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Da trenino a Metro G: è il progetto “Termini-Tor Vergata”

Dal giornale “Rinascita delle Torri”

Luglio 4, 2020


Nella giornata di ieri, venerdì 3 luglio, è stato presentato presso la Sala Consiliare del VI Municipio, con una doppia commissione mobilità municipale e comunale, il progetto della metro G Termini-Tor Vergata.
Il progetto, che ha ottenuto lo scorso 8 giugno ben 213,8 milioni di euro da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), prevede il sostanziale ammodernamento della già esistente ferrovia Roma-Centocelle-Giardinetti, con l’adeguamento dello scartamento e due prolungamenti. Il primo prevede lo spostamento dall’attuale l’attestazione al capolinea delle Ferrovie Laziali verso la stazione Termini, all’altezza dell’incrocio tra via Giolitti e via Gioberti. La seconda tratta di nuova costruzione porterà il “trenino giallo” fino all’università di Tor Vergata, passando da via Casilina su via degli Ingegnoli, quindi su viale della Sorbona.
La presentazione ha illustrato informazioni già note e pubblicate anche su queste pagine, ma ha tuttavia consentito di tracciare il percorso che la ferrovia seguirà da qui alla fine del 2022, termine ultimo entro il quale i fondi del Ministero dovranno essere impegnati nei contratti d’appalto, pena il ritiro del finanziamento.

L’evoluzione della ferrovia, da trenino a metro G
Ad oggi l’Amministrazione dispone di un progetto preliminare (chiamato ai sensi del nuovo codice degli appalti dlgs n° 50/2016 “studio di fattibilità tecnico-economica”) che verrà sottoposto entro brevissimo tempo alla Conferenza dei Servizi, tavolo nel quale verranno auditi e recepiti i pareri di tutti gli attori in gioco: il Dipartimento Mobilità e Trasporti, l’Atac, Acea per i sottoservizi, le Soprintendenze ai Beni Archeologici, per citare qualche esempio.
Le indicazioni della Conferenza consentiranno al coordinamento di progettazione (Roma Metropolitane, Agenzia per la Mobilità e Risorse per Roma) di proseguire i processi con la redazione del progetto definitivo, che quindi sarà sottoposto ad una nuova Conferenza dei Servizi e alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Plausibilmente la redazione del progetto definitivo, che molto probabilmente fungerà da base gara, avverrà a gennaio 2021 e, richiedendo 180 giorni, terminerà a giugno dello stesso anno.
Al netto delle ulteriori procedure burocratiche, la gara per l’affidamento dell’opera, che forse sarà divisa in lotti funzionali come fortemente richiesto dal nuovo codice degli appalti, avverrà nel primo trimestre del 2022 concludendosi con l’individuazione delle ditte vincitrici per giugno dello stesso anno.
Restano tuttavia ancora molte incognite, che andranno affrontate nel corso di questi mesi: la cessione dell’esercizio dalla Regione Lazio al Comune di Roma, per la quale i due assessori ai trasporti dovrebbero incontrarsi a breve, il ricalcolo del corrispettivo chilometrico nel contratto di servizio da far percepire ad Atac, le modalità di appalto e chiusura della tratta esistente.

Partecipazione e soluzioni innovative
Le associazioni ed i comitati di quartiere hanno espresso soddisfazione rispetto all’ottenimento dei fondi, che segna una vera e propria “fase 2” per il progetto. Oltre alla componente trasportistica della linea, sarà importante tenere conto della sua centenaria storia e dell’importanza delle opportunità di rigenerazione urbana ad essa legate: la pedonalizzazione di via Giolitti, con la creazione di un salotto urbano nei pressi del tempio di Minerva Medica, la rimozione dei guardrail su via Casilina adottando protezioni più leggere e pregiate, la valorizzazione della componente storica, intesa sia come archeologia che come storia della linea stessa. In particolare il CdQ di Torpignattara ha espresso la necessità di creare un vero e proprio Museo della Roma-Fiuggi nel deposito di Centocelle.
Queste osservazioni, sebbene possano apparire degli orpelli, potrebbero essere la chiave di volta per ottenere il favore delle Soprintendenze che dovranno pronunciarsi anche sulla possibilità di adottare il filo di contatto lungo tutto il tracciato, compresi siti delicati come Porta Maggiore o via Giolitti. L’eventuale bocciatura del filo comporterebbe l’adozione di tram a batteria, che ridurrebbero le possibilità di acquisto a parità di fondi, oltre a determinare importanti incertezze ed extracosti manutentivi.

Riapertura a Giardinetti
Rispetto alla riapertura a Giardinetti, per la quale avevamo sentito un parere autorevole in una precedente intervista, pare che sia in corso un’interlocuzione tra la Regione e il Comune. L’intenzione è quella di cogliere il momento del covid come giustificazione per reperire le risorse necessarie al ripristino funzionale della tratta esistente a Giardinetti. Si tratta ancora di un’ipotesi ancora piuttosto remota, che tuttavia si potrebbe ben coniugare con la prossima assunzione di macchinisti in Atac, da indirizzare in parte sul trenino giallo.

La necessità di salvaguardare il Futuro
La Metro G dovrà inevitabilmente fare anche i conti con le comunarie di giugno 2021, con la conclusione dell’attuale mandato di Virginia Raggi. Al di là dell’esito delle consultazioni, sarà molto importante il che il nuovo sindaco esprima una continuità amministrativa del processo, sul quale pende la spada di Damocle del 31 dicembre 2022.


Guardando al passato recente molte opere sono cadute con il cambio della guardia in Campidoglio: la rete filoviaria dell’EUR, sviluppatasi solo in minima parte, la tramvia Termini-Vaticano-Aurelio (nel 1999 si era arrivati all’approvazione del progetto definitivo), la metro C interrottasi bruscamente ai piedi del Colosseo.
Questa tuttavia è solo un’altra delle “fatiche” del trenino, da affrontare e superare. La storia, insomma, è ancora tutta da scrivere.
Carlo Andrea Tortorelli

Ferrovia Termini-Centocelle, la ministra De Micheli ha firmato il decreto: 213 milioni di euro per trasformarla in tram

Ferrovia Termini-Centocelle, De Micheli ha firmato il decreto: 213 milioni di euro per trasformarla in tram
Il ministero: “Diamo alla cittadinanza un importante collegamento dall’Università di Tor Vergata al centro della città”
Via libera al finanziamento di oltre 213 milioni di euro per la tramvia di Roma ‘Termini-Giardinetti-Tor Vergata’. La ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, ha firmato ieri il decreto che sblocca le risorse del Fondo Mit per il trasporto rapido di massa per la trasformazione della linea ferroviaria Termini-Giardinetti. L’intesa in conferenza Stato-Regione era stata invece raggiunta alla fine di maggio.
Il progetto prevede la trasformazione della ferrovia in un vero e proprio tram a scartamento ordinario finalizzato all’interconnessione con il resto della linea tramviaria. “La riqualificazione restituirà alla cittadinanza un importante collegamento dall’Università di Tor Vergata al centro della città e viceversa, con un servizio veloce e mezzi moderni e accessibili”, scrive il ministero in una nota.

 

Si chiamerà linea G ed è una delle opere fondamentali nella programmazione che abbiamo pensato per Roma, un’infrastruttura che garantirà un servizio con mezzi moderni e veloci”, le parole della sindaca Virginia Raggi. La firma del decreto è “un altro passo in avanti verso l’avvio dei cantieri”.
Il progetto della linea G
“Una bellissima notizia”, il commento del comitato di quartiere di Tor Pignattara che però chiede, nel frattempo, di riaprire la tratta fino a Giardinetti. “Si avvia un processo che per tanto tempo abbiamo aspettato, su un progetto che accoglie quasi tutte le esigenze espresse dai cittadini. In un clima di collaborazione e sostegno, chiediamo però al  Comune, visti i tempi inevitabilmente lunghi che si prospettano, di interfacciarsi con la Regione Lazio per ri-aprire il tratto fino a Giardinetti in via transitoria. Un modo per venire incontro agli studenti del Kant, Cavanis e altri istituti, nonché sostenere il traffico viaggiatori sull’asse labicano visti i problemi riscontrati sulla metto C”.

 

 

 

V municipio, Boccuzzi nomina Capoccioni assessora ai Lavori pubblici: “Serve un’accelerata”

V municipio, Boccuzzi nomina Capoccioni assessora ai Lavori pubblici: “Serve un’accelerata”

Il presidente ha firmato l’ordinanza. Sostituirà Paola Perfetti


V municipio, Boccuzzi nomina Capoccioni assessora ai Lavori pubblici: “Serve un’accelerata”

Roberta Capoccioni, l’ex presidente pentastellata del III municipio, è stata nominata assessora ai Lavori Pubblici del V municipio. La notizia, anticipata venerdì da Romatoday, è stata ufficializzata questa mattina quando il presidente Giovanni Boccuzzi ha firmato l’ordinanza che revoca le deleghe all’architetta Paola Perfetti e nomina Capoccioni nuova assessora ai Lavori Pubblici, Edilizia privata, Politiche urbanistiche, Mobilità e Viabilità.

“Non è una scelta contro l’ex assessora”, specifica Boccuzzi, contattato da Romatoday, “mi dispiace tantissimo aver firmato questa revoca ma abbiamo avuto delle criticità con l’ufficio tecnico e, da via Dameta al parcheggio multipiani di via Tovaglieri, avevamo bisogno di un passo più veloce”. E alle opposizioni che bollano la scelta come un ‘poltronificio’ Boccuzzi risponde: “Ho conosciuto Roberta Capoccioni quando era presidente ed era validissima. Sono sicuro che darà un apporto non indifferente all’azione della nostra giunta. Cambiare assessore è una mia prerogativa e, anche se siamo a un anno dalla fine del mandato, sono sicuro che sia la scelta giusta per dare il rush finale alle attività del municipio”. 

Roberta Capoccioni, ex presidente del III municipio, è stata sfiduciata dalla sua stessa maggioranza pentastellata nel febbraio del 2018. Si è poi ricandidata alle elezioni che sono seguite ma è stata battuta dall’attuale presidente espressione di una formazione di centrosinistra, Giovanni Caudo. Lunedì scorso si è dimessa da consigliera nel III municipio.

<La notizia, emersa come ipotesi concreta ma non ufficiale già venerdì scorso, ha sollevato molte polemiche da parte delle opposizioni, sia di centrodestra sia di centrosinistra. Il coordinatore della segreteria del Partito Democratico di Roma, Riccardo Corbucci, ribattezza la scelta di Boccuzzi come “ennesimo poltronificio”. Sulla stessa linea la critica di Francesco Figliomeni, consigliere Fdi e vicepresidente dell’Assemblea capitolina che parla di “appetito famelico di poltrone pubbliche”. Stefano Veglianti, ex vicepresidente del V Municipio e attuale consigliere di Sinistra per Roma, attacca: “Molti cittadini si domandano le ragioni di questa sostituzione, vista anche l’estraneità della Capoccioni rispetto al nostro territorio”. 

 
 

V municipio, si lavora a un cambio nella giunta Boccuzzi: in arrivo da Montesacro l’ex presidente Capoccioni

V municipio, si lavora a un cambio nella giunta Boccuzzi: in arrivo da Montesacro l’ex presidente Capoccioni
La conferma dovrebbe arrivare entro i primi giorni della prossima settimana. Andrà a i Lavori pubblici al posto di Perfetti

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V municipio, si lavora a un cambio nella giunta Boccuzzi: in arrivo da Montesacro l’ex presidente Capoccioni

Possibile cambio di poltrone nella giunta del V municipio. Secondo quanto apprende Romatoday da fonti pentastellate nella squadra del minisindaco Giovanni Boccuzzi potrebbe arrivare presto l’ex presidente del III municipio, Roberta Capoccioni, sfiduciata dalla sua maggioranza nel febbraio del 2018 e poi battuta alle successive elezioni dall’attuale presidente Giovanni Caudo. La certezza dovrebbe arrivare i primi giorni della prossima settimana ma l’ipotesi è concreta tanto che oggi Capoccioni si è dimessa da consigliera del III Municipio. Nella squadra di Boccuzzi dovrebbe sostituire l’attuale assessora ai Lavori Pubblici, Paola Perfetti.
La notizia, non ancora ufficializzata, ha già sollevato polemiche: “Se fossero vere le voci che darebbero come imminente la nomina di Capoccioni dovremmo constatare ancora una volta che i grillini hanno un appetito famelico di poltrone pubbliche”, scrive in una nota Francesco Figliomeni, consigliere Fdi e vicepresidente dell’Assemblea capitolina. “Comprendiamo che il famoso detto ‘tengo famiglia’ oramai vale per molti moralisti di un tempo ma riciclare chi è stato sfiduciato, che peraltro nemmeno conoscerebbe il territorio, riteniamo sia un brutto segnale”.
Attacca anche il coordinatore della segreteria del Partito Democratico di Roma, Riccardo Corbucci: “Oggi la consigliera grillina Roberta Capoccioni si è dimessa da consigliere del III municipio. Per Montesacro è la liberazione definitiva da un incubo. Dispiace per i cittadini del V Municipio. Se fosse tutto confermato saremmo difronte all’ennesimo esempio di poltronificio al quale ci ha abituato l’amministrazione guidata da Virginia Raggi. Quelli che volevano cambiare tutto, in realtà volevano solo cambiare lavoro e farlo a spese dei cittadini”.

Attacca anche Stefano Veglianti, ex vicepresidente del V Municipio e attuale consigliere di Sinistra per Roma: “Si tratta dell’ennesimo atto che testimonia lo stato confusionale e controverso della maggioranza Movimento 5 stelle; molti cittadini si domandano le ragioni di questa sostituzione, vista anche l’estraneità della Capoccioni rispetto al nostro territorio. Per anni ho svolto le funzioni di assessore ai Lavori pubblici e so quanto sia rilevante la conoscenza dei nostri quartieri; questa scelta – che il presidente Giovanni Boccuzzi dovrà chiarire in Consiglio municipale – compromette ulteriormente la situazione, già al collasso dopo quattro anni di inadeguato governo del territorio”.

 

Il prof. Francesco Sirleto dal prossimo primo settembre sarà in pensione per raggiunti limiti di età. Poiché dai primi di luglio, subito dopo la fine degli imminenti esami di Stato, lascerà definitivamente la scuola nella quale ha insegnato per 31 anni consecutivi storia e filosofia, ha voluto lasciare ai suoi colleghi, ai suoi alunni e a tutti coloro con i quali ha collaborato in questi decenni nel liceo Benedetto da Norcia, un messaggio di commiato. Lo pubblichiamo volentieri, ringraziandolo per la proficua e gratuita collaborazione finora offerta al nostro giornale da moltissimi anni e che, speriamo, possa continuare ancora a lungo.

Francesco Sirleto, nato in Calabria nel 1953, residente a Roma dal 1962. Si è laureato, all’Università La sapienza Roma, in filosofia e in pedagogia. Dal 1983 docente di ruolo di storia e di filosofia nei licei. In servizio dal 1989 presso il liceo classico Benedetto da Norcia di Roma. Ha pubblicato varie opere di storia locale e di storia dei movimenti popolari per la casa e i servizi nelle periferie romane. Ha tradotto, dal tedesco, il manuale di Patrologia di Hubertus Drobner (Piemme 1998). Collabora con varie riviste on-line, occupandosi di politica della scuola e dell’istruzione, di filosofia, di storia delle periferie urbane. E’ stato amministratore locale dal 1993 al 2001.

LIBERAZIONE DI CENTOCELLE RACCONTATA DA ROSSANA METEORI

 

4 giugno 1944. La Liberazione a Centocelle. Il mio ricordo con foto
Una parte della quinta armata entrò da via degli Ontani nel nostro terreno, coltivato a orto da mio nonno
Rossana Meteori – 1 Giugno 2020

Il 2 giugno è la festa della Repubblica Italiana. Non sempre è stata festeggiata e non sempre a via dei Fori imperiali a Roma. Però è sempre nel cuore degli Italiani.
Nelle prime parate sfilavano oltre che ai reparti dei dei vari settori militari a piedi anche carri armati, autoblinde, cannoni.
Le sfilate terminavano e terminano ancora con le Frecce Tricolori e con la corsa e la Fanfara, sempre commoventi, dei Bersaglieri.

In questa magnifica Festa ci sentiamo tutti orgogliosi di essere Italiani.
Questa festività mi porta a ricordare quando il 4 giugno 1944 Roma fu liberata.
Il giorno dopo la Liberazione della nostra città avrei compiuto 12 anni.
Mi ricordo che, una parte della Quinta armata entrò a Centocelle da via degli Ontani nel nostro terreno, coltivato a orto da mio nonno, quasi cieco.
Sopra di noi sorvolava un aereo ricognitore che dava indicazioni al militare addetto alla ricezione, poiché, vicino al nostro terreno esisteva una cava di pozzolana all’aperto, per instradarvi dei grandissimi camion.
Finita la guerra, nella cava, furono costruiti i palazzi della Ferramenta D’Epifanio.
Nel passare nel nostro terreno i soldati, affamati, sradicarono e depredavano tutto quello che trovavano
Mio nonno, disperato, perché defraudato di tutto, quando sentì che, passando vicino al gallinaio, il militare addetto alla conversazione con quello sul ricognitore diceva ” Ov….Ov….Ov.” pensando che volevano pure le uova gli gridò:” Le galline le uova non le fanno più!” provocando l’ilarità del militare italo americano.
Nello stesso tempo i tedeschi in fuga spararono l’ultima cannonata a Centocelle alla villa delle suore di S. Vincenzo, perché ospitavano una spia polacca.
Spero di essere stata abbastanza chiara e sintetica nel mio esposto.
Alcune foto dell’epoca
Le foto dell’epoca che accompagnano questo articolo sono una autentica chicca.
Nella prima foto: Villa delle Rose, in costruzione. Anno 1928-29. Mio nonno con la famiglia.
Seconda foto. La villa delle Rose, chiamata anche il castello perché tre piani.
Terza foto. Al ritorno dalla scuola davanti alla villa a via dei Glicini.
Quarta foto. Io e mio cugino sulla nostra bici con sidecar in giro nella villa.
Quinta foto. Io ad un anno e 1/2 sulle scale della Villa.

 

 

RESOCONTO NOTIZIA DA LUIGI GUERRINI COMPONENTE STAFF DEL CDQ CENTOCELLE STORICA

 

Cari Amici e Compagni di celle casalinghe, come Vi avevo accennato,passo la mia giornata facendo giardinaggio la mattina e leggendo, studiando e fantasticando il pomeriggio/sera. Ieri ho letto su”Il Messaggero” la notizia che l’Assessore Capitolino alla Mobilità Pietro Calabrese ha consegnato al MIT il progetto di ammodernamento della ferrovia Termini-Giardinetti che verrà trasformata nella futura metro-tramvia”G”,dopo aver accolto le prescrizioni del Ministero stesso.In una prima fase, quest’ultima, dovrebbe essere prolungata verso l’Università di Tor Vergata, il Policlinico e l’Agenzia spaziale italiana(ASI);in una seconda fase verso la Banca d’Italia e l’uscita della A1 di Torrenova. L’intera opera-da realizzare con i binari a scartamento ordinario in luogo di quelli a scartamento ridotto attuali- dovrebbe essere completamente finanziata dal MIT con un investimento di circa 200 milioni di £; ivi comprese le opere per la funzionalità del deposito, per il quale, l’Assessore ed il Presidente della Commissione Capitolina per la Mobilità, Enrico Stefano-nel prossimo Ottobre- “avanzeranno una ulteriore richiesta di potenziamento del piazzale Est del deposito della linea, che verrà messo a servizio dell’intera rete, andando con l’occasione ad ampliare ulteriormente la disponibilità degli attuali depositi tramviari. Il Presidente Stefano ha anche dichiarato:”I prossimi passi saranno la redazione dei progetti definitivi ed esecutivi, ed il bando di gara per i lavori.Ci vorrà ancora un pò di pazienza, ma ora abbiamo una solida base, fatta di progetti, relazioni, studi trasportistici e richiesta di finanziamento in una direzione ben precisa:quella della valorizzazione di una infrastruttura in ferro, essenziale per tutta la periferia sud-est della città”.La nuova linea avrà una capacità di 70.000 pax.al giorno ed alcune fermate saranno riposizionate, in particolare quelle tra la Stazione di Centocelle e quella di Giardinetti per differenziarle da quelle della linea ” C “,che in quel tratto viaggia in parallelo alla futura metro-tramvia. Infine, per quanto riguarda il nodo della proprietà, quest’ultima sarà oggetto di trasferimento dalla Regione Lazio al Comune di Roma nel momento della stipula della convenzione tra le due Amministrazioni. I lavori non potranno partire prima del 2022 in quanto i prossimi 18 mesi saranno impiegati per gli adeguamenti progettuali e per l’indizione e gestione della gara d’appalto europea.Non va nemmeno dimenticato che nel prossimo anno si dovrebbero svolgere anche le elezioni Comunali. Comunque,come potete immaginare, tutte queste notizie sono musica per mie orecchie- in un momento di stasi totale- anche per le prospettive di sviluppo della nostra Città e del nostro Paese.
Ora la mia curiosità è incentrata sulla possibilità di prendere visione del suddetto progetto,ed in particolare della parte relativa ai depositi tramviari come quelli a servizio della stazione di Centocelle. Penso che potrebbe essere l’occasione buona per risolvere- in una volta-la questione del nodo Casilina-Tor de’Schiavi-Camelie, oltre a verificare il percorso lungo la Casilina- all’altezza della Circonvallazione- dove il tram potrebbe svoltare a destra per incrociare sia la stazione “C”
del Pigneto che la futura stazione dell’anello ferroviario, per poi immettersi sugli esistenti binari della via Prenestina.(così,come mi pare di ricordare fosse l’idea di Silvio).Tutto ciò premesso, ritengo che quando potremo incontrarci di nuovo, dovremmo prendere contatti con la Perfetti,con Stefano e con i progettisti di questa importante opera che potrebbe soddisfare finalmente, anche, quanto ideato e proposto- circa 40 anni fa- da me e dal mio compianto Amico Tury Carrubba nel corso di convegni pubblici del Circolo ACLI, tenutisi presso il teatro S.Felice e cioè che la nostra Città aveva bisogno di trasporti su ferro e non su gomma.
Le varie Amministrazioni Comunali e Regionali succedutosi, nel quarantennio,hanno invece privilegiato il trasporto su gomma contribuendo così anche ad un ottimo inquinamento atmosferico. Ritengo inoltre che contribuire a migliorare la vivibilità e l’ambiente del nostro bel Quartiere, della nostra bella Città e del nostro
splendido Paese sia un impegno ed un dovere che ,noi anziani, abbiamo nei confronti dei nostri figli e dei nostri nipoti, che dopo anche quest’ultima sciagura- pari ad una vera e propria guerra- dovranno caricarsi un’enorme debito sulle spalle prodotto soprattutto dai vari governi della nostra generazione, negli ultimi 40 anni,oltre a quello che si sta producendo in questa drammatica circostanza.
Mi scuso con tutti Voi per essermi fatto prendere un pò la mano con queste mie esternazioni, anche, sentimentali ma la condizione inusuale in cui ci troviamo mi ha indotto a ciò;colgo comunque la piacevole occasione per AugurarVi Buone Festività Pasquali con le Vostre famiglie ed arrivederci a presto.

Un abbraccio,Luigi.

Termini-Centocelle, accolte le modifiche del ministero: depositato il progetto per trasformarla in tram

Termini-Centocelle, accolte le modifiche del ministero: depositato il progetto per trasformarla in tram
Lo ha comunicato con una nota l’assessore ai Trasporti, Pietro Calabrese

Termini-Centocelle, accolte le modifiche del ministero: depositato il progetto per trasformarla in tram

Nuovo passo avanti verso la trasformazione della ferrovia Termini-Giardinetti in un tram, che dovrebbe arrivare fino a Tor Vergata: la metrotramvia G. Come comunicato dall’assessore capitolino alla Mobilità, Pietro Calabrese, Roma Capitale ha consegnato al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti il progetto di ammodernamento che era stato presentato alla fine del 2018 nell’ambito di uno stanziamento di fondi per potenziare la mobilità su ferro per un totale di 166 milioni di euro. Il ministero ha approvato il progetto ma con delle prescrizioni: il Campidoglio puntava a una ristrutturazione dell’esistente, mantenendo gli attuali binari che presentano una distanza inferiore l’uno dall’altro rispetto a quelli di un normale tram, mentre il ministero chiede una vera e propria sostituzione, passando ad uno ‘scartamento ordinario’. Roma Capitale aveva tempo fino al 30 aprile per consegnarlo. Cosa che è avvenuta nei giorni scorsi.
“Abbiamo rivisto l’armamento della linea, così come richiesto dal Mit: si tratta in sostanza di un allargamento dei binari e di una modifica della forma delle rotaie”, ha spiegato Calabrese. “La futura metrotranvia G sarà un particolare sistema di trasporto moderno, che permetterà un collegamento diretto tra Termini e l’Università di Tor Vergata, nonché una forte adduzione alla stessa Linea C, mettendo nel ‘sistema a rete’ capitolino la complementare rapidità e capillarità delle due infrastrutture”, continua.
“La ferrovia Termini-Centocelle diventerà la metro G”
Il nuovo progetto potrebbe costare di più: dai 166 milioni di euro inizialmente previsti a circa 190 milioni. Calabrese ha commentato: “Non possiamo nascondere che, a nostro parere, la soluzione con lo scartamento ridotto sarebbe stata quella che avrebbe garantito maggiore continuità del servizio e minore spesa. Ma il Mit, che finanzierà da solo l’intero progetto, ha avanzato la possibilità di aumentare le risorse previste, permettendoci di ampliare il progetto e migliorare anche la funzionalità del deposito, però con il vincolo di modificare lo scartamento. Rinunciare a tali maggiori risorse sarebbe stato irragionevole. Abbiamo invece seguito le indicazioni per portare avanti l’opera a beneficio di tutti”. A ottobre, aggiunge, “faremo anche un’ulteriore richiesta per potenziare ancora il piazzale est del deposito della linea, che verrà messo a servizio dell’intera rete, andando ad ampliare la disponibilità di depositi tranviari”.
“Una buona notizia”, commenta il Comitato di quartiere Torpignattara. “Anche noi, come l’assessore, pensiamo sarebbe stato più utile mantenere lo scartamento ridotto, per garantire efficienza, velocità, continuità nel servizio ed economicità. Ma allo stesso tempo concordiamo anche sul fatto che c’era il severo rischio di veder allungare i tempi del progetto (o anche vederlo sfumare). Non ci resta che sperare in una celere approvazione del progetto da parte del Ministero e un rapido avvio dei lavori”.

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“È una vittoria di tutti i cittadini di Roma Est, e non solo”, il commento di Enrico Stefàno, presidente della commissione capitolina Mobiltà. “I prossimi passi saranno la redazione dei progetti, definitivi ed esecutivi, e il bando di gara per i lavori. Ci vorrà ancora un po’ di pazienza, ma ora abbiamo una solida base, fatta di progetti, relazioni, studi trasportistici e richiesta di finanziamento in una direzione ben precisa: quella della valorizzazione di una infrastruttura su ferro, essenziale per tutta la periferia sud-est della Città”.

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DA ROMA TODAY

La ferrovia Termini-Centocelle diventerà un tram: la ‘metro G’ arriverà a Tor Vergata

La ferrovia Termini-Centocelle diventerà un tram: la ‘metro G’ arriverà a Tor Vergata
Stefàno: “La posa della prima pietra avverrà entro la metà del 2022”

La ferrovia Termini-Centocelle diventerà un tram: la ‘metro G’ arriverà a Tor Vergata

a ferrovia Laziali-Centocelle diventerà un tram, partirà da Termini e arriverà fino a Tor Vergata. Gli uffici di Roma per la Mobilità stanno lavorando per adeguare il progetto di ammodernamento presentato dal Comune di Roma alla fine del 2018 al ministero delle Infrastrutture alle prescrizioni avanzate dal ministero stesso. È quanto emerso questa mattina da una commissione capitolina Mobilità presieduta da Enrico Stefàno e partecipata da molti comitati di cittadini. La principale modifica richiesta riguarda proprio la trasformazione della tratta in un vero e proprio tram: il Campidoglio puntava a una ristrutturazione dell’esistente, mantenendo gli attuali binari che presentano una distanza inferiore l’uno dall’altro rispetto a quelli di un normale tram, il cosiddetto ‘scartamento ridotto’, mentre il ministero chiede una vera e propria sostituzione, passando ad uno ‘scartamento ordinario’. Progetto approvato e finanziato, quindi, ma che dovrà essere cambiato.
“Noi eravamo convinti della bontà del piano che manteneva lo ‘scartamento ridotto’, se non altro per non allungare i tempi di realizzazione”, ha spiegato Stefàno ai presenti. “Ma crediamo che per salvare l’opera un altro dibattito di almeno un anno sul tipo di scartamento vada evitato. Quindi ora lavoreremo per soddisfare le richieste del Mit ed entro il 30 aprile prossimo depositeremo il progetto con tutte le modifiche”.
Sulla carta c’è già anche il nome della nuova tratta: metro G. Dalle 20 fermate del tracciato storico, da Laziali a Giardinetti, anche se da ormai cinque anni si ferma a Centocelle, si passerà a 29. Il capolinea arriverà a Termini, non molto distante da piazza dei Cinquecento, sempre su via Giolitti, che quindi verrà riorganizzata, soprattutto per quanto riguarda la sosta. Le altre otto fermate si aggiungeranno dopo Giardinetti quando il tram girerà per raggiungere Tor Vergata dove sorgono il Policlinico e la zona universitaria. Il presidente di Roma servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi, ha poi spiegato che “una serie di fermate verrà ricollocata. In particolare quelle tra Centocelle e Giardinetti”, dove la metro C corre parallela alla via Casilina e quindi al tracciato della ferrovia. “Queste fermate si chiameranno Grano, Policlinico e Centro commerciale”.
Per il progetto sono stati chiesti 166 milioni di euro anche se le modifiche richieste dal ministero faranno lievitare i costi. La stima è che si arrivi attorno ai 190 milioni di euro, compresi i finanziamenti necessari all’acquisto dei nuovi tram. La nuova linea avrà una capacità di 70mila passeggeri al giorno e potrebbe mantenere il tracciato attuale anche se i particolari del progetto, alla luce delle modifiche richieste dal Mit, sono in corso di valutazione. Anche i tempi sono destinati a lievitare e, ad oggi, non si ha ancora una stima di quando l’opera potrebbe essere consegnata ai cittadini.
Entro il 30 aprile 2020 andrà presentato il nuovo progetto con le modifiche richieste dal Mit. Seguiranno poi 12 mesi circa per l’adeguamento progettuale. A quel punto verrà indetta la gara per l’assegnazione dei lavori. Entro il 31 dicembre 2021 andranno firmati i contratti con le società aggiudicatrici dell’appalto. “La posa della prima pietra dovrebbe avvenire entro la metà del 2022”, ha spiegato Stefàno. Ma nessun particolare è stato fornito sui tempi di realizzazione dell’opera. Nel corso della commissione è emersa anche la conferma che la proprietà dei binari passerà dalla Regione Lazio al Comune di Roma. “Il nodo verrà affrontato definitivamente al momento della stipula della convenzione”, ha confermato Stefàno.
Il tema del rinnovamento della tratta è molto sentito dai residenti dei quartieri interessati tanto che negli anni comitati e associazioni si sono battuti affinché avvenisse. Nei giorni scorsi diversi soggetti, tra cui l’Osservatorio regionale sui trasporti, l’associazione TrasporTiamo e Assoutenti, avevano scritto alle istituzioni esprimendo non poche preoccupazioni in merito alla decisione di sostituire i binari, in particolare, per la lievitazione dei tempi e dei costi necessari a portare a termine la nuova infrastruttura. “Non abbiamo ascoltato alcun cronoprogramma operativo e abbiamo ricevuto la certezza che, intanto, l’attuale trenino non tornerà a coprire la tratta compresa fra Centocelle e Giardinetti soppressa da cinque anni, in attesa della sostituzione con il nuovo tram”, dichiara il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi, dopo la commissione. Carlo Andrea Tortorelli di Sferragliamenti della Casilina commenta invece: “Condividiamo l’idea che sia inutile aggrapparsi alla posizione dello scartamento ridotto, sebbene fosse più che motivata, perché comporterebbe la perdita dei finanziamenti e ulteriori ritardi di diversi anni”. Dai residenti di via Giolitti è arrivata invece la richiesta di prevedere nel nuovo progetto un accesso migliore per il Tempio di Minerva Medica che oggi si ritrova schiacciato tra il fascio di binari che esce da Termini e la ferrovia Laziali-Centocelle.

In quanto alla lettera ‘G’ è conseguenza della progressione della rete della metro romana che è contenuta nel Pums: oltre alle tre linee di metro A, B e C, viene considerata la linea D, la Roma-Lido dovrebbe diventare una E, la Roma-Viterbo la F e così alla Roma-Giardinetti viene attribuita la G.

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Centocelle, installate due nuove pietre d’inciampo: “Abbiamo riportato a casa due concittadini”
Prosegue per il quarto anno di fila il progetto dell’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros

Centocelle, installate due nuove pietre d’inciampo: “Abbiamo riportato a casa due concittadini”

Sono state installate a Centocelle martedì 14 gennaio le due nuove pietre di inciampo dedicate ai partigiani Italo e Spartaco Pula. Il progetto realizzato dall’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros e coordinato dalla ricercatrice di storia contemporanea Stefania Ficacci, è arrivato alla sua quarta edizione. “Anche quest’anno”, scrive l’associazione “ha portato l’opera artistica #stolpernsteine delle scultore tedesco Gunter Demnig nelle strade del quartiere di Centocelle. Come ogni volta, abbiamo vissuto momenti di gioia e di commozione insieme ai familiari delle vittime, trucidati dai nazisti alle Fosse Ardeatine”.
Leggi tutta la storia del progetto e dei due partigiani
Alla cerimonia di installazione in via Ceccano 13 e in via Ceprano 58 erano presenti le figlie, il genero e le nipoti e pronipoti dei due partigiani. C’erano anche i bambini della Scuola Primaria Romolo Balzani, del Liceo Classico Benedetto Da Norcia con gli insegnanti, Arteinmemoria, l’Anpi Centocelle, la SPI CGIL V e i rappresentanti delle istituzioni municipali. “Ma soprattutto c’erano tanti cittadini, che con noi hanno condiviso questo momento di ricordo, ma anche di gioia. Ci piace infatti pensare che, anche quest’anno, abbiamo riportato a casa due nostri concittadini. Lo abbiamo fatto attraverso l’arte, ma anche la ricerca storica curata dal nostro team di ricercatori”.

Tra Torpignattara e Centocelle si aggiungono così altri due tasselli di memoria che da ormai quattro anni stanno ridefinendo la geografia della storia di questi quartieri. In quattro anni sono 15 le pietre d’inciampo installate nel V municipio dall’associazione Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros.

Dal giornale on line Roma Today

 

Parco di Centocelle, altro che restyling: il M5s cancella dal bilancio 2 milioni e mezzo per l’area

Parco di Centocelle, altro che restyling: il M5s cancella dal bilancio 2 milioni e mezzo per l’area
Nel maxi emendamento al bilancio di previsione, tra le opere cancellate per mancanza dei “requisiti minimi essenziali della progettazione”, anche la musealizzazione delle ville romane

Parco di Centocelle, altro che restyling: il M5s cancella dal bilancio 2 milioni e mezzo per l’area

iente museo delle ville romane nel parco di Centocelle. Con il maxi emendamento al bilancio di previsione 2020-2022 i fondi sono stati stralciati. Si tratta di due milioni e mezzo di euro necessari per la realizzazione di un Centro espositivo per i resti archeologici presenti nel parco, quelli venuti alla luce con una serie di scavi negli anni ’90. Un primo importante passo verso la rinascita di un’area martoriata da rifiuti interrati, insediamenti abusivi, autodemolitori, che adesso sfuma, per l’ennesima volta, nel nulla.
Se ne parla da almeno un decennio di valorizzare i reperti dell’antica Roma in modo da far emergere anche le bellezze archeologiche della periferia. Nel 2015 vennero stanziati 2 milioni di euro di fondi per il cantiere, ma il progetto esecutivo non venne mai presentato e il finanziamento saltò. L’iter sembrava ripartito un anno fa, gennaio 2019, con la gara per l’affidamento del progetto, pari a un importo di 177mila 232 euro. In autunno l’apertura delle buste. Nel frattempo erano state recuperate anche le risorse economiche per la realizzazione finale. Due milioni e mezzo, appunto, ora finiti nell’elenco delle opere definanziate nell’ultima manovra economica a palazzo Senatorio. Circa 500 milioni di euro persi per opere delle quali mancavano “i requisiti minimi essenziali di progettazione”, necessari per impegnare i centri di costo.
“Si va avanti a parole e indietro nei fatti” commenta a RomaToday il consigliere capitolino del Pd Giovanni Zannola. “Siamo di fronte all’ennesima testimonianza di incapacità di questa amministrazione”. E tiene bassi i toni seppur a fatica la presidente M5s della commissione Cultura Eleonora Guadagno. Che più volte sul progetto di musealizzazione delle ville del parco ha messo la faccia. Non si contano le commissioni convocate per fare il punto con i cittadini e le promesse elargite con convinzione e determinazione. “Ho già convocato per la prossima settimana in audizione la Soprintendenza, molte opere che ho seguito personalmente erano a un buon livello di progettazione”. L’irritazione è palese. Quella della consigliera grillina che nulla sapeva dell’elenco di opere saltate, ma anche quella dei cittadini. Perché oggi il parco di Centocelle vive il suo ennesimo anno zero.

 

 

 

 

 

Dal 2017 in attesa della bonifica dai rifiuti interrati presenti nell’ex canalone Mussolini, sul perimetro ovest del polmone verde, mai avvenuta nonostante un’ordinanza della sindaca Raggi che ne stabiliva nero su bianco l’urgenza, siamo arrivati al 2020 con poco o nulla di concreto. Ci sono a bilancio, quelli sì, circa 500mila euro per intervenire con la rimozione degli strati di rifiuti trovati sotto il terreno. Troppo pochi, come ammesso tempo fa dalla stessa prima cittadina che chiese aiuto alla regione Lazio senza ottenere risposte, e ancora da impegnare in un bando di gara. Uno stallo a cui si aggiunge oggi, pesante come un macigno, anche il definanziamento del sogno massimo: un polo turistico culturale nel cuore di Roma est.

 

LEGGERE  ATTENTAMENTE LO SCRITTO IN GRASSETTO.

 

Più luci, vigili di quartiere ed eventi: in Prefettura il patto per la “riqualificazione” dei municipi V e VI

Più luci, vigili di quartiere ed eventi: in Prefettura il patto per la “riqualificazione” dei municipi V e VI
Il protocollo è stato firmato dalla prefetta, dalla sindaca, dalla Camera di Commercio e da Acea

Roma più sicura, dalle periferie al centro nessuna zona franca: il piano del Ministero dell’Interno
12 novembre 2019

Roma più sicura, il nuovo piano del Viminale: 550 agenti in più e 28 aree sorvegliate
16 novembre 2019
Vigili di quartiere, più illuminazione pubblica, eventi culturali e sostegno alle imprese. Passa da questa ricetta la “riqualificazione urbana e sociale dei municipi V e VI” al centro di un protocollo d’intesa sottoscritto oggi dalla prefetta Gerarda Pantaleone, dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, dal presidente della Camera di Commercio, Lorenzo Tagliavanti, e dall’amministratore delegato di Acea spa, Stefano Donnarumma. Un documento che segue il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dello scorso 15 novembre al quale ha partecipato anche la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgiese. La titolare del Viminale, si legge in una nota diramata dalla Prefettura, ha sottolineato come il rafforzamento della sicurezza della Capitale passa anche attraverso interventi di miglioramento della vivibilità e del decoro urbano”.
Il protocollo prevede un’azione che integri misure di diversa natura per garantire la sicurezza quale “bene primario dei cittadini”. Si tratta, si legge nella nota, di un “approccio integrato alla gestione della sicurezza” che vede muoversi in sinergia le forze dell’ordine, lo stato, gli enti locali e la società civile che “intendono combattere insieme i fenomeni criminosi nel tessuto cittadino”. Sarà un progetto-pilota che prende il via dai municipi V e VI ma che farà da apripista anche in altri territori della città.
E’ così che tra i nove articoli di cui è composto figura un piano straordinario per l’illuminazione pubblica di competenza di Acea spa “con 35 interventi già definiti, oltre a garantire il ripristino degli impianti non funzionanti, mediante un canale di segnalazione specifico con Prefettura e Forze di Polizia” e un incentivo per gli esercenti privati per “l’accensione notturna di vetrine e insegne”. E ancora. Un sostegno alle reti di impresa da parte della Camera di Commercio di Roma che mette a disposizione 100mila euro per finanziare a fondo perduto progetti a favore delle reti di impresa territoriali, attività gratuite aperte al pubblico, feste di quartiere, eventi di valorizzazione dei prodotti agroalimentari. Per un massimo di 10mila euro a progetto.
Roma Capitale si è invece impegnata, “anche in concomitanza con le prossime festività natalizie, a prevedere attività ed eventi nei municipi V e VI pure in orari non convenzionali, per indurre le comunità locali a vivere i quartieri”. Non solo, verr avviata “la sperimentazione del vigile di quartiere, così da creare un’interazione diretta fra cittadini, operatori economici e personale della polizia municipale”.

La Prefettura, si legge nel documento sottoscritto, “monitorerà l’andamento delle attività previste con cadenza mensile”. Per contrastare raket e usura “porrà in essere azioni volte a stimolare i soggetto economici vessati alla denuncia” sostenendo anche le iniziative del Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura.

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Dal giornale on line: abitare roma

 

Il Piano degli investimenti 2020-2022 nel V Municipio
Potenzialità e limiti di una proposta, condizionata dalle capacità di indebitamento del Comune di Roma

Nei prossimi giorni verrà discussa nei Municipi e nell’Assemblea Capitolina la proposta di bilancio, che comprende il piano triennale 2020-2022 per gli investimenti su verde, viabilità, immobili del Comune di Roma. Gli interventi previsti sono suddivisi per Municipio e a questo link potete trovare il dettaglio delle opere da finanziare nel V Municipio.
Molti interventi previsti derivano da richieste e sollecitazioni effettuate nell’ultimo anno da Associazioni e Comitati di quartiere, mentre gli interventi sulla viabilità, sul verde e sugli edifici scolastici sono legati alle cattive condizioni del manto stradale ed alle esigenze di manutenzione e di messa a norma di scuole, spazi verdi e asili nido.
Gli interventi previsti dal municipio non sono suddivisi nei tre anni del piano, ma sono stati tutti concentrati nel 2020. In particolare, sono previsti:

interventi di manutenzione e di adeguamento per le scuole Baracca, Pezzani, Giulio Cesare, Iqbal Masih, Piranesi, Toniolo;
interventi di manutenzione per scuole materne, asili nido e palestre scolastiche;
interventi di manutenzione per il Casale Garibaldi, il Centro Culturale Michele Testa e Morandi, il Centro anziani Morandi;
interventi di manutenzione stradale per tratti di via de Chirico, via Casilina, via Costi, per marciapiedi e caditoie nel Municipio;
interventi di consolidamento del sottosuolo;
isola ambientale e riqualificazione di via degli Angeli a Villa Certosa;
pista ciclabile e riqualificazione di via dei Pioppi;
riqualificazione di piazza Malatesta e via Gattamelata;
riqualificazione delle aree adiacenti le scuole di via Appiani e Giulio Cesare;
riqualificazione spazi verdi di via Anagni, via Olcese, via Castel di Ieri, playground polifunzionale di Piazza Sabaudia e manutenzione di aree verdi ed alberature del Municipio;
riqualificazione anfiteatro via dei Meli e nuovi orti urbani.

A questi progetti del Municipio si aggiungono quelli gestiti dai Dipartimenti comunali, che per le opere ricadenti nel V Municipio prevedono tra l’altro per il 2020-2021:
nuova sede del laboratorio archeologico presso la ex sede del Municipio in piazza della Maranella, restauro e consolidamento del complesso dei Gordiani;
interventi di manutenzione sui tratti di viale Togliatti, via Casilina, via Prenestina, via Tor Tre Teste, via Collatina, via di Porta Furba;
pista ciclabile Togliatti tra la via Collatina e la via Prenestina.

Quasi tutti gli interventi previsti sono finanziabili tramite accensione di prestiti, mentre solo alcuni possono godere di trasferimenti effettivi di capitale (Casale Garibaldi, Michele Testa, Castel di Ieri). Persino gli interventi di piazza Malatesta e via Gattamelata, che avrebbero dovuto usufruire dei contributi versati per la realizzazione del PUP (parcheggio sotterraneo del Piano Urbano Parcheggi), vengono finanziati con accensione mutui. Questa condizione limiterà notevolmente il numero degli interventi che potranno essere effettivamente realizzati, perché il livello complessivo di indebitamento del Comune di Roma nel 2020 non potrà superare certi limiti e ciò determinerà una inevitabile selezione rispetto a tutti gli interventi richiesti dai vari Municipi romani.
Sarà quindi determinante il ruolo che potranno svolgere le Associazioni, i Consigli scolastici e i Comitati di quartiere per sollecitare la Giunta e gli Uffici tecnici municipali ad un rapido allestimento dei progetti e delle procedure di finanziamento e per evitare che tutte queste opere rimangano un semplice elenco cartaceo senza alcuna realizzazione operativa.

Per dettaglio opere finanziate dal V Municipiohttps://abitarearoma.it/wp/wp-content/uploads/2019/11/Piano_Investimenti2020-2022_mun5.pdf cliccare su:  Piano_Investimenti2020-2022_mun5

La Commissione capitolina Cultura e Ambiente fa il punto sul Parco di Centocelle
Resoconto dell’incontro del 23 settembre
Alessandro Moriconi – 25 Settembre 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 23 settembre abbiamo partecipato alla Commissione Capitolina congiunta Cultura e Ambiente (presenti i due presidenti Guadagno e Diaco) sul Parco Centocelle.
La riunione era stata convocata per fare il punto sulla situazione di stallo che regna ormai fin dall’indomani dell’incendio avvenuto nel 2017 nella cavità sottostante il “Canalone” e che per oltre un mese ha ammorbato i residenti dell’intero quadrante e in particolare quelli delle Case Popolari di via di Centocelle 3.
L’antefatto
Qui una delle “fumarole” era proprio all’interno del complesso e sotto le finestre dei condomini ed ha prodotto una prima Ordinanza del Sindaco per l’interdizione dei luoghi, l’utilizzo delle acque e l’impegno a stanziare un milione di euro e a darsi un tempo per la caratterizzazione dei rifiuti, interrati in anni di insediamenti abusivi, e alla rimozione degli stessi.

Nel corso del 2019 è stata emessa una nuova ordinanza del Sindaco Raggi con l’affidamento all’Università e al Cnr delle indagini nel sottosuolo al fine di quantificare ed individuare i veleni, perché questi sono presenti sia nel parco che nel “canalone”. Tutto ciò nel Parco al fine di procedere sia ai lavori del 2° Lotto del Parco e nel canalone sia alla bonifica che alla rimozione dei rifiuti presenti nel sottosuolo.
Il comunicato dell’assessore Pulcini
Tra i presenti anche l’assessore all’ambiente del Municipio Roma V che ha emesso un comunicato in cui come al solito ha ricordato anni di sospensione dei lavori e di immobilismo combattuti con mesi di impegno dell’attuale Giunta Pentastellata per raggiungere “l’obiettivo di riqualificare e valorizzare l’area verde e rimuovere ogni traccia di inquinamento e di rifiuti”.
Pulcini ha ricordato il recupero in bilancio dello stanziamento per i lavori del 2° lotto che, secondo lui, potrebbero essere affidati all’Impresa 2ª classificata nella gara pubblica e lo stanziamento di 500.000 euro (del milione previsto dal Sindaco Raggi) per la bonifica e che dicono (ovviamente) essere insufficenti per l’esecuzione della stessa.
Pulcini nel suo comunicato, e nell’intervento in Commissione (tra non molto sarà comunque disponibile il verbale), ha anche parlato di un utilizzo del Tunnel (afferma ex STEFER) per un accesso ciclopedonale al Parco da Torpignattara e la ristrutturazione e messa in sicurezza del manufatto denominato “Antica Osteria Romana” di proprietà del MIBAC.
Ovviamente senza nessuna indicazione sia per quanto riguarda i beni e sia per quanto riguarda i finanziamenti necessari alla realizzazione dei progetti, che, tra l’altro, ad oggi, neppure esistono, come non esistono indicazioni e progetti di aree da adibire a parcheggi su via di Centocelle.
Il dibattito in Commissione
In Commissione c’è stato un ampio dibattito: l’archichetto Giannelli, responsabile del RUP e del procedimento, ha parlato dei progetti già finanziati del 2° stralcio, che comunque necessitano, per il troppo tempo trascorso (5 anni), di indispensabili verifiche che potrebbero richiedere alcune settimane.
Il presidente Guadagno ha ricordato che occorre verificare l’idoneità degli accessi al parco ed eventuali miglioramenti da apportare.
A questo punto ha preso la parola Cino Urio a nome di uno dei comitati che da tempo opera in difesa del parco, per ricordare che il Progetto vincitore di una Bando Europeo aveva già previsto dove realizzare gli accessi e tra questi quelli di Torpignattara, viale P. Togliatti e via Papiria, oltre a quelli realizzati su via Casilina.
Preciso, e senza tanti giri di parole, l’intervento del presidente della Commissione Ambiente D. Diaco il quale ha ricordato che c’è una urgente esigenza di chiudere la fase progettuale al fine di elaborare il Bando e passare alla Gara d’appalto per non perdere gli stanziamenti individuati dopo un certosino lavoro.
Nel suo intervento la dottoressa Laura D’Aprile della Direzione Rifiuti del Comune di Roma ha ricordato l’annoso problema dei rottamatori presenti sul Parco, sia di quelli parzialmente autorizzati, ma comunque chiusi da un’Ordinanza Comunale, e sia quelli totalmente abusivi e sul quale esiste un contenzioso con l’Autorità Giudiziaria. Ricorsi che il Tar dovrebbe chiudere con una Sentenza che, a meno di imprevisti o rinvii, dovrebbe essere emessa il 23 ottobre.
Attualmente quindi non ci sono le condizioni per concedere autorizzazioni di qualsiasi natura e il TAR terrà sicuramente conto delle osservazioni del Comune di Roma.
In merito alle analisi dei terreni sottoposti ad interdizione si è appreso che le risposte della Sapienza, pervenute l’8 di agosto, non riguardano la caratterizzazione dei rifiuti e che ha l’Ama ha dichiarato che l’Azienda è in grado di intervenire solo sui rifiuti fuori terra e non su quelli interrati.
Per quanto riguarda le bonifiche del sottosuolo dell’intera città, queste saranno trattate con un unico provvedimento di concerto con la Regione Lazio, CNR, ISPRA, ARPA che sarà discusso in una riunione ad hoc convocata per il 1° ottobre.
Il Consigliere comunale Pd Giovanni Zannola ha chiesto i risultati delle analisi del sottosuolo commissionate con una apposita convenzione alla Sapienza e la dott.ssa D’Aprile ha ribadito che, mentre sono disponibili quelli di cui all’Ordinanza del 2018, per quelli dell’ordinanza del 10 febbraio 2017 è indispensabile prima rimuovere i rifiuti.
Il Consigliere De Priamo dei FD’I ha dichiarato il proprio sconcerto in merito alla chiusura o meno dell’ordinanza del 2017 e che il suo gruppo farà un immediato accesso agli atti per conoscere i dati e le eventuali criticità.
La seduta si è chiusa con una informazione della dott.ssa D’Aprile in merito alla presenza di tutti gli studi riguardanti il Parco di Centocelle sul sito del Comune di Roma.
Di cosa non si è parlato
Non sono stati neppure sfiorati i problemi circa le proprietà dei terreni privati su cui sembrano essere ormai decaduti tutti i vincoli riguardanti gli espropri, non è stata data nessuna indicazione sui tempi di realizzazione dei progetti e sui rischi che si perdano finanziamenti.
Delle giunte dei tre municipi interessati dal Parco di Centocelle – V, VI e VII – ha partecipato all’incontro solo quella del Municipio V con Boccuzzi, Brunetti e Pulcini.

Il Parco di Centocelle di nuovo in commissione, dagli accessi agli autodemolitori: tutti i nodi da risolvere

Il Parco di Centocelle di nuovo in commissione, dagli accessi agli autodemolitori: tutti i nodi da risolvere
La situazione della bonifica e dell’apertura dell’area è stata analizzata in commissione congiunta Cultura e Ambiente

Il Parco di Centocelle di nuovo in commissione, dagli accessi agli autodemolitori: tutti i nodi da risolvere

 

Approfondimenti

Parco di Centocelle, i tempi eterni della bonifica: “Si rischia di perdere i 500mila euro di fondi”
26 giugno 2019

Parco di Centocelle, dalla bonifica agli autodemolitori il Comune è immobile: “Subito un tavolo interistituzionale”
17 luglio 2019

Parco di Centocelle, Diaco (M5s) esulta: “A bilancio 2,6 milioni per restyling”. Senza bonifica però servono a poco
2 agosto 2019
Dagli accessi non previsti ai ricorsi degli autodemolitori. Tutti i nodi ancora da sciogliere in merito all’annosa vicenda del Parco archeologico di Centocelle sono finiti ieri sul tavolo di una commissione capitolina congiunta tra Ambiente e Cultura riunita in una seduta molto partecipata alla quale hanno preso parte diversi uffici amministrativi e tecnici. Assente invece la Soprintendenza di Stato, che avrebbe dovuto affrontare il problema della cosiddetta antica osteria romana, “ormai a rischio crollo a causa di un cedimento della copertura che determina l’entrata della pioggia nel monumento”. Al centro l’iter che dovrebbe portare alla riqualificazione e all’apertura di spazi oggi occupati da discariche abusive e sterpaglie.
“Con 2.659.997 euro rimessi in bilancio, questa Amministrazione sta portando avanti con fermezza e volontà politica un importante obiettivo che riguarda un parco rilevante non solo per la città di Roma ma a livello nazionale”, le parole di Eleonora Guadagno, presidente della commissione Cultura. “Ad oggi i fondi relativi al primo stralcio per la realizzazione del Centro espositivo, che si trova nella parte centrale del Parco, sono stati impegnati con due gare in corso di svolgimento”, ha spiegato in una lunga nota successiva alla commissione. “Si attende che la Commissione di Gara valuti le offerte tecniche ed economiche per procedere con gli affidamenti entro dicembre 2019”.
A frenare il secondo stralcio, “relativo alla riqualificazione della zona contigua al Centro Espositivo che si estende verso Centocelle”, la necessità di modificare il progetto messo a bando, in particolare per quanto concerne gli accessi per i cittadini. Spiega Guadagno: “Il progetto per il quale fu fatto un bando nel 2013 va aggiornato rispetto alla normativa vigente con alcune variazioni da definire nel dettaglio, tra cui quelle relative agli accessi per i cittadini. Anche per gli step che prevedono la realizzazione del secondo stralcio ci si è posti come obiettivo di impegnare i fondi stanziati entro il 31 dicembre di quest’anno”. Il Campidoglio, spiega la consigliera, sta vagliando la possibilità di utilizzare “la graduatoria del bando del 2013 senza dover ricorrere a un nuovo bando”.
C’è poi la questione degli autodemolitori che sorgono nel parco lungo la via Palmiro Togliatti che sono “altamente impattanti sull’Area archeologica e paesaggistica”. L’Amministrazione capitolina, spiega Guadagno, “dopo un’attenta opera di censimento e valutazione del grave stato delle attività degli autodemolitori, che si concentrano sul territorio, di cui in gran parte abusivi, è in attesa di una decisione di merito da parte del TAR Lazio, che si esprimerà il 23 ottobre prossimo su tutti i ricorsi avviati”.
Infine il nodo delle “discariche abusive, dell’inquinamento e della tossicità del sito, oggetto di sversamenti continui da parte di privati, incendi e ogni azione di degrado perpetuate da anni, si sono fatti numerosi campionamenti grazie alle convenzioni con l’Università La Sapienza, con l’Arpa e il CNR. Le attività di rilevamento e di analisi di porzioni di suolo, sottosuolo e acque; nonché della qualità dell’aria, che ancora si stanno svolgendo, serviranno ad ottenere una mappatura completa dello stato delle cose, al fine di avviare mirate azioni di bonifica ad opera dell’Amministrazione, in collaborazione con la Regione Lazio”. L’obiettivo, ha ribadito Guadagno, è “garantire un’azione integrata tra uffici e parte politica, al fine di accelerare tutti gli atti opportuni alla musealizzazione dell’Area archeologica con l’accessibilità alla Villa delle Piscine che vi si trova”.
“Il nostro obiettivo come Movimento 5 stelle”, ha aggiunto l’assessore all’Ambiente del V municipio, Dario Pulcini “è quello di restituire in tempi rapidi un importante polmone verde alla cittadinanza. Sappiamo che è un percorso in salita, ma ce la stiamo mettendo tutta e abbiamo già svolto le indagini per la bonifica. Ricordo che, per effettuarla, abbiamo stanziato 500.000 euro che verranno impegnati questo anno”.
“Ieri siamo stati in commissione ed abbiamo registrato che molti sono i problemi che – ancora, ancora e ancora – attendono soluzione”, il commento dei cittadini del comitato Pac Libero. “Dopo anni di sollecitazioni e richieste, al momento a frenare l’iter per la realizzazione del Parco è l’apertura di altri accessi, almeno lato via Palmiro Togliatti, Via Papiria e da Tor Pignattara, non previsti nel progetto del secondo stralcio. Ma anche la delocalizzazione degli autodemolitori è ferma. Occorre aspettare – ancora, ancora e ancora – la decisione del Tar, del prossimo 23 ottobre”.

“Avendo toccato con mano la complessità del problema e l’inefficacia di quanto messo in campo fino ad oggi, crediamo che l’unica soluzione sia l’apertura di un tavolo interistituzionale con Roma Capitale, la Città Metropolitana e la Regione Lazio in modo tale che si possano coordinare tutti i dipartimenti competenti per area”, commenta Cristiana Trizzino del comitato Pac Libero. “E’ incredibile come ancora non esista un cronoprogramma che stabilisca come sciogliere i nodi che ancora abbiamo di fronte. In questo momento è invece l’unica possibilità per dare soluzione a questo gomitolo complesso, sicuramente ereditato dal passato e frutto di anni di immobilismo che hanno fatto fermentare i problemi ma che questa amministrazione si sta rivelando non all’altezza di affrontare”.

 

 

 

 

 

Centocelle, torna il Premio Mario Caldaro per la mobilità sostenibile

 

 

Torna per il secondo anno consecutivo il Premio Mario Caldaro, fondatore del GS Cicli Caldaro di Centocelle e artigiano promotore dell’uso della bicicletta a Roma. Il concorso consiste nell’elaborazione di “attività e proposte per l’incremento dell’uso della bicicletta nella mobilità quotidiana”; nel contributo per “accrescere la coscienza civica rispetto al risparmio delle risorse ambientali ed economiche destinate alla mobilità”, nella proposta di “attività utili alla cura del quartiere, alla sua conoscenza e alla sua rigenerazione positiva su tematiche di sostenibilità ambientale”.
Spiega l’assessore municipale all’Ambiente, Dario Pulcini: “Chiunque può partecipare, inviando i propri progetti sull’ambiente e sulla mobilità sostenibile realizzati nella città di Roma. L’evento si svolge all’interno delle iniziative promosse dal Municipio per la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile”.

I primi tre classificati verranno premiati il 21 settembre al termine di una ciclo-passeggiata a Centocelle in piazza San Felice Da Cantalice. In palio ci sono una bici mountain bike 26, pattini in linea da adulto, uno skateboard in polipropilene e fibra di vetro. La presentazione dei lavori deve avvenire entro mezzogiorno del 12 settembre presso l’ufficio protocollo del V municipio in via di Torre Annunziata 1.

 

Roma, Centocelle tra rifiuti ed erbacce: «Siamo abbandonati»

Carne”.

È il tema che lo street artist Mauro Sgarbi ha scelto per dipingere alcune campane per la raccolta del vetro a Centocelle nell’ambito del progetto “Gau, Gallerie urbane”. «Rappresenta bene la crudezza che a volte è parte di Roma e anche di questo quartiere» dice Sgarbi. Passeggiare per Centocelle è come perdersi in un prato incolto dove pizzicano zanzare e pungono spine, osservando le buche di via dei Narcisi, l’immondizia di via dei Castani e quel serpente sbucato due giorni fa vicino i cassonetti in via dei Frassini. Ma se sposti le erbacce, trovi fiori rari. Tra sacro e profano, così appare Centocelle. Il sacro è l’aria di solidarietà che si respira nel quartiere, l’attivismo degli abitanti, il fuoco culturale che serpeggia sotto le erbacce. E il sorriso accogliente di Orazio Giuffrida, 80 anni: «Ho aperto il bar in via dei Noci nel 1956, qui sono passati Pasolini, Baglioni e tanti altri».

Poi c’è il “profano” che racconta Silvio Bruno, presidente dell’associazione Centocelle Storica: «È un quartiere abbandonato, con marciapiedi dissestati, rifiuti ovunque, gli alberi non potati, i progetti per la bonifica e la valorizzazione delle ville Romane del Parco di Centocelle sono ancora bloccati».

IL DEGRADO 

Qualche passo nel quartiere e arrivano subito schiaffi al decoro. Le caditoie di via dei Noci sono ostruite, lo spartitraffico doveva essere pedonale, ma è una discarica e ieri c’era addirittura chi ci dormiva. «Dobbiamo chiudere le finestre per il cattivo odore che viene dai cassonetti di via delle Begonie e via delle Mimose a causa dell’immondizia fuori i cassonetti» racconta Olindo Tobolacci, residente. «Non si può camminare sui marciapiedi, i bambini rischiano di inciampare nei rifiuti» commenta Maria Di Lorenzo, residente. Angelo Paiano, abita a Centocelle dagli anni Cinquanta e si sofferma sull’assenza dei parcheggi e propone di «crearli sullo spartitraffico di viale Palmiro Togliatti, oggi preda di sbandati». Anche qui i “pollai”, le reti arancioni che prendono il posto della manutenzione, spuntano a ogni angolo. Alessandro Moriconi, ex consigliere del V Municipio, indica la recinzione che da due mesi avvolge il marciapiede distrutto in un tratto di via dei Castani dopo il crollo di un albero: «Non si può interrompere il marciapiede così, più volte ho chiesto che sistemassero questo scempio».

LE BATTAGLIE 
Centocelle resiste al degrado, è in trasformazione, tanti i progetti culturali in ballo. C’è anche il restyling di diverse zone, come la sistemazione di piazza dei Gerani avviata da Rete Imprese Castani grazie a un bando regionale vinto. L’associazione dei commercianti, sta portando avanti anche un’altra battaglia, quella contro la semi-pedonalizzazione di via dei Castani voluta dal Campidoglio. «Distrugge il tessuto commerciale – dice Monica Paba, di Rete Imprese Castani – allontana le fermate dell’Atac, toglie parcheggi e stravolge completamente la viabilità. Nessuno – aggiunge – ci ha consultati, insomma, è un piano calato dall’alto». In via dei Pioppi un altro schiaffo al decoro: l’Acquedotto Alessandrino è sepolto da erbacce e rifiuti. C’è, ma non si vede. Tra le battaglie dei residenti, c’è quella contro il mercatino di ciarpame di viale della Primavera. «Oggetti rubati, presi dai cassonetti, è uno scempio» dice Anna. «Gli interventi dei vigili sono sporadici, sequestrano e loro tornano» aggiunge Moriconi. 
 

 

Roma, Centocelle tra rifiuti ed erbacce: «Siamo abbandonati»

“Carne”. È il tema che lo street artist Mauro Sgarbi ha scelto per dipingere alcune campane per la raccolta del vetro a Centocelle nell’ambito del progetto “Gau, Gallerie urbane”. «Rappresenta bene la crudezza che a volte è parte di Roma e anche di questo quartiere» dice Sgarbi. Passeggiare per Centocelle è come perdersi in un prato incolto dove pizzicano zanzare e pungono spine, osservando le buche di via dei Narcisi, l’immondizia di via dei Castani e quel serpente sbucato due giorni fa vicino i cassonetti in via dei Frassini. Ma se sposti le erbacce, trovi fiori rari. Tra sacro e profano, così appare Centocelle. Il sacro è l’aria di solidarietà che si respira nel quartiere, l’attivismo degli abitanti, il fuoco culturale che serpeggia sotto le erbacce. E il sorriso accogliente di Orazio Giuffrida, 80 anni: «Ho aperto il bar in via dei Noci nel 1956, qui sono passati Pasolini, Baglioni e tanti altri». Poi c’è il “profano” che racconta Silvio Bruno, presidente del Cdq Centocelle Storica: «È un quartiere abbandonato, con marciapiedi dissestati, rifiuti ovunque, gli alberi non potati, i progetti per la bonifica e la valorizzazione delle ville Romane del Parco di Centocelle sono ancora bloccati».

IL DEGRADO 

Qualche passo nel quartiere e arrivano subito schiaffi al decoro. Le caditoie di via dei Noci sono ostruite, lo spartitraffico doveva essere pedonale, ma è una discarica e ieri c’era addirittura chi ci dormiva. «Dobbiamo chiudere le finestre per il cattivo odore che viene dai cassonetti di via delle Begonie e via delle Mimose a causa dell’immondizia fuori i cassonetti» racconta Olindo Tobolacci, residente. «Non si può camminare sui marciapiedi, i bambini rischiano di inciampare nei rifiuti» commenta Maria Di Lorenzo, residente. Angelo Paiano, abita a Centocelle dagli anni Cinquanta e si sofferma sull’assenza dei parcheggi e propone di «crearli sullo spartitraffico di viale Palmiro Togliatti, oggi preda di sbandati». Anche qui i “pollai”, le reti arancioni che prendono il posto della manutenzione, spuntano a ogni angolo. Alessandro Moriconi, ex consigliere del V Municipio, indica la recinzione che da due mesi avvolge il marciapiede distrutto in un tratto di via dei Castani dopo il crollo di un albero: «Non si può interrompere il marciapiede così, più volte ho chiesto che sistemassero questo scempio».

LE BATTAGLIE 
Centocelle resiste al degrado, è in trasformazione, tanti i progetti culturali in ballo. C’è anche il restyling di diverse zone, come la sistemazione di piazza dei Gerani avviata da Rete Imprese Castani grazie a un bando regionale vinto. L’associazione dei commercianti, sta portando avanti anche un’altra battaglia, quella contro la semi-pedonalizzazione di via dei Castani voluta dal Campidoglio. «Distrugge il tessuto commerciale – dice Monica Paba, di Rete Imprese Castani – allontana le fermate dell’Atac, toglie parcheggi e stravolge completamente la viabilità. Nessuno – aggiunge – ci ha consultati, insomma, è un piano calato dall’alto». In via dei Pioppi un altro schiaffo al decoro: l’Acquedotto Alessandrino è sepolto da erbacce e rifiuti. C’è, ma non si vede. Tra le battaglie dei residenti, c’è quella contro il mercatino di ciarpame di viale della Primavera. «Oggetti rubati, presi dai cassonetti, è uno scempio» dice Anna. «Gli interventi dei vigili sono sporadici, sequestrano e loro tornano» aggiunge Moriconi.

Isola pedonale, ambientale o cos’altro?

Post n°336 pubblicato il 26 Marzo 2019 da centocellestorica

Da: Centocellestorica.blog libero

Dopo l’assemblea pubblica a San Felice, indetta da Rete di Impresa di via dei Castani, sull’isola ambientale da realizzarsi a Centocelle, da cui è emerso che la distinzione tra isola ambientale (quartiere) e isola pedonale (via dei Castani) non è stata colta quasi da nessuno, o nessuno ha voluto evidenziarla, abbiamo chiarito la nostra posizione in merito con una e.mail di risposta ad alcuni chiarimenti trasmessi dall’assessore Dario Pulcini, non presente  all’assemblea e spesso chiamato in causa dai presenti.

Di seguito il contenuto della nostra breve e.mail.

“Colgo l’occasione di esprimere la posizione del Comitato di quartiere Centocelle Storica in merito alla tematica delle possibili trasformazioni dell’impostazione attuale della viabilità.
La nostra proposta, adottata da tempo, è di studiare un sistema di sensi unici nella viabilità esistente finalizzati a ottenere i seguenti risultati:
– realizzare il maggior numero di parcheggi (adottando la posizione “a spina”);
– ottimizzare i marciapiedi;
– ottenere spazi per la messa a dimora di alberature (che mitigano la temperatura estiva e producono ossigeno, la prima necessaria per il microclima mentre la seconda per la sopravvivenza), spazi a norma per i cassonetti, la ciclabilità e quant’altro contribuisca al miglioramento della qualità della vita quotidiana dei cittadini.
Naturalmente, per fare questo, servono dati sui flussi di traffico (interno e di attraversamento), sulle effettive necessità di parcheggio, sulla possibile realizzazione di apposote infrastrutture.
Si tratta quindi di una proposta tutta da sviluppare, e quella presentata ieri non era coerente con la nostra proposta.
Mi scuso per l’estrema sintesi, ma una email non può  contenere anni di discussione che i cittadini aderenti al Comitato hanno negli anni portato avanti, convincendosi reciprocamente delle proposte altrui.
Cordiali saluti
Arch. Silvio Bruno
presidente del Cdq Centocelle Storica”