Category: Cibo


 

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Fare movimento

E’ fondamentale svolgere una regolare attività fisica. Scegliere attività fattibili in qualsiasi momento e che non richiedano attrezzature particolari: camminare a passo spedito per 3 volte a settimana, per almeno 45 minuti di seguito e/o salire e scendere un solo piano di scale, di seguito, per 15 minuti, un paio di volte al giorno è più semplice che prenotare campi da tennis o dover trovare una piscina in cui si possa nuotare. Non bisogna strafare e sudare eccessivamente; la chiave di lettura di un buon uso dei propri muscoli è costituita, durante l’attività fisica, da un ritmo cardiaco accettabile e dalla sensazione di piacere, con respirazione appena più frequente e profonda.

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Misurare i condimenti

Se siete abituati a condire ad occhio usate il cucchiaio come unità di misura dell’olio. Lo stesso cucchiaio servirà per misurare sughi o intingoli particolarmente ricchi in grassi: non più di uno per pasto. Misurare i grassi solidi con un sistema di misura a volume: un cubetto di burro grande quanto una zolletta di zucchero per persona, può essere utilizzato saltuariamente per condire (per 4 persone sarà un pezzetto grande quanto una scatola di fiammiferi), quando non si esageri con dolciumi, salumi o formaggi grassi.

Cotture light

Utilizzate tecniche di cottura semplici, con pochi grassi (non più di un cucchiaino a persona) insaporendo con erbe o aromi: imparate ricette di cucina semplici e gustose. Ricordate che, a parità di quantità e qualità, i grassi cotti sono sempre meno sani di quelli utilizzati a crudo.

Masticare con calma

Mai mangiare di fretta ma anzi meglio mettere in bocca pezzi piccoli di alimenti. Si digerisce meglio, e soprattutto, resterete sazi più a lungo. La “dimensione” del vostro boccone non dovrebbe superare il volume del vostro pollice.

 

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POTERE DELLE NOCI. 4 AL GIORNO SONO UN TOCCASANA

POTERE DELLE NOCI. 4 AL GIORNO SONO UN TOCCASANA
C’è chi lo definisce addirittura uno degli elisir di lunga vita e uno studio dell’Università spagnola di Tarragona (eseguito su un campione di 7.000 persone di entrambi i sessi) ha decretato che chi introduce questo frutto nella propria dieta riduce il rischio di contrarre tumori e malattie cardiovascolari. È  un frutto senza dubbio piuttosto calorico (650 kal per 100 g), ma anche ricco di moltissime vitamine e proprietà antiossidanti. Infatti, contiene elementi preziosi come proteine, fosforo, calcio, ferro, potassio, zinco. In fatto di vitamine, non mancano la B1, la B6, la E, oltre ai grassi monoinsaturi (gli omega 3 e gli omega 6), ideali per combattere il colesterolo cattivo. Ecco perché 4 al giorno sono un toccasana. Insomma, non sarà la panacea di tutti i mali ma è proprio un alimento da prendere in seria considerazione nella nostra alimentazione ed è persino quasi obbligatorio per i vegetariani (come tutta la frutta secca)! Inoltre, le noci hanno proprietà curative per l’acne (magari qualche vostro figlio ancora ne soffre!), per la pressione alta, aiutano in caso di stress fisico e mentale. In tema di beauty, l’olio di noce favorisce il rinnovamento delle cellule dell’epidermide e un decotto delle sue foglie, applicato sui capelli, li fortifica e ne previene la caduta. E per quanto riguarda il food? Se amate il pane “con”, quello alle noci è strepitoso (potete farlo anche voi in casa), per non parlare delle varie torte di cui questo frutto è un indiscusso protagonista: noci e cioccolato, frolla e noci, noci caffè e miele… (se scorrazzate un po’ sul web ne trovate a bizzeffe!). E poi, è “semplicemente” buono! Avete mai provato il gorgonzola con le noci? E quanto sia più gustoso al palato un formaggio fresco gustato insieme a un gheriglio?

Quell’albero del pane più nutriente del pane

di Gianfranco Cucchi

Chiamato anche “pane dei poveri” la castagna è stato per secoli il principale alimento per i contadini abitanti delle terre alte.

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La castagna è il frutto povero del nostro territorio. Da noi non esistono vere coltivazioni e la raccolta delle castagne avviene per lo più per consumo domestico. La castagna, a onor del vero, non è il frutto del castagno, ma il frutto è il riccio e la castagna ne costituisce il seme. Se dalle nostre parti non ha un particolare valore economico tuttavia la castagna ha un alto valore nutritivo e salutare. Basti pensare che sotto la voce “chestnut”, castagna in inglese, in Publimed, principale biblioteca medica scientifica a livello mondiale, sono contenute 5.534 voci bibliografiche.

Il castagno veniva chiamato l’albero del pane , “l’italico albero del pane” come lo definiva il poeta Giovanni Pascoli e la castagna costituiva il pane di montagna in quanto era il principale alimento per i contadini abitanti delle terre alte, chiamato anche pane dei poveri. Ha un valore nutrizionale assimilabile al pane integrale. Anche se non è un cereale e pertanto è privo di glutine quindi può essere consumato anche da chi soffre di celiachia. Ma rispetto al pane ha un più elevato potere nutritivo.

La castagna è costituita per il 50% da acqua, il 45% da carboidrati complessi quali l’amido, ma è in particolare ricca di sali minerali, potassio, fosforo, magnesio ferro, calcio, manganese, rame e zinco. È particolarmente ricca di vitamine del complesso B, B1 , B2, B3 (PP) , B5,B6 , acido folico (B9) vitamina C, acido aspartico, acido glutammico e aminoacidi quali arginina, alanina, glicina e leucina.. Ha un basso contenuto di grassi per cui non è controindicata nei soggetti cardiopatici.

Il potere calorico di 100 grammi di castagna crude equivale a 150 calorie, di caldarroste 190 calorie, di castagne secche 287 calorie e di 343 calorie in un etto di farina. È un alimento particolarmente indicato in gravidanza, per la presenza di notevoli quantità di vitamine, ed essendo energetico e ricostituente può giovare al sistema muscolare e nervoso, negli stati di convalescenza, negli astenici, anemici, in caso di stress in chi fa pratica sportiva regolare e o intensa. Inoltre essendo ricche di fibre è d’aiuto nel combattere la stipsi.

Le foglie di castagno, sono ricche di tannino (9%) e un tempo il loro decotto veniva impiegato come adiuvante nelle bronchite acute, nella pertosse e nei reumatismi. La castagna non è indicata in coloro che soffrono di diabete mellito, di colite, di obesità e di aerofagia.

Può costituire un piatto principale e non è preferibile l’assunzione a fine pasto, insieme al pane o altri cereali cotti, in quanto produce fermentazione con produzione di gas e conseguenti gonfiori intestinali e meteorismo. È importante assumerle ben cotte e masticarle a lungo per favorire l’azione degli enzimi digestivi contenuti nella saliva.

Frutta secca: fa dimagrire e allunga la vita

La frutta secca non fa male e non fa ingrassare. Non si contano più gli studi scientifici che sfatano uno dei luoghi comuni più diffusi su questi alimenti, amati da molti ma tenuti lontano da chi è a dieta. La conclusione di questa analisi è che il consumo di frutta secca non è associato ad un maggiore rischio di obesità neanche a lungo termine. Tra l’altro, la frutta secca essendo ricca di fibre dà un profondo senso di sazietà e di gratificazione del palato. L’importante è mangiarla nelle giuste quantità e in sostituzione piuttosto che in aggiunta ad altri alimenti. Anche perché fa bene alla salute: un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha dimostrato che inserire nella nostra dieta giornaliera una moderata quantità di nocciole, mandorle, noci, noccioline o pistacchi allunga la vita riducendo del 29% il rischio di malattie cardiovascolari e dell’11% il rischio di tumore. Un altro studio ha dimostrato che il consumo di due porzioni da 30 grammi al giorno di frutta oleosa fa diminuire il colesterolo totale e quello LDL ed aumenta invece l’HDL, il cosiddetto colesterolo buono. Il consumo di frutta secca oleosa è indicato anche nell’alimentazione dei vegetariani perché dà proteine verdi: 50 grammi di noci con insalata e pane sono un piatto completo e leggero. Gli unici che devono starne alla larga sono i soggetti che soffrono di allergie specifiche e chi è obeso. Per scoprire quali sono i benefici della frutta secca e quante calorie fornisce abbiamo intervistato Alessandra Bordoni, docente di scienza dell’alimentazione presso l’Università di Bologna, che si è occupata del progetto di Educazione Nutrizionale “Frutta secca è benessere”

Frutta secca: fa dimagrire e allunga la vita

Peperoncino, l’elisir di salute e bellezza che combatte anche il dolore

Facilita la digestione, aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari e secondo alcuni esperti ha un ruolo importante anche come sostanza anti-cancro e come anti-dolorifico. Da una recente ricerca pubblicata sul Journal of Medicinal Chemistry, infatti, è emerso che è anche in grado di bloccare la percezione del dolore. Non è una medicina, ma il peperoncino che, tra l’altro, si rivela prezioso anche in campo cosmetico aiutando a controllare il peso, a combattere la cellulite e la caduta dei capelli. L’oro rosso della tavola sarà protagonista della quarta edizione di “Rieti Cuore Piccante“, la Fiera Mondiale del peperoncino che si svolgerà dal 28 al 31 agosto a Rieti e nell’ambito della quale sarà presentato anche il libro “La salute e il peperoncino” che raccoglie gli studi scientifici che dimostrano i positivi effetti sulla salute che può avere un’assunzione moderata e intelligente del capsicum annum, nome scientifico del peperoncino. Ecco tutte le virtù di questo super-food da gustare in cucina ogni volta che è possibile

– Antidolorifico

Il peperoncino può togliere il dolore. Lo dimostrano degli studi medici portati avanti e approvati dalla FDA, l’ente americano per i farmaci e l’Emea, agenzia europea del farmaco. Infatti, la capsaicina, ingrediente responsabile dell’effetto piccante, trasferita su un cerotto, è in grado di eliminare per tre mesi il dolore neuropatico (tranne quello diabetico). Il principio attivo contenuto in questo tipo di cerotto è la capsaicina, una sostanza contenuta solitamente nel peperoncino che è un “agonista selettivo” del “recettore vanilloide potenziale transiente 1” (TRPV1). Ciò significa che stimola il recettore TRPV1, riscontrato nei recettori del dolore nella pelle. Il cerotto contiene dosi elevate di capsaicina che sono rilasciate in modo rapido e che inducono un’ultrastimolazione dei recettori TRPV1. Per effetto della stimolazione eccessiva i recettori diventano “desensibilizzati” e non sono più in grado di rispondere agli stimoli che normalmente provocano dolore nei pazienti con dolore neuropatico periferico.

Proprietà nutrizionali
Il peperoncino è un alimento poco calorico essendo composto come tutti i vegetali, prevalentemente di acqua, ma al tempo stesso è ricco di vitamine e di sali minerali. Potassio e fosforo, in particolare, sono tra i sali minerali più abbondanti, mentre le elevate quantità di vitamina C in esso contenute, lo rendono un prezioso alleato per mantenere in efficienza il sistema immunitario. Antiossidanti come carotenoidi e flavonoidi sono presenti in buone quantità e contribuiscono a combattere i radicali liberi nell’organismo contrastando quindi i fisiologici processi di invecchiamento

CARATTERISTICHE NUTRIZIONALI DEL PEPERONCINO
Valori medi per 100 g
Peperoncino rosso, crudo Peperoncino verde, crudo
ENERGIA kcal
(kJ)
40
(167.2)
40
(167.2)
Acqua G 88.02 87.74
Proteine G 1.87 2.00
Carboidrati G 8.81 9.46
Grassi G 0.042 0.20
– Di cui saturi G 0.042 0.021
– Di cui monoinsaturi G 0.024 0.011
– Di cui polinsaturi G 0.239 0.109
Colesterolo mg 0 0
Fibre G 1.15 1.5
Sodio G 9 7
SALI MINERALI E MICROELEMENTI
Potassio mg 322 340
Magnesio mg 23 25
VITAMINE
Vitamina A mg 52 59
Tiamina (Vitamina B1) mg 0.072 0.090
Riboflavina (Vitamina B2) mg 0.086 0.090

 

Vino rosso in quantità moderate, e poi cioccolato, frutta e verdura, tè verde e caffè. Ma anche il fegato, che non tutti gradiscono ma che sembra essere un vero toccasana. Ecco la dieta anti-glaucoma realizzata dagli studiosi dell’Università di Valencia, in Spagna. I ricercatori specificano che non si tratta di una vera e propria terapia contro questa malattia, una patologia oculare che secondo l’Oms colpisce 55 milioni di persone nel mondo e può portare effetti gravi come ad esempio la cecità.

PEPERONCINO UTILIZZATO COME FARMACO ANTIDOLORIFICO

Tra le tante qualità del peperoncino ce n’è una che promette di farne, in futuro, un efficace farmaco antidolorifico naturale. La spezia rossa utilizzata fin dall’antichità oltre ad essere antibatterico, ricco di vitamina C, antiossidante, digestivo e rimedio naturale contro il raffreddore, è in grado anche di bloccare alcuni ricettori che inviano segnali di dolore. Lo studio, condotto dal PurduePharma, società farmaceutica privata statunitense, è pubblicato sul Journal of Medicinal Chemistry. Questa virtù del peperoncino deriva dal suo principio attivo, la capsaicina, sostanza che provoca il tipico senso di bruciore, perché inganna il recettore TRPV-1 facendo credere al nostro organismo che ci troviamo in presenza di temperature elevate e mettendo in moto una serie di meccanismi per abbassarle. I ricercatori si sono concentrati su una serie di composti simili per trovare quello con minori effetti collaterali e maggior efficacia e sicurezza, e, dopo averne testati oltre due dozzine in laboratorio e su animali, uno è stato scelto per il test clinico.

Consumare una banana al giorno aiuta a prevenire l’ictus, l’infarto e il tumore renale. Specie nelle donne over 50.

L’alleato delle donne? Si trova dal fruttivendolo. Si tratta della banana che, grazie alle alte dosi di potassio in essa contenute, secondo un gruppo di scienziati dell’Albert Einstein college of medicine di New York può scongiurare il rischio di ictus nelle donne nel 27% dei casi.

Lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata dell’American heart association, si è basato sul monitoraggio continuo di più di 90 mila donne di età compresa fra 50 e 79 anni, per un periodo di undici anni.

Inizialmente le “cavie” hanno assunto 2,611 milligrammi al giorno di potassio. Poi via via le dosi sono state aumentate, al punto che gli scienziati si sono resi conto delle proprietà benefiche del potassio proprio relativamente al rischio di ictus nelle donne in menopausa.

IL POTASSIO ABBASSA IL RISCHIO INFARTO

Lo studio ha preso in esame solo il minerale assunto con la dieta – quindi attraverso le banane, ma anche le patate e i fagioli – e non quello derivante dagli integratori. Si sono così resi conto che chi assume dosi costanti di potassio – l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda almeno 3,510 mg al giorno – rischia il 12% in meno di avere un infarto e il 16% in meno di avere un’ischemia.

NE BASTA UNA AL GIORNO PER MANTENERSI IN SALUTE

Considerando che, mediamente, una banana contiene 430 mg di potassio, è facile intuire che ne basta una al giorno per costruire un vero e proprio scudo naturale contro queste patologie. E non finisce qui: fra le pazienti analizzate che non avevano la pressione alta, l’assunzione di questo frutto si è dimostrata ancora più preziosa, diminuendo il rischio del 27%, per quanto riguarda l’ictus ischemico, e del 21% per le altre forme di ictus.

Insomma, questo frutto esotico ma così familiare è un vero e proprio alleato della salute, specialmente per chi è un po’ più avanti con gli anni. Anche perché lo stesso studio ha dimostrato che l’assunzione continua di potassio riduce del 10% il rischio di morte prematura