Caccia anche al crepuscolo e all’alba. Predilige gli ambienti di montagna che offrono pareti rocciose, boschi e zone aperte in breve distanze.

Gufo comune

Nome Latino Asio otus
Famiglia Uccelli

Gufo comune
Il gufo comune è un rapace notturno di 35-37 cm di lunghezza e apertura alare di 90-100 cm. Il colore di fondo del piumaggio è bruno con macchie e disegni scuri; i dischi facciali sono ben visibili e i “ciuffi auricolari” sono particolarmente evidenti. L’iride è di color giallo o rosso -arancio. La specie durante l’inverno si riunisce in gruppi anche di più di 50 individui, mentre nella stagione riproduttiva nidifica in coppie isolate. Il gufo comune non costruisce il nido ma utilizza quello dei corvi o le cassette nido; i giovani lasciano il nido dopo 3 settimane dalla schiusa, ma sono indipendenti dopo circa due mesi di vita. Il gufo comune ha abitudini prettamente notturne: durante il giorno dorme mimetizzandosi tra i tronchi degli alberi, mentre di notte caccia piccoli mammiferi, uccelli, rettili e anfibi. Nella stagione invernale i gufi divengono gregari, riunendosi in dormitori, che, in assenza di disturbo, vengono frequentati regolarmente anno dopo anno; nel Parco un dormitorio presso l’alzaia ospita ogni inverno 20 – 30 individui.

HABITAT
Il gufo comune frequenta foreste con radure e spazi aperti che sfrutta per la caccia. È diffuso in gran parte delle aree temperate e boreali di Europa, Asia e nord America. In Lombardia il gufo comune è presente lungo il corso planiziale dei fi umi, nei fondivalle prealpini e d’inverno anche nelle aree urbanizzate. Nel Parco è presente tutto l’anno e a fine inverno è facile sentirne il richiamo nuziale, un flebile e ripetuto “hu”.

Uccello presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord

Gallo forcello

Nome Latino Tetrao tetrix
Famiglia Uccelli

Gallo forcello
Il gallo forcello è un raro uccello con forte dimorfismo sessuale: il maschio ha un riconoscibile piumaggio nero-bruno scuro con sfumature e differisce dalla femmine anche per le sue dimensioni maggiori. A due mesi circa il piumaggio dei maschi è già ormai brunastro ad eccezione del collo e delle ali.
Il gallo forcello si nutre di germogli, frutti di arbusti e insetti. La specie è generalmente solitaria, ad eccezione del periodo riprodutivo, quando i maschi si uniscono alle femmine e si esibiscono anche in parate di corteggiamento.
Può essere chiamato anche fagiano di monte. Il nome “gallo forcello”, invece, gli deriva dalla particolare forma delle penne, che sono curve nella coda. 

HABITAT
Vive generalmente in boschi misti, preferendo quelli con la presenza di arbusti nel sottobosco, specie se rododentro e ontano. Lo si può trovare tra i 1600 e i 200 metri circa di altitudine. Trascorre l’inverno in rifugi scavati nella neve, profondi sessanta centimetri, restando immobile per gran parte della giornata. D’estate preferisce i pendii umidi.

Falco pellegrino

Nome Latino Falco peregrinus
Famiglia Uccelli

Falco pellegrino

Il falco pellegrino è un falconide di grosse dimensioni, con un’apertura alare che può arrivare anche fino a 120 cm. Ha ali appuntite e un piumaggio grigio-ardesia sul dorso, con capo nero. Proprio dal capo arriva il suo nome: le penne lì ricordano il cappuccio scuro che erano soliti indossare i pellegrini.
La femmina è più grande del maschio. Si nutre di piccoli uccelli cacciandoli in volo e nelle picchiate di caccia può raggiungere anche la velocità di 320 chilometri orari, essendo per questo considerato probabilmente l’animale più veloce sul pianeta.
Specie diurna, sedentaria e silenziosa. Può vivere 15-17 anni. 

HABITAT
La specie è diffusa fino ai duemila metri, comunque sempre in presenza di pareti rocciose adatte alla nidificazione. Si tratta comunque di una specie adattabile a varie condizioni ambientali e si ritrova anche in città (a Milano ad esempio nidifica da anni una coppia nel sottotetto del grattacielo Pirelli).
Caccia comunque per lo più in spazi aperti e quindi li predilige, insieme ai bacini lacustri.

Coturnice

Nome Latino Alectoris graeca
Famiglia Uccelli

Coturnice

La coturnice è un uccello della famiglia dei Fasianidi. Il piumaggio ha una colorazione variabile, da grigio a olivastro, con gola, guance e parte anteriore bianche, zampe e becco invece rosse.
Il maschio è di dimensioni lievemente maggiori rispetto alla femmina. Si nutre soprattutto di graminacee nella stagione fredda; di fiori, frutti e insetti nella bella stagione. Animale sociale e diurno, si riconosce anche per via del canto, molto intenso soprattutto nella stagione dei corteggiamenti.
La coturnice corre con buona velocità e si invola in modo rapido e silenzioso, nonostate il corpo tozzo e la coda corta. 

HABITAT
Specie stanziale, ama le aree secche con rocce assolate. Si può trovare dai 1000 metri fino alle più alte altitudini ma nel periodo invernale può scendere ancora più a valle, non è raro incontrarla nei dintorni di monti o nei pressi di ruscelli. Animale sociale, si rende protagonista di forti spostamenti altitudinali, così da poter sopravvivere ai rigidi inverni alpini scendendo di quota verso aree boscate e alpeggi.

Civetta capogrosso

Nome Latino Aegolius funereus
Famiglia Uccelli

Civetta capogrosso

La civetta capogrosso è un uccello della famiglia degli strigidi. Ha piumaggio bruno-marrone con fasce bianche e un’apertura alare che può superare i 600 mm. La testa è ampia, rotondeggiante e da qui deriva appunto il nome della specie. Nel capo risaltano molto anche gli occhi, di colore giallo acceso. In generale le dimensioni della femmina superano leggermente quelle del maschio.
Molto adatta ai climi freddi, nidifica in alberi fino a quasi 2000 metri di altitudine. Si nutre per lo più di piccoli mammiferi (arvicole, topolini, toporagni…), di cui rigetta le parti non digeribili sotto forma di borre. Specie notturna, si basa negli spostamenti e nella caccia soprattutto sul suo raffinato udito, valorizzato dall’asimmetria delle osse del cranio. Può vivere più di dieci anni. 

HABITAT
Vive nei boschi di conifere di alta montagna, con preferenza per quelli dai vecchi fusti, con molte cavità. Cacciando di notte, di giorno si nasconde dai nemici, per questo ha bisogno di un habitat di fitte conifere. Caccia spesso in prossimità dei pascoli.

Civetta

Nome Latino Athene noctua
Famiglia Uccelli

 

Civetta

La civetta è un rapace notturno lungo circa 23 cm, con corpo tarchiato, capo grosso e appiattito, occhi gialli, becco giallo adunco e zampe lunghe. Il colore del piumaggio è bruno scuro con macchiettature bianche sul dorso, mentre il ventre è biancastro con macchiettature scure.
Come altri strigidi ha abitudini notturne e caccia piccoli roditori, uccelli, anfibi e vermi. Ha un volo ondulato come quello dei picchi. Nidifica in cavità in vecchi alberi o nelle fessure delle rocce, ma può utilizzare anche cascine o le cassette-nido. È un uccello stanziale e i suoi richiami si possono udire spesso di notte durante il periodo riproduttivo, anche presso le abitazioni.

HABITAT
La civetta frequenta ambienti a vegetazione rada e si adatta bene anche alle aree ad agricoltura intensiva o ai centri urbani. È diffusa in tutta la zona euroasiatica e in Italia è presente nelle zone pianeggianti e collinari.
Nel Parco frequenta tutti gli ambienti. E’ possibile vedere la civetta anche di giorno posata sui pali, sui fi li o sulle palizzate; se insospettita si inchina e ondeggia.

Uccello presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord

Ramarro

Nome Latino Lacerta viridis
Famiglia Rettili

Ramarro

 

Il ramarro è la più grossa lucertola italiana e raggiunge i 40 cm di lunghezza; ha una colorazione verde brillante e i maschi nel periodo riproduttivo sfoggiano anche una macchia azzurra sulla gola. La femmina è generalmente di un verde più smorto, con striature chiare bordate da macchioline nere. È prevalentemente insettivoro, come tutte le lucertole, ma può nutrirsi anche di nidiacei e uova, che riesce a catturare grazie all’agilità con cui si arrampica sui rami. È molto vivace e si sposta rapidamente, fuggendo velocemente all’avvicinarsi di un pericolo e se minacciato può diventare aggressivo e mordere. I ramarri sono animali territoriali e nel periodo riproduttivo i maschi si fronteggiano compiendo lotte ritualizzate per stabilire il proprio territorio.

HABITAT
Il ramarro predilige boschi radi, prati con erba alta, siepi, cespuglietti e bordi di campi. Si adatta bene anche a zone umide, ma come tutti i rettili, ha bisogno di rocce e muretti esposti al sole per la termoregolazione. È diffuso in Europa centromeridionale e in Lombardia è diffuso dalla pianura alla montagna.

Rettile presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord

Biacco

Nome Latino Hierophis viridifl avus
Famiglia Rettili

 

Biacco

Il biacco è un serpente della famiglia dei Colubridi, lungo 150 cm, di colore verde scuro o nerastro nelle parti superiori, giallastro con sfumature verdi sul ventre, con piccole macchie giallastre che formano venature lungo il corpo e la coda. La testa è piccola ma ben differenziata dal corpo e la pupilla rotonda. A luglio il biacco depone 5 – 15 uova in buchi del terreno e i piccoli appena nati sono subito indipendenti. E’ attivo prevalentemente di giorno e la sua dieta è molto varia e comprende anfibi, lucertole, piccoli mammiferi e uccelli e altri serpenti. Il biacco è un serpente molto vivace che, se aggredito, si arrampica agilmente su alberi e cespugli o morde con forza il suo aggressore; il suo morso è del tutto innocuo per l’uomo.

HABITAT
Il biacco è una specie molto adattabile e si trova in boschi e boscaglie aperte, zone umide e aree agricole, dalla pianura fino ai 1.500 metri. È diffuso in tutta Italia e in Lombardia è una specie piuttosto comune nelle aree umide della pianura.

Rettile presente anche in altri ambienti e zone limitrofe. Testo e foto gentilmente concessi da Parco Adda Nord